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Medinet Habu

Medinet-Habu

L’antica Ciamet (o Giamet) o Gemet in copto (Medinet Habu) è situata lungo la sponda occidentale del Nilo, di fronte a Luxor, in una delle aree più care agli egizi per il culto del dio Amon. La località, grazie alla presenza del tempio di Amon, costruito da Hatshepsut e Tutmosi III, e del tempio funerario di Ramesse III, divenne il fulcro della vita economico-amministrativa di Tebe, continuando ad essere frequentata fino al IX secolo d.C..

Il tempio funerario di Ramesse III (Khenemet-ne-heh)

Il tempio di Medinet Habu rappresenta una delle ultime, grandiose espressioni monumentali del Nuovo Regno, ricalcando sostanzialmente i canoni architettonici che ritroviamo nei coevi edifici cultuali, ispirandosi soprattutto al cosiddetto ‘Ramesseo’ o tempio funerario di Ramses II, situato a poca distanza, nella località di Deir el-Bahri. Originariamente il tempio di Ramesse III era collegato al Nilo da un canale, utilizzato per lo svolgimento delle processioni delle imbarcazioni le quali, provenienti dal Nilo, giungevano, percorrendo il canale, all’imbarcadero, situato a ridosso della cinta muraria. Il complesso, di forma pressapoco rettangolare, è formato da un recinto sacro in mattoni che racchiude una serie di cortili, sale ipostile (con colonne) ed edifici, fino a raggiungere il santuario.

Il recinto e gli ingressi

L’entrata possiede una caratteristica peculiare: la forma. L’ingresso principale infatti (quello collocato sulla fronte, a sud-est) presenta una struttura fortificata molto simile al cosiddetto ‘Migdol’ o torre fortificata di tipo siriano, caratterizzato da ‘riseghe’ murarie che ne restringono l’accesso fino alla grandezza della porta. L’ingresso si innesta in una poderosa recinzione costruita in mattoni, allo scopo di isolare (e purificare) l’area sacra dal mondo esterno, il cui lato principale misura bel 200 metri di lunghezza. Tra questo recinto ed il recinto più interno erano situate una serie di abitazioni riservate al personale che operava all’interno del tempio ed un lago sacro per le abluzioni. Nella parte nord-est esistevano originariamente altre due porte, ora non più visibili. Quella centraleera in asse con il tempio, mentre la più piccola (nota come ‘porta di Ramses III’) era completamente decentrata verso nord.

Il primo pilone

Il primo pilone mostra gigantesche raffigurazioni di Ramses III che sottomette i nemici davanti alle divinità di Amon e Ra-Harakhti. Nelle vicinanze sono raffigurate le terre e le città nemiche cinte da un anello a forma di testa umana, mentre sul lato corto occidentale del bastione meridionale sono rappresentate scene di caccia al toro. Il pilone è il punto terminale di una seconda recinzione che introduce nella corte centrale.

Il Palazzo Reale

L’edificio reale era costruito in mattoni (attualmente molto danneggiato), utilizzato dal re durante le feste religiose e presenta due fasi costruttive. Oltre alla Sala del Trono e alla Sala Reale, il palazzo presenta la cosiddetta ‘finestra delle apparizioni’ una sorta di balcone dove il re poteva essere visto ed acclamato dai suoi sudditi e che fungeva da collegamento tra il palazzo reale ed il tempio. L’edificio non rappresentava un luogo di residenza del sovrano ma soltanto un elemento rituale durante le celebrazioni liturgiche. Indagini archeologiche hanno riportato alla luce numerose piastrelle ceramiche smaltate ed invetriate, del tutto simili a quelle coeve rinvenute nelle località del delta di Qantir e Tell el-Yahudija che rivestivano gran parte dell’edificio.

Il secondo pilone

Superata la corte su cui si affaccia la ‘finestra delle apparizioni’ del palazzo reale, si giunge di fronte al secondo pilone dove il sovrano è rappresentato sul bastione meridionale che offre i prigionieri ad Amon e Mut, mentre sul lato interno e lungo le pareti sud e nord del secondo cortile sono visibili scene legate alle celebrazioni in onore di Sokaris e Min.

Il Santuario

Il santuario, introdotto dalla seconda corte utilizzata dai cristiani in epoca copta come chiesa, era formato da una serie di cappelle dedicate al culto delle divinità, tra cui una destinata al culto di Ramses III divinizzato. Uno degli ambienti veniva riservato per la conservazione del Tesoro, rappresentato anche in alcuni rilievi del tempio, mentre la parte più interna custodiva il ‘naos’ che proteggeva l’immagine del dio. Accanto al Santuario erano situati i depositi di cibo legati alle funzioni rituali, che venivano celebrate esclusivamente dai sacerdoti addetti al tempio.

Rilievi ed iscrizioni all’esterno del tempio

Le iscrizioni e i rilievi monumentali di Ramses III presenti lungo il muro settentrionale del tempio vanno presi, storicamente parlando, con ‘le molle’ e filtrati dalle influenze autocelebrative del faraone, al contrario delle cosiddette ‘lettere di Ugarit’ che narrano i medesimi episodi e rappresentano un’importante fonte ‘storica’ per la comprensione del quadro generale delle invasioni avvenute lungo il bacino orientale del mediterraneo all’inizio dell’XII secolo. [evento – ramses contro popoli del mare]

Decorazioni scultoree del tempio

All’ingresso del primo recinto (torre fortificata detta ‘migdol’) e in altri ambienti del complesso funerario, sono visibili alcune statue in granito nero della dea leonessa Sekhmet, con il simbolo solare posto sulla sua testa. La dea Sekhmet, corpo umano e testa leonina, era posta a guardia degli ambienti per la sua natura guerresca e protettrice. All’interno della prima e seconda corte sono visibili alcune sculture riproducenti il faraone in atteggiamento ‘osiriaco’ cioè con le braccia incrociate sul petto e i simboli del potere stretti nelle mani, ai cui piedi erano spesso presenti i figli del sovrano stesso.

Tombe e cappelle delle Divine Adoratrici

All’interno del complesso funerario di Ramses III sono state costruite durante la XXV e XXVI dinastia (716-525 a.C.) le cappelle delle cosiddette ‘Divine Adoratrici’ del dio Amon, una figura sacerdotale molto importante perché ricoperta da donne (divenute sacerdotesse), figlie dei gran sacerdoti del tempio e successivamente dalle principesse reali. Tra le più importanti qui sepolte ricordiamo la sacerdotessa Amenirdis, di cui ci restano importanti sculture a tutto tondo.

Il tempio di Amon (Zeser-iset)

Situato nelle vicinanze del Tempio funerario di Ramses III, il tempio di Amon venne originariamente costruito da Hatshepsut e Thutmosi III e ampliato da Ramses III, ma venne particolarmente rimaneggiato tra la XXV e la XXX dinastia e durante l’epoca greco-romana. Gli sconvolgimenti furono così ampi che vennero costruite nuove corti, piloni e sale ipostile, creando un avancorpo molto consistente che si è andato ad aggiungere al monumento originale.

1 Commento su Medinet Habu

  1. bravi è una bella descrizione completa e sintetica – specialmente il tempio di Hat-Shep-Sut

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