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Macomer (Nu): gli scavi portano alla luce il castello medievale

Macomer

Macomer, la cittadina sarda, nota per la stata della Venere paleolitica ivi rinvenuta, per l’archeologia nuragica (sito di Tamuli) e per il toponimo greco-romano di Macopsissa (citato dal geografo Tolomeo), annovera ancora una volta sul suo suolo uno dei mirabilia antichi: il resti del castello, citato a partire dal XIV secolo, denominato “Sa presone ‘ezza” ovvero “la prigione vecchia”.

Il merito della scoperta si deve alla collaborazione sinergica tra l’associazione culturale Castra Sardiniae, l’Università di Sassari e il comune di Macomer. Tre diversi settori di scavo hanno visto il riemergere di murature medievali e post-medievali e persino tracce di precedenti presenze antropiche.

I rinvenimenti possono essere la prova dell’esistenza di un importante centro abitato sardo-punico e poi romano, divenuto in seguito un insediamento fortificato.

Un progetto intende istituire una borsa di studio per un posto di ricercatore con lo scopo di condurre indagini su Macomer. Del castello si ha notizia solo nei documenti e nella tradizione locale. La campagna di scavi, tuttora in corso, porterà certezze archeologiche.

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