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Messico, Palenque. Microtelecamera svela una tomba maya dipinta e inviolata

L’uso di una telecamera ha permesso di addentrarsi in una tomba intatta, di 5 mq circa, che si trova in una piramide dell’Acropoli della città di Palenque nel Chiapas, stato messicano. La tomba era conosciuta già dal 1999 ma l’instabilità della piramide non ha permesso finora l’accesso.

La telecamera è stata spinta fino a 5 m di profondità e ha permesso l’osservazione degli affreschi parietali, costituiti da figure rese in nero su sfondo rosso, e del corredo formato da reperti in giada, in madreperla e ceramici. Sulla base delle immagini pervenute si esclude la presenza di un sarcofago, a differenza della tomba di Pakal il Grande, identificata nel Tempio delle Iscrizioni e rinvenuta negli anni ’50 del secolo scorso.

L’intera area archeologica, in cui la tomba è ubicata, abbraccia un’area di circa 2 kmq anche se è stato indagato solo il 10% a causa della vegetazione presente e delle sepolture degli ultimi governanti che si sono fatti seppellire sulle strutture tombali di epoca precedente.

Secondo gli studiosi la tomba indagata dovrebbe risalire al 431 d.C.-550 d.C., mentre per l’attribuzione c’è più di un’ipotesi: la prima sostiene che appartenga a K’uk’Bahlam, il primo signore della città; secondo la seconda dovrebbe appartenere a Ix Yohl Ik’nal, governatrice di Palenque.


Esterno della tomba

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