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Lucca. Lo scavo di Palazzo Poggi tra storia e mistero

Lucca. Lo scavo di Palazzo Poggi

Lunedì 11 aprile 2011 sono stati mostrati a Lucca i risultati delle indagini condotte sulle testimonianze osteologiche animali emerse dall’area archeologica di Palazzo Poggi e realizzate con la collaborazione della Fondazione stessa. Ad esporre le novità il professor Michelangelo Zecchini e il professor Paolo Mencacci, della Fondazione Banca del Monte di Lucca, l’archeozoologa Laura Landini, la professoressa Alessandra Coli e il professor Claudio Sorrentino dell’Università di Pisa. All’incontro ha partecipato anche l’archeologa Alessandra Minutoli, che ha svolto gli scavi sotto la direzione del professor Zecchini, la professoressa Matilde Stefanini e la professoressa Carla Sodini dell’Università di Firenze.

Lo studio sui materiali osteologici faunistici scoperti da Michelangelo Zecchini nel corso dei lavori di scavo del 2009, diretti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, è stato condotto dall’archeozoologa Laura Landini, in sinergia con il Museo Anatomico Veterinario dell’Università di Pisa, diretto dalla ricercatrice Alessandra Coli. Gli esami specialistici e gli studi archeologici effettuati in corso di scavo da Zecchini hanno permesso di stabilire che le ossa ritrovate, relative a un bovino di 5-6 anni, erano state deposte volontariamente. L’analisi dei reperti e le ricerche relative all’epoca in cui questi si collocano, tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, hanno portato a eliminare alcune ipotesi a vantaggio di quella che sembrava la meno probabile: un rituale pagano.

Dalla scoperta del testo di un processo di stregoneria databile al 1571, svoltosi a Lucca contro due donne e conclusosi con il rogo delle stesse, è stato possibile identificare una misteriosa pratica che prevedeva l’utilizzo di ossa di bovino. Indagando le relazioni culturali ed economiche che legavano Lucca al resto di Italia e d’Europa sono emerse informazioni che hanno testimoniato questo misterioso rituale anche in altre città. Dall’inizio del XV secolo in Europa, infatti, si diffuse il movimento Demonofobico, che giunse all’apice nel XVI secolo. In quest’epoca, ritorna spesso anche il rituale delle ossa che presumibilmente rappresentava un passaggio di un culto agrario dalle antiche origini pagane, di cui sono state ritrovate testimonianze scritte anche in altri ambiti europei. È probabile che i materiali esaminati siano il poco che resta di questo antico rituale. Ma, ad oggi, il caso rappresenta un unicum e, per poter avvalorare l’ipotesi, saranno necessarie ulteriori scoperte e indagini.

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