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Leptis Magna, monumenti della periferia

Percorrendo il “decumano” della città in direzione ovest si incrociano i resti dell’arco quadrifronte dedicato nel 173 d.C. all’imperatore Marco Aurelio che segnava, appunto, l’uscita da Leptis, in direzione di Tripoli (Oea).

Terme della caccia

Alle estreme propaggini occidentali, al di fuori del centro cittadino, si scorge un piccolo edificio termale datato alla metà del II secolo d.C. Le pitture conservatesi, con splendide scene di caccia al leone e al leopardo, risalgono all’età severiana e danno il nome al complesso noto come Terme della caccia.

Anfiteatro e circo

La zona orientale della città ospita poi i grandi edifici per spettacolo, l’anfiteatro e il circo che, come accade nella maggior parte delle città romane, sorgono piuttosto distanti dai quartieri centrali. Ciò era dovuto oltre che a motivazioni di ordine urbanistico, alla necessità di favorire il deflusso della gran massa di spettatori che assistevano alle gare di corsa ed ai combattimenti gladiatori e, non da ultimo, ai problemi di sicurezza che, allora come oggi, potevano essere causati da tafferugli tra fazioni tifose avverse. All’anfiteatro, costruito nel 56 d.C. e in grado di accogliere fino a 12.000 spettatori nel 162 d.C. viene aggiunto il circo che, lungo 450 metri e largo 100, si annovera tra i più grandi conosciuti nel mondo romano.

Ville con mosaici

Numerose dovevano essere le fattorie e le ville disseminate lungo la costa occidentale e orientale di Leptis. Dalla villa del mosaico del Nilo provengono le grandi composizioni in mosaico con scene di caccia e di pesca mentre da una fattoria o villa semirustica, nota come villa del mosaico di Orfeo, presso le mura occidentali della città proviene lo splendido pannello musivo in cui è raffigurato Orfeo che ammalia gli animali con il suo canto. I mosaici sono oggi conservati e visibili presso il Museo di Tripoli.

Villa di Silin

Sul litorale tra Leptis e Oea, circa 14 km a ovest di Al-Khmos è, infine, visitabile la Villa di Silin: il buono stato di conservazione delle strutture della villa con i suoi mosaici e gli affreschi, offre un ottimo esempio delle sontuose residenze nelle quali i ricchi leptitani sfuggivano al caos della vita cittadina.

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