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Lares

Lares
Larario nella Casa dei Vettii a Pompei

Lares

Divinità romane di probabile origine etrusca, i Lares si dividevano in due sottocategorie tutelari: quelli compitales proteggevano i crocicchi, quelli familiares custodivano gli ambienti domestici.

La dualità dei Lari deriva dal mito: Lara o Lala era una ninfa dell’antico Lazio che rivelò a Giunone l’amore di Giove per la ninfa Giuturnae il padre degli dei le strappò la lingua. Affidata a Mercurio per essere imprigionata negli Inferi, venne da questa divinità trasportatrice messa incinta contro la sua volontà e partorì due gemelli, i Lari appunto.

Raffigurati come uomini con cornucopia, i Lari familiari erano venerati nel larario, una nicchia posta nell’atrio della casa. Gli si offrivano frutti (soprattutto fichi) e libagioni quotidianamente ma in particolare nei giorni più importanti come le Calende, le Idi e le None.

Ogni ricorrenza e vicenda domestica era sotto la loro cura: il matrimonio, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Esistevano anche altre categorie di Lares: viales, permarini e militares a protezione dei viandanti per terra, per mare e in soccorso dei militari durante le spedizioni.

Come per ogni divinità privata c’era anche l’aspetto pubblico: i Lares publici tutelavano la città e lo stato (urbani) contro i nemici (hostiles).

I Larentalia cadevano il 23 dicembre in onore di Romolo, Remo, Tito Tazio e Acca Larenzia.

Altra importante festività lariale era il 2 maggio, giorno dei Compitalia.

Bibliografia

  • ORAZIO, Odi III, 23, 2
  • OVIDIO, Fasti, II, 633
  • PERSIO, Satire, V, 31
  • PLAUTO, Cistellaria, II, 2, 55
  • PLAUTO, Aulularia, II, 8, 15
  • PROPERZIO, Elegie, IV, 1, 132
  • TIBULLO, Elegie, I, 3, 33

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