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Leptis Magna, il Tetrapilo severiano

Sono proprio gli edifici di età severiana a colpire per primi, con il loro fasto e l’ottimo stato di conservazione, chi si accinga ad intraprendere la visita della vasta area archeologica.

Il magnifico arco trionfale fatto erigere dall’imperatore Settimio Severo nel 203 d.C., per celebrare il nuovo assetto giuridico della colonia, sorge all’incrocio tra il “decumano” e la via trionfale severiana ed apre il percorso all’interno del sito. Il monumento è oggi visibile nella sua integrità dopo una importante opera di restauro e di ricostruzione conclusasi in anni recenti grazie alla collaborazione tra archeologi e restauratori italiani e tecnici del Dipartimento delle Antichità della Libia.

La ricca ornamentazione scultorea dell’arco era costituita, oltre che da una serie di elementi decorativi, da due coppie di grandi rilievi celebrativi, rispettivamente a soggetto storico e sacrale posti ognuno su ciascun lato dell’arco (oggi conservati al Museo di Tripoli). Sul primo di questi l’imperatore Settimio Severo ed i figli, Caracalla e Geta, sono raffigurati sulla quadriga da parata, circondati da dignitari e seguiti da cavalieri in toga, mentre il faro che si intravvede sullo sfondo è, probabilmente, proprio quello di Leptis. Nella seconda composizione Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, è al centro di un corteo di notabili a cavallo, affiancata da una figura maschile e attorniata da prigionieri accanto ad un trofeo.

Gli altri due pannelli presentano scene religiose: due tori condotti al sacrificio dinanzi alla famiglia imperiale sul primo, la famiglia imperiale di fronte alle immagini delle divinità tutelari dei Severi nel secondo. Su ogni fronte dell’arco due colonne corinzie in avancorpo su basamenti fiancheggiano i fornici; lesene e pilastrini decorati da tralci di vite, per composizione e stile analoghi ad alcuni dei pilastri della basilica severiana, ne completano gli angoli esterni; ad ornamento degli estradossi otto Vittorie con palma e corona. I semitimpani triangolari, riposizionati al di sopra della trabeazione delle colonne libere ai lati dei grandi rilievi dell’attico, costituiscono una particolarità architettonica singolare che trova i suoi confronti solamente in monumenti dell’Asia minore e in Siria e sono da interpretarsi, secondo alcuni studiosi, in funzione apotropaica. Nelle zone interne della Libia, nel Fezzan ad esempio, le case sono spesso munite agli angoli di acroteri dello stesso genere, non a caso come difesa contro le avversità.

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