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Marco Nonio Balbo

Marco Nonio Balbo

Marco Nonio Balbo

Il volto più rappresentato dell’antica Ercolano fu sicuramente quello di Marco Nonio Balbo. Lo scavo della città ha, infatti, restituito ben dieci statue che lo raffigurano. Chi era quindi Marco Nonio Balbo? Nocerino di nascita ma ercolanese d’adozione, rivestì la carica di pretore e proconsole di Cirene durante l’impero di Augusto accanto al quale aveva combattuto per la conquista del potere.

Alla sua morte la città di Ercolano gli tributò eccezionali tributi come risulta da testimonianze epigrafiche.

E’, infatti, che su proposta del duoviro Ofillio Celere che il senato locale decretò di erigergli una statua equestre, di offrire al popolo in suo onore giochi ginnici e di dedicargli post mortem un sedile in teatro.

Su una grande terrazza che guardava al mare, gli ercolanesi innalzarono a Balbo un altare, dove il suo corpo fu cremato e i cui resti sono stati trovati in un recipiente di terracotta all’interno dell’altare stesso.  Alle spalle dell’altare una statua loricata del defunto offerta dal fedele liberto Marco Nonio Volusiano di cui si può ammirare un calco dell’originale.

Quando abitava a Ercolano, Nonio Balbo risiedeva in una grande domus, quasi una villa viste le considerevoli dimensioni e che pochi anni prima dell’eruzione, fu divisa in tre domus: la Casa del Rilievo di Telefo, la Casa della Gemma e quella di Marco Pilio Primigenio Graniano.

Il maggior numero di statue di Marco Nonio Balbo proviene dallo scavo della Basilica civile, costruita proprio da Balbo come testimonia una tavoletta cerata databile al 61 d. C. e che cita l’edificio come Basilica Noniana.

Il grande edificio di forma rettangolare fu scavato per la prima volta dai Borbone attraverso cunicoli e agli occhi degli scopritori offrì uno spettacolo davvero sensazionale. Affreschi in quarto stile adornavano le pareti, mentre le statue di Balbo, dei genitori e della moglie offrivano agli ercolanesi le immagini dei loro benefattori. E’ dal calcidico d’ingresso, inoltre, che provengono le liste degli Augustales, anche se oggi si è quasi certi si tratti dei nomi di tutti gli abitanti di Ercolano che avevano all’epoca diritto di voto.

Per un certo periodo alcuni studiosi hanno ritenuto che Marco Nonio Balbo fosse il proprietario della ricca e importante Villa dei Papiri che sorgeva sul mare, poco fuori città.  Oggi questa tesi è stata però abbandonata perché la fortuna di Balbo a Ercolano cominciò a crescere quando la villa era stata già costruita e perché uno dei ritratti ritrovati non coincide con il volto famoso del proconsole come invece si credeva.

Di certo però sarebbe stata un’ipotesi affascinante visto che la grande biblioteca greca e quella latina, oltre al gran numero di sculture di bronzo e in marmo, potevano essere il frutto di una personalità come quella di Marco Nonio Balbo.

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