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Lug

Lug nella mitologia nordica

Lug era una divinità del pantheon celtico. Il suo nome difficilmente è direttamente attestato nelle iscrizioni, ma la sua importanza si può dedurre da molti toponimi, e la sua natura e i suoi attributi si sono potuti conoscere grazie all’iconografia delle iscrizioni gallo-romane riferite a Mercurio, che si crede sia stato identificato con Lug. È possibile che Lug fosse un dio trino, comprendente Esus, Toutatis e Taranis, le tre divinità principali citate da Lucano. La “triplice morte” nei sacrifici umani dei Celti potrebbe riflettere la triplicità di questo dio.

Genealogia

Lug era il figlio di Cìan e di Ethniu, figlia del Fomoriano Balor.

Secondo la mitologia irlandese, Balor, il re dei Fomoriani, aveva appreso da una profezia che sarebbe stato ucciso da suo nipote. Per questo motivo egli imprigionò sua figlia Ethniu in una torre di cristallo, in modo che essa non potesse rimanere incinta. Cìan però, grazie all’aiuto della druida Birog, riuscì ad entrare nel castello e ad ingravidare Ethniu. Essa diede alla luce tre figli; tutti e tre vennero gettati in mare da Balor, due affogarono o vennero tramutati in foche, ma Lug venne salvato da Birog.

Secondo un’altra versione del mito, Cìan avrebbe sedotto Ethniu per vendicarsi del padre Balor che gli aveva rubato una mucca.

Divenuto adulto, Lug guidò il popolo dei Tùatha Dé Danann in guerra contro i Fomor capitanati da Balor e lo sconfisse nella battaglia di Mag Tuired. Sempre secondo la mitologia irlandese, Lug avrebbe rapito Deichtine, la sorella del sovrano Conchobar, dalla quale avrebbe avuto il figlio Sètanta, anche chiamato Cù Chulainn (il Mastino di Culann). Cù Chulainn era dotato di una forza spaventosa e durante i combattimenti veniva assalito da un furore divino che lo rendeva imbattibile; fu il più grande eroe irlandese.

Lug possedeva un’arma invincibile, la lancia Slèabua, uno dei quattro preziosi tesori appartenenti ai Tùatha Dé Danann.

Iscrizioni

Il dio Lug è menzionato in una iscrizione Celto-iberica da Peñalba de Villastar in Spagna, che recita:

ENI OROSEI VTA TICINO TIATVNEI TRECAIAS TO LVGVEI ARAIANOM COMEIMV ENI OROSEI EQVEISVIQVE OGRIS OLOCAS TOGIAS SISTAT LVGVEI TIASO TOGIAS.

L’interpretazione esatta dell’iscrizione è dibattuta, ma la frase “TO LVGVEI” (dove il teonimo appare al dativo singolare dopo la preposizione TO, “a, per”, quindi “a/per Lug”) indica chiaramente una dedica al dio Lug.

Inoltre, il nome è attestato più volte al plurale in molte iscrizioni latine rinvenute ad esempio in Svizzera, in Spagna, in Francia.

La maggior parte delle iscrizioni conosciute dedicate al dio Lug provengono dalla Penisola Iberica; ciò indica la particolare importanza e la popolarità che questa divinità godeva fra i Celti della Spagna. Una lastra di piombo iscritta rinvenuta a Chamalières in Francia, comprende la frase luge dessummiíis, che è stata provvisoriamente interpretata da alcuni studiosi come “io preparo loro per Lug”, anche se potrebbe significare “io giuro (a Lug) con la mia (mano) destra”.

Toponimi ed etnonimi

Il suo nome è stato commemorato in numerosi toponimi, come Lugdunum (“forte di Lug”, la moderna Lione in Francia), capitale della provincia romana della Gallia Lugdunense. Altri toponimi sono Lugdunum Clavatum (l’attuale Laon, Francia) e Luguvalium (la moderna Carlisle, in Inghilterra). È anche possibile che Lucus Augusti (la moderna Lugo in Galizia, Spagna) sia derivata dal teonimo Lug, ma Lucus in questo luogo potrebbe essere anche una parola puramente latina (lucus come “bosco sacro, foresta”).

Mercurio gallico

Giulio Cesare nel De Bello Gallico aveva individuato sei divinità adorate in Gallia e con le usuali convenzioni di interpretatio romana aveva dato loro dei nomi di divinità romane a loro equivalenti, al posto dei nomi gallici. Egli aveva scritto che Mercurio era il dio maggiormente venerato in Gallia, descrivendolo come patrono degli scambi e del commercio, protettore dei viaggiatori e inventore di tutte le arti. Il dio irlandese Lug portava l’epiteto samildánach (“esperto in tutte le arti”), che ha portato all’identificazione diffusa del Mercurio di Cesare con Lug. L’importanza di Mercurio è supportata da più di quattrocento iscrizioni a lui riferite nella Gallia Romana e in Gran Bretagna.

Iconografia

L’iconografia del Mercurio gallico comprendeva uccelli, in particolare corvi e il gallo, (ora l’emblema della Francia), i cavalli, l’albero della vita, cani o lupi, una coppia di serpenti, vischio, scarpe e sacchi di denaro. Egli era spesso armato con una lancia ed era accompagnato dalla sua consorte Rosmerta, che portava la bevanda rituale con cui veniva conferita la regalità. A differenza del Mercurio romano, rappresentato sempre come un giovane, il Mercurio gallico era talvolta rappresentato come un uomo anziano.

La natura del Mercurio gallico spesso era triplice: egli a volte aveva tre facce, a volte tre falli, il che potrebbe spiegare le frequenti dediche al plurale. Questo trova riscontro anche con il mito irlandese. È stato suggerito che Lug potesse essere uno e trino, composto da Esus, Toutatis e Taranis, le tre divinità principali citate da Lucano (che, al tempo stesso non fa menzione di Lug).

Continuità nelle narrazioni celtiche tarde

In Irlanda, Lug era il giovane vittorioso che sconfiggeva il mostruoso Balor “dall’occhio velenoso”. Egli era il paradigma divino della regalità sacerdotale, e un altro dei suoi appellativi, lámhfhada (“dal braccio lungo”), proseguiva un’ antica immagine Proto-Indo-Europea di un nobile sovrano che espandeva grandemente il suo potere. La sua festa, chiamata Lughnasadh (festa di Lug), in Irlanda viene festeggiata l’1 Agosto.

1 Commento su Lug

  1. ciao ti risulta che Lug avesse anche una qualche funzione come protettore dell’allevamento o più genericamante agreste-pastorale? Come vedi una possibile parentela con San Lucio o Luguzzone protettore dei casari
    Grazie
    Paolo

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