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Marco Antonio

Marco Antonio

nome: Marco Antonio (83 a.C. – 30 a.C.)

famiglia: figlio di Marco Antonio Cretico e di Giulia Antonia

Nipote dell’omonimo Marco Antonio, oratore menzionato da Cicerone tra i più grandi della sua epoca insieme a Lucio Licinio Crasso, il protagonista, insieme ad Ottaviano Augusto, degli eventi (costituzione del secondo triumvirato, battaglia di Filippi, battaglia di Azio) che portarono alla caduta della respublica romana e all’instaurazione del principato, si distinse precocemente per una condotta di vita tutt’altro che all’insegna della sobrietà. Come non trascurare il fatto che, prima di lasciarsi irretire dai lacci fatali del fascino della regina Cleopatra, Marco Antonio fu sposato ed ebbe figli da ben quattro mogli (Fadia, Antonia Ibrida, Fulvia, Ottavia Minore)?

Il suo ardente temperamento trovò nella carriera militare, e in particolare nell’incontro con Giulio Cesare, di cui divenne convinto sostenitore, l’opportunità di dispiegarsi: non solo, infatti, ricoprì l’incarico di questore in Gallia al seguito di Cesare, ma seguì il suo astro anche nel corso delle vicende che condussero il nipote di Gaio Mario al varco del fiume Rubicone, alla marcia su Roma, alla guerra contro Gneo Pompeo per il potere supremo.

La carriera di Antonio subì una battuta d’arresto dopo l’assassinio di Cesare, compiutosi nel 44 a.C. su congiura senatoriale: Roma piombò nel caos e lungo le sue vie iniziarono a fronteggiarsi le opposte fazioni rivali costituite dai cesaricidi, che interpretavano le istanze conservatrici del senato, dai seguaci di Antonio e da quelli di Cesare, questi ultimi capeggiati da Gaio Giulio Cesare Ottaviano, figlio dello scomparso e futuro primo imperatore di Roma. La difficoltà della situazione suggerì ad Antonio, ad Ottaviano e al nobile Marco Emilio Lepido di allearsi nel cosiddetto secondo triumvirato, un’intesa apertamente politica successiva al primo triumvirato, che aveva, invece, assunto la forma di un accordo di carattere privato, stipulato nel 59 a.C. tra Cesare, il console Marco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno, futuro rivale dello stesso Cesare.

Ma il sodalizio tra Marco Antonio ed Ottaviano conobbe da subito un andamento altalenante, sino alla rottura definitiva quando Antonio, esasperato dall’ennesima mancata promessa di Ottaviano di concedergli truppe per una spedizione militare sul fronte dei Parti, partì ugualmente per l’Oriente, sostenuto dall’appoggio finanziario della regina d’Egitto Cleopatra, con la quale aveva allacciato una relazione adulterina.

In patria, nel frattempo, Ottaviano potè rapidamente conquistarsi la simpatia dell’opinione pubblica, turbata dal comportamento scellerato di Antonio, reo non soltanto di essersi imbarcato in un’impresa bellica destinata al fallimento, ma anche di aver lasciato la moglie legittima e la prole per un’amante straniera. Dopo la vittoria riportata sull’Armenia grazie al sostegno egizio, inoltre, Antonio ripartì tra i figli avuti da Cleopatra la parte orientale dei possedimenti romani, che gli spettavano sulla base degli accordi presi con la stipulazione del secondo triumvirato: un fatto inaccettabile agli occhi della classe dirigente romana, timorosa di possibili rivendicazioni da parte di Cleopatra che avrebbero potuto costituire un pericolo per Roma e per l’integrità dei suoi territori.

Ottaviano portò, quindi, guerra contro l’Egitto, che sbaragliò definitivamente nella battaglia di Azio, combattuta nel 31 a.C. Antonio e Cleopatra morirono suicidi nell’anno successivo, quando il nuovo princeps romano entrava, ormai trionfante ed invitto, in terra egizia.

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