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Lilibeo (Marsala). Importanti scoperte dalla ricerca archeologica

Eccezionali ritrovamenti archeologici vengono alla luce dalle indagini in corso presso il parco archeologico di Lilibeo, coordinate da Rosella Giglio, direttore scientifico dei lavori e dirigente della Soprintendenza di Trapani. Gli scavi, sovvenzionati dal Comune di Marsala e diretti dal geometra Parrinello e dall’ingegnere Francesco Patti, sono stati effettuati in cantiere dagli archeologi Paola Palazzo e Pierfrancesco Vecchio e si sono svolti in zona demaniale. Gli scavi hanno interessato punti fondamentali della topografia dell’antica Lilibeo, relativi alle strade che segnavano gli isolati, all’abitato e alle fortificazioni costiere.

Il risultato più imponente emerso dal progetto di valorizzazione del parco archeologico di Lilibeo è stato il ritrovamento del monumentale lastricato che ricopre l’asse principale est-ovest dell’antica città. Le regole del decoro architettonico della strada romana prevedevano, oltre al lastricato in calcare bianco, anche dei piccoli canali di scolo laterali realizzati con piccoli mattoni posti a spina di pesce. Un grande collettore fognario attraversa la strada all’altezza dell’incrocio, ad angolo retto, con un altro asse stradale rappresentato nello stesso cardo che nel suo percorso settentrionale separa l’insula I, includendo l’abitazione con i mosaici scoperta dalla Bovio Marconi nel 1939, dalla III. Durante l’ultimo periodo di utilizzo del collettore, le coperture vennero realizzate con iscrizioni su lastra reimpiegate, fra cui quella di Stertinius che, attorno alla metà del secondo secolo dopo Cristo, dice di aver finanziato la posa dei lastricati di platiam aeliam. Le dimensioni dell’impianto fognario dimostrano che esso smaltiva una grande quantità di acqua, proveniente da edifici o spazi pubblici situati a nord di questa zona del decumano.

Le ricerche condotte contemporaneamente anche nella porta nordoccidentale di Lilibeo, partite nel 2008, ad ovest della strada, hanno portato probabilmente alla scoperta della torre e del braccio orientale dell’entrata monumentale della città.  Su questa fortificazione venne costruito in un secondo tempo un edificio termale – scoperto per una breve ma importante estensione – dotato di un impianto di riscaldamento sotto al pavimento, costruito con un’intercapedine sorretta da pilastri in mattone e, parzialmente, anche da colonnine di una particolare roccia vulcanica. È possibile che il grande collettore scoperto sul decumano potesse servire anche questa zona più occidentale della città, posta non lontano dall’asse viario principale.

Le nuove scoperte, ora oggetto di studio, sono estremamente importanti per la storia della città e per la sua topografia.

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