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L’Arte festeggia le Donne il 6-7 marzo

Il “Bronzo di Riace” e il “Ritratto di Agnolo Doni” di Raffaello che offrono il mazzetto di mimose sono i “testimonial” dell’iniziativa promozionale del Ministero dei Beni culturali per la Festa della donna: iniziativa anticipata al week end del 6 7 marzo rispetto a lunedì 8 marzo giornata di chiusura dei musei, con l’ingresso gratuito al gentil sesso in tutti i siti archeologici e museali statali compresa la Sicilia, e con speciali manifestazioni previste a Roma e a Napoli.

L’ingresso gratuito per le donne ai musei nel week end

La fantasia del direttore generale Mario Resca, il suo senso artistico e l’intento di sorprendere, questa volta non si sono fermati alla scelta dell’opera “testimonial”, come è stato per Il Bacio” di Hayez a San Valentino; e non si sono spinti fino alla trasgressione di smontare il “Colosseo”, portar via il “Cenacolo” o involare su un elicottero il “David”. Hanno messo in “mano” al “Bronzo di Riace” e al “Ritratto di Agnolo Doni” di Raffaello un mazzetto di mimose per offrirlo simbolicamente al gentil sesso. Omaggio accompagnato dall’ingresso gratuito in tutti i musei statali del paese (Sicilia compresa) per tutte le donne nel week end del 6 7 marzo, vigilia della Festa della donna.

La festa resta libera dall’“impegno” dei musei, anche se non è la motivazione dell’anticipo, dovuto al fatto che l’8 marzo è lunedì, giorno canonico di chiusura, e sarebbe stato troppo complicato fare una deroga. Sono in corso discussioni con i sindacati per risolvere l’annoso problema delle aperture prolungate anche nella tarda serata e negli eventi, ma al momento ancora nulla di concluso.

Tutto questo si tradurrà, di fatto, in un prolungamento della festa, che diventa una sorta di “triduo” se si può usare un termine più appropriato per altre celebrazioni. Il Ministero per i beni culturali si augura che non saranno solo il “Bronzo di Riace” e il “Ritratto di Agnolo Doni” di Raffaello i cavalieri, ma gli accompagnatori per bissare il “paghi uno e prendi due” di San Valentino. E anche se ci saranno soltanto stuoli di donne a ingresso gratuito sarà ugualmente un successo perché, lo ha detto Resca, l’intento è far frequentare i musei alla gente; inoltre nelle promozioni è importante l’effetto trascinamento, non tanto il risultato immediato che comunque in genere non manca mai.

Le manifestazioni a Napoli e a Roma

Alla fruizione gratuita dell’Arte nel week end del 6 – 7 marzo in tutti i musei statali e nelle aree archeologiche sul territorio nazionale, compresa la Sicilia a statuto speciale, si aggiungono due eventi particolari per sabato 6 marzo.

A Napoli, al Museo Archeologico nazionale, alle 11,30 la visita gratuita per le donne sarà accompagnata dalle archeologhe di “Pierreci Codess”, che non si limiteranno a illustrare i reperti ma racconteranno le loro esperienze nelle visite al museo della più varia umanità; un modo originale di far sentire quale sia il pubblico dell’archeologia e quali gli stimoli che trova. Nei reperti ci sono tra gli altri la Collezione Egizia dal IV secolo avanti Cristo e la Collezione Farnese con 400 sculture tra cui i Tirannicidi, l’Ercole e il Toro Farnese.

A Roma, sempre sabato 6 marzo, al Museo Nazionale Romano una serie di visite gratuite che richiedono la prenotazione per ovvi motivi. In particolare al Museo delle Terme di Diocleziano, nei pressi della Stazione Termini, alle ore 12 un incontro su: “Archeologia. Nome comune di genere femminile – Conferenza su donne e archeologia”. Trova conferma quanto da noi rilevato commentando l’indagine dell’associazione Civita su “L’Archeologia e il suo pubblico”: la prevalenza di visitatori di genere femminile che riscontriamo anche nelle visite di gruppo, come quelle dell’Associazione Info.roma.it cui ci siamo aggregati nella visita di cui diamo conto proprio oggi 5 marzo nel primo appuntamento settimanale dei “venerdì di Archeorivista”.

Il tema nell’incontro alle Terme di Diocleziano sarà trattato da diversi punti di vista: archeologico (dal direttore del Museo Friggeri), umanistico (dal professore della materia a ” La Sapienza” Bartoloni), letterario (dallo scrittore Bandini), manageriale (dal direttore risorse umane Pierreci Codess), culturale nei media (dal caporedattore cultura del Tg1 Rai Gianni, anche moderatore) e organizzativo (dal coordinatore mostre Electa Guerrieri). Abbiamo indicato solo i cognomi per un omaggio, rivelando ora che i relatori sono tutte donne, e danno una prova dell’affermazione femminile in tutti i campi; per cui la “festa della mimosa” più che rivendicare sta a riaffermare le posizioni conquistate anche se con difficoltà e ostacoli, ma ormai divenute un fatto consolidato.

Prima dell’incontro-conferenza, precisamente alle ore 10 dello stesso 6 marzo sempre alle Terme di Diocleziano, la società specializzata Electa organizza una visita guidata sul tema “Femina, ae: la donna romana”, un excursus sulle donne celebri dell’antichità attraverso le iscrizioni che ne raccontano la storia nella vita familiare e nell’amore, nel lavoro e in altri campi, dalle origini di Roma al periodo imperiale.

Nel pomeriggio tre appuntamenti sfalsati in altrettanti siti, sempre del Museo Nazionale Romano: a Palazzo Massimo alle ore 14,30 “Donne Auguste imperatrici”, le mogli dei sovrani che hanno avuto influenza sulle loro vicende viste attraverso i “ritratti marmorei”, dalla dinastia Giulio Claudia agli Antonini e ai Severi.

Due ore dopo alle 16,30 al Palazzo Altemps, vi sarà “Donne… in collezione”, “un percorso che vede l’arte classica viaggiare nel collezionismo delle grandi famiglie italiane”. Come tappe si citano il Sarcofago Nova Nupta, ed Elettra e Oreste, il Trono Ludovisi e il Galata suicida.

La chiusura è alle ore 18 nella Crypta Balbi con un tema intrigante “Donne scomode: zitelle e prostitute” nella Roma rinascimentale: dove l’essere zitella era un marchio da esorcizzare e l’essere prostituta accendeva idee per salvare le figlie. L’interesse è assicurato, il “popolo dell’archeologia” è curioso e interessato a ricostruzioni con enigmi e scoperte insolite. e queste sembrano esserlo.

E anche lunedì 8 marzo, quando i musei saranno chiusi, all’Archivio di Stato di Corso Rinascimento a Roma nella Sala Alessandrina alle ore 16,30 sarà presentato un libro al femminile, “Le cronache di Santa Cecilia. Un monastero femminile a Roma in età moderna” a cura di Alessandra Lirosi: l’introduzione del direttore dell’Archivio Lo Sardo, la dirigente Bidolli e i docenti universitari Bertrand di Grenoble e Cabibbo di Roma Tre. Il libro è di una collana anch’essa tutta al femminile: “La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne”, testi di donne dal medioevo all’epoca odierna, che fanno la storia nei molteplici campi dove hanno lasciato il segno.

La ripresa nelle visite ai musei del 2010 rispetto al 2009

Nella presentazione dell’evento del 6-7 marzo Mario Resca ha espresso la sua fiducia di ripetere il successo dell’evento di San Valentino 2010, allorché il numero di visitatori è aumentato del 27,8% rispetto allo stesso giorno del 2009; e nonostante l’ingresso gratuito di una persona per coppia gli introiti sono cresciuti della stessa percentuale, precisamente del 27,6%; incrementi ancora maggiori per i musei civici del Lazio (+37,4%) e della Lombardia ((+29,6%) aderenti all’iniziativa statale.

Nella festa degli innamorati, il 13-14 febbraio i visitatori in tutti i siti culturali sono stati 141,407 in valore assoluto, e quelli dei “Top 30”, i musei guida, 88.137, di cui 47.724 paganti e 40.413 non paganti. E’ un risultato positivo che si potrà ripetere nel week end gratuito per tutte le donne.

La promozione per tale evento ha determinato un picco nel trend che nel primo bimestre 2010 ha accentuato i risultati positivi già emersi nell’ultimo trimestre del 2009: per i “Top 30” si è passati dal + 4,10 nel periodo ottobre-dicembre 2009 rispetto al 2008 al + 5.89% nei mesi gennaio-febbraio 2010; l’accelerazione è stata maggiore per tutti i siti nei quali dalla stasi si è raggiunto un + 4,90%.

Sembra consolidarsi così l’inversione di tendenza dell’ultimo trimestre dell’anno rispetto ai periodi precedenti: in particolare nel primo trimestre c’era stata una forte flessione soprattutto nel numero di visitatori (-13,9% per tutti i siti MiBAC e addirittura – 16,6% per i “Top 30”); mentre per gli incassi è stata minore, sia a livello complessivo sia nei 30 musei principali, restando contenuta tra il 3,5 e il 5%. E’ sorprendente che nel secondo trimestre, mentre il numero dei visitatori mostra un segno positivo sia pur moderato rispetto all’anno precedente (tra il 2,6 e il 3,3% ai due livelli), per gli incassi c’è un vero crollo, con una flessione vicino al 16% per i musei complessivi e i “Top 30”.

Più in particolare si sono avuti, pur nella corrispondenza dei trend come segno, andamenti molto diversi per tre regioni chiave del nord, centro e sud: Veneto, Lazio e Campania. Nel quarto trimestre del 2009 si va, infatti, dal + 16,23% della prima allo 0,69 della terza, con in mezzo il Lazio con +7,65: si deve dire, peraltro, che la flessione del primo trimestre in Veneto era stata doppia di quella in Campania, simile a quella del Lazio, e per percentuali rilevanti (rispettivamente – 36 e -18%).

Questo indica che gli interventi vanno commisurati alle diverse realtà locali, mentre la strategia generale è mirata all’intero patrimonio nazionale. Cuore della strategia, oltre alla revisione e ammodernamento dell’intero sistema per migliorarne l’accoglienza e l’attrattiva, è la comunicazione.

La comunicazione e la crisi di Agus nell’intervento del sottosegretario on. Giro

A questo riguardo Resca ha documentato i risultati dell’utilizzo di forme moderne di comunicazione, quali Facebook con quasi settemila accessi giornalieri unici tra novembre 1009 e febbraio 2010, a parte il picco di San Valentino. Le “Reti Amiche”, mobilitate con l’accordo tra il Ministero per la funzione pubblica e l’innovazione e i gruppi bancari Intesa San Paolo e Unicredit,. consentiranno 17 milioni di contatti settimanali, senza costi per lo Stato e con una sinergia tra pubblico e privato di reciproco interesse.

Tali risultati positivi sono stati apprezzati dal sottosegretario Francesco Maria Giro, che ha ricordato l’istituzione della direzione generale per la valorizzazione come momento centrale della profonda revisione nella struttura e nelle strategie del Beni culturali.. E ha sottolineato l’importanza della comunicazione e delle giornate-evento, dato che presupposto della valorizzazione è la conoscenza che si deve diffondere; nonché l’efficacia degli accordi pubblico-privato , restando allo Stato la responsabilità primaria di promuovere la cultura pur con risorse scarse anche per i tagli. All’apprezzamento per i risultati si è aggiunto quello per l’artefice dell’attuazione operativa di una vera e propria svolta strategica: il direttore generale Resca al quale è stata rinnovata la piena fiducia e la solidarietà dinanzi ad attacchi immotivati e inconsistenti.

Il sottosegretario, infine, in risposta a una domanda, ha dato chiarimenti sulla crisi della struttura di Agus per le dimissioni del presidente; e ha tenuto a rassicurare dicendo che si provvederà alla nomina e sottolineando che sono state poste per la prima volta linee guida alle quali la società deve adeguarsi nelle istruttorie per i sostegni e finanziamenti. Il cambiamento sarebbe già in atto, si sta correggendo la distribuzione a pioggia di risorse nel territorio per iniziative legittime ma dispersive.

La promozione della cultura passa anche per questi cambiamenti. Però nella giornata del 3 marzo 2010, al salone del Collegio romano i protagonisti assoluti sono stati i due “testimonial” per il week end gratuito del 6 7 marzo dedicato alla Festa della donna: i cartelli e i video che rimandavano il “Bronzo di Riace” e il “Ritratto di Agnolo Doni” di Raffaello hanno fatto dimenticare ogni altro problema.

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