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Italia, Torre Astura – Mareggiata riporta alla luce la tomba di un guerriero del III millenio a.C.

È datata venerdì 31 luglio la presentazione del sorprendente ritrovamento di un’antica tomba risalente al terzo millennio avanti Cristo presso Torre Astura (comune di Nettuno). La scoperta è stata resa possibile dall’intervento dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che effettua metodicamente controlli dei siti archeologico-paesaggistici con l’aiuto dei militari del Reparto Aeromobili di Pratica di Mare. 

I lavori di scavo, incominciati a 10 metri dalla riva nel mese di maggio 2009, hanno visto il coinvolgimento degli esperti della Sezione Archeologica e la collaborazione del Nucleo Carabinieri dell’Ufficio Tecnico Territoriale degli Armamenti Terrestri di Nettuno e del personale di bordo di un elicottero afferente a Pratica di Mare, supportati dal personale della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, che hanno scoperto e portato alla luce lo scheletro di un guerriero (a cui è stato dato il nome di Nello) del terzo millennio a.C., deceduto per via di una ferita al costato inferta da una freccia, e vasi di diverso tipo appartenenti al suo corredo funerario.

Le ossa dello scheletro, seppellito per secoli sotto un banco naturale di argilla, si presentano quasi tutte integre e il suo corredo funerario costituisce un unicum ed è formato da sei piccoli vasi di ceramica in ottimo stato di conservazione e risalenti all’eneolitico (cioè l’età del Rame che attraversa il terzo millennio avanti Cristo). Marina Sapelli Ragni, Soprintendente ai Beni Archeologici del Lazio, ha dichiarato che nei prossimi mesi gli studiosi analizzeranno i reperti nel laboratorio di antropologia di Tivoli e li confronteranno con altri ritrovamenti dell’epoca eneolitica.

Il ritrovamento è eccezionale in quanto, fino ad ora, non erano mai state scoperte tombe a ridosso della costa di Torre Astura databili all’epoca preistorica dell’eneolitico, venute alla luce, invece, in altre zone del Lazio meridionale.

L’operazione è stata eseguita con la massima rapidità per recuperare i rari reperti archeologici prima che venissero perduti definitivamente. Difatti, la tomba, che giaceva sul bagnasciuga, poteva essere rovinata o perduta per l’azione della marea. Questa scoperta è stata di fondamentale importante per l’archeologia: da lungo tempo, anche quando indagava il noto archeologo Antonio Nibby, molteplici sono state le testimonianze del periodo romano, quali la scoperta di un muro composto da tanti piccoli laterizi collocati obliquamente (ovvero, in opera laterizia), ascrivibile forse a una villa di Cicerone, o testimonianze dell’impero di Caracalla e di Settimo Severo che ivi approdavano prima di dirigersi più a sud, verso Circeo.

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