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Marduk

Marduk

Marduk è un dio mesopotamico, introdotto intorno al XVII secolo a.C. a Babilonia durante il regno del sovrano Hammurabi. Figlio di Enki (Ea in accadico) e di Damkina (Ninhursag in sumerico), il suo tempio sorgeva a Babilonia. La tradizione riporta il nome della sua sposa, Sarpanitum e di suo figlio Nabu, divinità della scrittura, della saggezza e protettore degli scribi. Nell’iconografia è solitamente rappresentato in coppia al mostruoso serpente Mushussu.

Inizialmente Marduk era il nume tutelare e protettore della famiglia di Hammurabi; quando quest’ultimo salì al trono, venne innalzato il rango di Marduk a divinità nazionale. Il nome pare che derivi dal sumerico “amar-utuk” che significa “giovane toro del cielo”, probabilmente in relazione alla grande forza e potenza del dio, la sua principale peculiarità.

Marduk è il protagonista di un poema epico babilonese, l’Enûma Elish, che narra il mito della creazione. Probabilmente questo poema fu scritto rielaborando miti e divinità precedenti, in modo da far prevalere il dio Marduk su tutti gli altri, e in particolare su Enki, considerato il più potente prima dell’arrivo di Marduk.

Enûma Elish

Poema epico babilonese che veniva recitato durante i festeggiamenti del capodanno, come propiziazione per il nuovo anno. Il rito era celebrato verso sera, quando il gran sacerdote declamava il poema davanti alla statua del dio, mentre le statue delle altre divinità venivano coperte per rispetto a Marduk. Esso consiste in sette tavole.

Prima che la Terra e il Cielo fossero creati, le acque primordiali erano mescolate fra loro, in un unico grande elemento. Dall’unione di Apsu, l’acqua dolce, e di Tiamat, l’acqua salata, hanno origine tutti gli altri dei per tre generazioni. Questi nuovi e giovani dei sono irrequieti e creano disturbo al punto che Apsu non riesce a riposare a causa del continuo rumore da essi provocato. Apsu si reca col suo consigliere Mammu dalla dea Tiamat per discutere sulla situazione e le comunica la sua intenzione di uccidere tutti gli dei da loro creati e porre fine al terribile caos. Nonostante la sua signora si opponga all’assassinio dei figli, Apsu, incoraggiato da Mammu, decide di mettere in atto il suo proposito. Ma Ea, il più saggio e potente fra i nuovi dei, viene a scoprire il terribile piano di Apsu ed escogita un modo per evitare che questo si compia. Riesce a far cadere Apsu e Mammu in un sonno profondo e una volta neutralizzati li uccide. A questo punto, viene a crearsi un nuovo ordine; Ea comincia a vivere con la sua sposa Damkina e genera il grande Marduk, perfetto nello spirito e nel corpo e destinato a dominare il mondo.

Ma Tiamat, furiosa e sofferente per la morte del marito, decide di vendicarsi e di scatenare una guerra contro i giovani dei. A questo scopo, si allea col terribile mostro Quingu, divenuto il suo nuovo marito, e comincia i preparativi per lo scontro, creando un temibile esercito costituito anche da terribili demoni. Ea e Anu, sconcertati, cercano di convincere la dea a desistere, ma spaventati dalla sua ira, tornano sui loro passi. A questo punto i giovani dei si riuniscono in consiglio per decidere cosa fare. Qui si presenta Marduk, valoroso e potente, e propone di affidare a lui il compito di sconfiggere la dea Tiamat.

Colpito dalla sua immensa forza e destrezza, il consiglio accetta la proposta di Marduk, che armato da potenti venti, va incontro al suo destino. Marduk affronta Tiamat e la colpisce scatenandole contro i venti, costringendola così ad aprire la bocca. Il terrificante tornado scatenato dai forti venti le entra nel corpo, paralizzandola. Marduk può così colpirla con una freccia e ucciderla, penetrandola con la spada attraverso la bocca spalancata. Tiamat viene smembrata e il suo corpo è diviso in due: la parte superiore va a costituire il cielo e la parte inferiore la terra. Dal sangue versato dall’uccisione di Quingu hanno origine gli uomini, che diventano i servi degli dei.

Marduk diventa a questo punto il sovrano di tutti gli dei e il poema si conclude con la sua celebrazione e l’elenco dei suoi cinquanta nomi.

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