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Italia, Taggia – riprendono dopo oltre cinquant’anni gli scavi archeologici nel sito di Campo Marzio

Finalmente, riprendono gli scavi archeologici a Taggia, nel sito di Campo Marzio, ove, si pensa, sia sotterrata una fortificazione d’epoca bizantina usata per sbarrare le invasioni dei Longobardi dal Nord. Questi scavi, la prima indagine dei quali era stata attuata nel corso degli anni Cinquanta del XX secolo, sono stati appena presentati e nascono dalla convenzione tra il Ministero per i beni e le Attività culturali, la Comunità Montana, il Comune di Taggia e l’Università di Genova.

Vincenzo Genduso, il sindaco del comune di Taggia, reputa l’iniziativa interessante e afferma che “sta molto a cuore” agli enti che se ne occupano, sia per quanto riguarda l’aspetto puramente culturale, poiché da questi studi si aspettano risposte a domande che da qualche decennio circondano quei posti nel mistero, sia per quanto riguarda l’arricchimento turistico-archeologico di un luogo importante per la valle Argentina.

All’inaugurazione degli scavi erano presenti: il direttore per l’area d’Imperia della Sovrintendenza ai beni archeologici della Regione Liguria, Luigi Gambaro, e il professore di archeologia medievale Carlo Varaldo (Università di Genova). Gambaro si è dichiarato felice della “coalizione di coraggiosi” che si è riusciti a riunire per ricominciare e aggiornare le ricerche. Il sito archeologico, che si trova su un colle che domina il torrente Argentina, a pochi chilometri da Taggia, ha un’ampiezza di alcuni ettari; invece, le zone di scavo si sviluppano per qualche centinaia di metri.

Il sito archeologico di Campo Marzio dovrebbe ospitare le rovine della chiesa di San Giorgio, risalente al periodo bizantino, alcune murature e una tomba databile all’alto medioevo. Una volta conclusi gli scavi, la convenzione prevede l’organizzazione di eventi paralleli con conferenze, mostre, giornate di studio e visite guidate.

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