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Italia, Trinitapoli. Scoperto casualmente un sito dell’età del Bronzo con valenze archeoastronomiche

Grazie ai rilievi effettuati dall’archeologa Anna Maria Tunzi, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia ha potuto accertare il ritrovamento a Trinitapoli di un calendario astronomico databile all’età del bronzo. Il ritrovamento è avvenuto casualmente nella zona 167 del paese nel corso degli scavi per la realizzazione della recinzione del cantiere per la costruzione dell’asilo nido comunale. Il reperto consiste in diverse buche orientate in direzione degli astri, secondo criteri scientifici. 

Una simile scoperta era avvenuta in passato nel parco archeologico degli Ipogei e al suo esterno durante lavori edili da parte di privati. Anche in questo caso, dopo una campagna di scavi coordinata dalla Soprintendenza, erano emerse numerose buche di varie dimensioni allineate e orientate verso il Gargano a nord e il Vulture a sud. Gli esperti pensano che questi allineamenti di buche costituiscano un calendario astronomico risalente all’età del bronzo, usato 3500 anni fa per determinare, riferendosi al sole, alle stelle e alla luna, i periodi adatti per entrare nel grembo della madre terra per mezzo del “dromos” degli ipogei, che ricorda l’organo sessuale femminile per via della sua forma. All’interno del grembo gli uomini si sentivano protetti nella penombra ipogeica dal calore della divina madre e del sacro fuoco mentre praticavano rituali propiziatori per la semina, la caccia o la fertilità.

Le due aree archeologiche distano pochi chilometri una dall’altra: la zona 167 a sud-est e Madonna di Loreto a nord-ovest. Questo conferma quello che afferma la Tunzi da più di vent’anni – la prima campagna di scavo risale al 1987 – ovvero che Trinitapoli cela moltissimi tesori archeologici. La sua tesi oggi è condivisa dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.

2 Commenti su Italia, Trinitapoli. Scoperto casualmente un sito dell’età del Bronzo con valenze archeoastronomiche

  1. Ancora una volta le scoperte archeologiche lasciate alla casualità! E questo perché ancora in Italia non esiste una Carta del Rischio archeologico decente .. no comment

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