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Italia, Viterbo – in mostra la ricostruzione del ciclo produttivo dei profumi in voga nel mondo antico

I loro nomi sono quelli delle dee del Monte Olimpo: Afrodite, Artemide, Athena e Hera. Sono i 4 profumi preistorici, formati da acqua, olio d’oliva, coriandolo e pino, mischiati a bergamotto e alloro, menta, mandorla amara e prezzemolo. 

Le quattro profumazioni possono essere annusate in recipienti adeguati durante la mostra che si aprirà il 2 di aprile presso la sede (Rocca Albornoz di Viterbo) del Museo Archeologico Nazionale Etrusco, ove verranno esposte le tecniche preistoriche che sono state scoperte a Cipro – nel sito archeologico di Pyrgos/Mavroraki, dalla spedizione del CNR, sovvenzionata dal Ministero degli Affari Esteri – e ricomposte grazie alle tecniche del Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates di Blera.

La cura dell’esposizione è affidata alla direttrice degli scavi del sito di Pyrgos/Mavroraki, l’archeologa Maria Rosaria Belgiorno, al direttore del Centro di Archeologia sperimentale Antiquitates di Blera, Angelo Bartoli, e agli studiosi di archeologia Tiziana Mastracci, Maria Adamo, Concetta Cappelletti, Caludia Ferro e Eliana Noviello.

Dal sito di Pyrgos/Mavroraki sta venendo alla luce un’ampia zona industriale forse collegata a locali palaziali, che si sviluppa per quattromila metri quadrati.

Il complesso, che risale alla metà del III millennio avanti Cristo, venne distrutto, approssimativamente, nel 1850 avanti Cristo da un forte terremoto. La caratteristica della zona industriale è quella di essere organizzata intorno a un grosso frantoio ove veniva prodotto l’olio d’oliva, utilizzato in tutti i processi produttivi: era usato come carburante per fondere i metalli, come fluidificante per filare le fibre e tessere le stoffe e come base per fabbricare i profumi.

Partendo dai reperti trovati, gli studiosi del centro di Archeologia sperimentale Antiquitates di Blera sono riusciti a ricostruire il ciclo di produzione dei profumi, di leghe metalliche e del rame, oltre alle svariate fasi della filatura, della tessitura e della tintura di stoffe. Questo è stato possibile grazie all’aiuto delle analisi fisiche e chimiche eseguite da Marco Ferretti, Alessandro Lentini e Daniela Ferro, ricercatori presso il CNR di Roma.

In tutti e tre i casi, si tratta dei cicli produttivi che diedero fama all’isola di Afrodite nel mondo antico: luogo d’origine della Cipria, il prodotto di bellezza più antico al mondo, dei preziosi tessuti riportati in alcuni passi della Bibbia e, sino al tardo Rinascimento, esportati dai mercanti veneziani, della famiglia di profumi Chypre individuata nel 1917 da Francois Coty e del rame, bene primario dell’isola sin dall’epoca preistorica.

Per la prima volta, dunque, le congetture degli archeologi vengono confermate nei test di archeologia sperimentale che collegano il passato al presente e portano il passato più vicino rendendolo comprensibile a tutti.

L’iter dell’esposizione incomincia con la tecnica con la quale si produceva e si conservava l’olio di oliva e prosegue con i tre temi principali.
Nella sezione “olio” si possono trovare la ricostruzione della pressa usata per la spremitura delle olive e i pithoi (contenitori) così come trovati sullo scavo, base per tutte le attività.
Nella sezione “profumi” si possono osservare le tecniche di estrazione per macerare a caldo in olio d’oliva e per distillare con alambicchi in terracotta, oggi i più antichi trovati in situ. Tra il materiale vascolare, comprendente anche i primi imbuti del mondo, sono inclusi anche alcuni degli strumenti in pietra usati nel processo di lavorazione.
Nella sezione “tessili” si può vedere la ricostruzione della tecnica per la lavorazione dei tessuti in tutto il suo percorso, che parte dalla macerazione delle fibre vegetali fino alla cardatura delle fibre animali, per proseguire con la filatura e la tintura delle fibre. A documentare la tessitura sono esposti i numerosi e differenti pesi da telaio trovati anche in cottura e il grande telaio scoperto nell’ambiente più ampio del palazzo. A testimoniare la ricchezza delle stoffe, invece, sono state riprodotte dalla restauratrice Lavinia Strobel, le decorazioni dei celebri idoli piatti del Bronzo Antico dell’isola, che riportano i tradizionali motivi tutt’ora riprodotti nei ricami e nei costumi tradizionali di Cipro.
Nella sezione “metallurgia”, infine, è ricostruito con fedeltà tutto l’iter per la lavorazione del rame, partendo dall’estrazione dei minerali e arrivando alla fusione del metallo in lega e puro. Gli utensili, il copioso materiale di scarto e la riproduzione degli oggetti di metallo incorniciano i forni riprodotti attendibilmente e sperimentati.

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