Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Italia, Tarquinia – Nuove scoperte nella necropoli etrusca

Tarquinia055

Continuano ad emergere tracce della ricchissima storia etrusca. Protagoniste della nuova scoperta sono due tombe risalenti al VII secolo avanti Cristo e affiorate dagli scavi svolti a Tarquinia (VT). Una di esse potrebbe appartenere alla famiglia di uno dei sette re di Roma, Tarquinio Prisco.

Il sito scavato è una necropoli del periodo preromano di proprietà di un’influente famiglia reale alla quale apparterrebbe Tarquinio Prisco, ma il fatto che rende il complesso sepolcrale più originale è la singolare somiglianza fra la struttura tombale appena riesumata e altri sepolcri reali, caratterizzati da influssi orientali e scoperti in Bulgaria, nell’Isola di Cipro e in Tracia, tutti risalenti all’’VIII secolo avanti Cristo. Il sottosuolo cela circa duecento sepolcri etruschi dipinti: il 3% di tutte le tombe delle numerose necropoli di Tarquinia.

L’ultima tomba scoperta è stata portata alla luce nei pressi delle famose Tomba del Re e Tomba della Regina, in un’area ancora inesplorata del sito archeologico tarquinense. Anticamente si pensava che Tarquinia costituisse il più antico esempio di città etrusca visto che il suo nome era legato a quello del mitico Tarconte, figlio o fratello di Tirreno, il personaggio che, in base a quanto dice Erodoto, avrebbe guidato gli Etruschi dalla Lidia fino alle sponde dell’Italia centrale. In base al racconto leggendario, quando Tarconte giunse nel sito dove attualmente sorge Tarquinia s’imbatté in un bambino prodigio sorto dal ventre della Terra, chiamato Tagete, che gli svelò l’arte della divinazione.

Esistono prove che la città etrusca di Tarquinia esistesse già nel nono secolo avanti Cristo e fu ritrovata casualmente nel 1827 quando vennero scoperti in una località conosciuta come Corneto dei sepolcri a camera decorati con dipinti che riproducevano la vita quotidiana, vicende mitologiche greche e allegorie che rappresentavano eventi comuni.

L’ultimo ritrovamento è stata annunciato durante il convegno internazionale di etruscologia dedicato alla città di Tarquinia intitolato Confronto tra mondo etrusco e mondo tracio: storia, arte e archeologia, curato da Anna Maria Turi, al quale hanno partecipato Alessandro Mandolesi, professore dell’Università di Torino, Julia Valeva (Accademia delle scienze bulgara) e numerosi esperti afferenti alle università di tutta Europa. Il tumulo scoperto è databile al periodo in cui le antiche testimonianze ricordano la presenza di influenti personaggi stranieri a Tarquinia, come Democrato di Corinto, ricco mercante greco e padre di Tarquinio Prisco che sposò una nobile donna locale. Questa tomba è la più grande struttura a tumulo mai ritrovata a Tarquinia.

I lavori di scavo hanno riesumato un massiccio complesso architettonico il cui stile ricorda quello del sepolcreto regale di Salamina (isola di Cipro), dove si trovano sepolcri con pregiati arredi funebri paragonabili con quelli di Tarquinia. Vicino al Tumulo della Regina è stata ritrovata una tomba a doppia camera molto rara che, secondo gli esperti, fu costruita per ospitare coppie imparentate con il re o con il principe seppellito nel sepolcreto etrusco.

Ogni ritrovamento riguardante gli Etruschi fa riemergere le loro misteriose origini. A numerose domande gli studiosi sono riusciti a trovare riposta, ma tanti altri necessitano di indagini e studi comparati. Il genetista Alberto Piazza (Università di Torino) propose alla conferenza annuale del 2007 organizzata dalla Società europea di genetica umana un saggio sul Dna degli Etruschi: la sua squadra aveva studiato un campione di molecole appartenenti al codice genetico degli individui che abitano da ameno tre generazioni negli importanti centri etruschi di Murlo, Volterra e Casentino e confrontato le informazioni raccolte con quelle di abitanti di altre zone geografiche (Sicilia, Italia del nord, Sardegna, Isola greca di Lemnos e Turchia). L’analisi evidenziò che il Dna delle persone che vivono in quella zona della Toscana corrisponde a quello dei turchi, avallando la versione dello storico Erodoto contenuta nelle Storie che racconta che la popolazione etrusca era originaria dell’antica area della Lidia (Turchia del sud).

Nonostante i numerosi studi, gli Etruschi continuano ad affascinare particolarmente quando si potrebbe aver ritrovato la tomba del quinto re di Roma, Tarquinio Prisco.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*