Lanuvio. Scoperta una testa in marmo di un fanciullo di età giulio-claudia

Caratterizzato da imponenti resti monumentali e da una complessa stratigrafia, il santuario di Giunone Sospita a Lanuvio rappresenta uno dei più importanti siti archeologici del Latium Vetus. Indagato fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è tornato ad essere esplorato nel 2006, nell’ambito di una collaborazione promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e instaurata tra la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università La Sapienza di Roma e il Museo Civico di Lanuvio. La direzione scientifica è stata affidata a Fausto Zevi, professore della Sapienza, e a Giuseppina Ghini della Soprintendenza. Nel corso della IV campagna di

Lanuvio. Scoperta una testa in marmo di un fanciullo di età giulio-claudia

Caratterizzato da imponenti resti monumentali e da una complessa stratigrafia, il santuario di Giunone Sospita a Lanuvio rappresenta uno dei più importanti siti archeologici del Latium Vetus. Indagato fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è tornato ad essere esplorato nel 2006, nell’ambito di una collaborazione promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e instaurata tra la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università La Sapienza di Roma e il Museo Civico di Lanuvio. La direzione scientifica è stata affidata a Fausto Zevi, professore della Sapienza, e a Giuseppina Ghini della Soprintendenza.

Nel corso della IV campagna di scavo, che ha apportato importanti chiarimenti alle fasi della struttura di culto della dea Ianuvina, è stato effettuato un ritrovamento rilevante nell’area dell’ex uliveto Frediani-Dionigi, zona affidata a Luca Attenni, direttore del Museo Civico Lanuvino. Mentre gli archeologi stavano isolando un imponente muro di terrazzamento relativo alla sistemazione tardo-repubblicana del santuario, è emersa una bella testa di fanciullo in marmo di epoca giulio-claudia, in buono stato di conservazione, gettata nel riempimento di un’intercapedine per drenaggio delle acque in epoca medio/tardo-imperiale.

A pulitura ultimata, il pezzo verrà presentato con adeguata documentazione fotografica sulla rivista archeologica “Forma Vrbis”.

Autore dell'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.