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Italia, Tarquinia – Riprendono le ricerche sul complesso di Santa Restituta

Il Complesso rupestre di Santa Restituta è oggetto di nuove ricerche archeologiche e già arrivano i primi risultati. Infatti, sia nella parte costruita che in quella ipogea della Chiesa medievale sono stati scoperti frammenti di piani pavimentati costituiti da lacerti di mattoni, marmo e mosaico realizzato con tessere bianche e nere. 

Contemporaneamente alla fase di scavo, per garantire ai reperti portati alla luce la miglior salvaguardia possibile e per combatterne il degrado, sono stati consolidati i frammenti di mosaico e marmo grazie agli interventi di conservazione realizzati grazie al supporto dell’Università Agraria di Tarquinia. Infatti, se i lacerti di pavimento non fossero stati immediatamente consolidati sarebbero andati rovinati in maniera irrimediabile, rendendo inutile una grossa parte di quanto riportato in luce. Dopo esser stati puliti nella maniera adeguata, i frammenti sono stati consolidati e fissati al supporto originario con l’impiego di malte tradizionali di restauro che possiedono le medesime caratteristiche tecnologiche di quelle usate dagli antichi costruttori del complesso.

L’indagine archeologica, che è stata diretta da Letizia Ermini Pani, professoressa di Archeologia Medievale afferente all’Università La Sapienza di Roma e coordinata da Beatrice Casocavallo, ha visto la partecipazione degli studenti della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Roma e degli allievi di Elisabetta De Minicis, docente afferente al corso di Laurea di Archeologia Medievale presso l’Università della Tuscia.

Le ultime ricerche hanno consentito di individuare le modalità di occupazione del complesso a partire dall’epoca tardo-medievale fino a quella medievale. Inoltre, sono stati riconosciuti nella sezione sud due nuovi locali uno dei quali destinato alle attività produttive, presumibilmente per la fusione di oggetti di metallo. Nella sezione nord, invece, l’area funeraria continua ad allargarsi: le tombe scavate appartengono sia a individui adulti che a bambini e non presentano corredi a riprova della cristianità del sito.

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