Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Metaponto: contrazione della città greca in età romana

Metaponto: la contrazione della città greca in età romana

Le origini e la storia

Collocata strategicamente tra i letti dei fiumi Bradano e Basento, anticamente situata lungo la linea di costa lucana del mar Ionio, la città greca di Metapòntion (letteralmente “al di là del mare”) venne fondata attorno agli inizi del VII secolo a.C. da Leucippo, capo dei coloni achei chiamati da Sibari e provenienti dall’Acaia. (1)

Metaponto potè contare su un territorio fertile, a tal punto che le monete coniate dalla città presentano rigogliose spighe di grano. Legata alle vicende belliche che la contrapposero alla fiorente rivale Taranto, come tutte le città della Magna Grecia subì l’influenza dei condottieri ellenistici (2), giunti in Italia, (Alesssandro il Molosso e Pirro) prima di partecipare agli eventi della seconda guerra punica, durante la quale si schierò dalla parte di Annibale. (3)

Un lento declino dovette essere la causa dell’abbandono di porzioni abitative piuttosto ampie, tra II e I secolo a.C., forse in seguito alla guerra sociale (90-88 a.C.) e alle scorrerie dei ribelli di Spartaco (73-71 a.C.). L’ultima fonte che cita Metaponto è Pausania il Periegeta, scrittore e geografo greco, il quale ci informa sulla decadenza della città che, nel II secolo d.C., mantiene in buono stato solo il teatro e le mura. (4)


Le mura in rosso e il perimetro del Castrum in giallo

L’urbanistica della città greca

La pianta dell’abitato greco presenta forma irregolare, costretta a curve sinuose sui lati nord e sud, a causa della vicinanza dei fiumi Bradano e Basento, in seguito allontanatisi dalle mura. Dotata al suo interno di almeno 5 plateiai (strade principali) con andamento nord-sud ed almeno 4 est-ovest, Metaponto si allungava sia in il lungo sia in il largo per quasi 2 km.

Il lato est guardava sul mare ed era collegato al porto tramite una via che tagliava le dune costiere.

La Grande plateia E-W corre parallela al santuario di Apollo Liceo, situato a nord-ovest dell’agorà: la piazza sacra presenta i basamenti di 4 templi (A dedicato ad Apollo, B, C e D), di due sacelli e di un tempietto di Dioniso (E), tutti circondati dal recinto (temenos). Addossato ad esso si trova una struttura trapezoidale che include un altare (bomòs) a forma di U, edificato su un precedente luogo di culto delle acque consacrato poi ad Apollo e suggerito da Aristea di Proconneso (5), e un piccolo ambiente irregolare con più stanze, adibito a mensa per banchetti pubblici (hestiatòrion). (6)

Il cuore della città greca subì un declino inesorabile nel I secolo a.C., momento in cui divenne dapprima periferia e successivamente area sepolcrale. (7)

Fuori dalla città si trova il santuario delle Tavole Palatine, un tempio dorico di VI secolo a.C., dedicato ad Era e chiamato poi in età medievale delle Mensae o Colonne Palatine, in ricordo degli scontri fra i Paladini franchi e i pirati Saraceni.

La città romana e il declino

Sconfitto Annibale in Italia, dal 207 a.C. Roma pose guarnigioni di soldati in varie città italiche e magnogreche, tra cui Metaponto appunto. Il centro abitato si ridusse lentamente a circa un decimo di quello greco, entro i confini di ciò che doveva essere il castrum fondato dai romani come base militare poggiante sul lato est delle mura ed attraversato dalla Grande plateia E-W. Era questo un presidio di 330 x 420 metri, con perimetro pentagonale irregolare (8), rialzato di 6 metri rispetto al piano di calpestio urbano (9) e collegato strategicamente al porto. Una trincea-fossato (vallum) di 7,5 metri ed un aggere di terra interno al perimetro lo rendevano saldamente arroccato e resistente ad attacchi (10). La sua costruzione implicò l’annullamento di un portico (stoà) nell’angolo sud-est dell’agorà greca (11) al posto del quale si posero ambienti di stoccaggio. (12)

Sempre nell’area del castrum romano, la prima comunità cristiana trovò posto per erigere l’ultimo luogo di culto metapontino: una basilica sorta tra IV e V secolo, con fonte battesimale quadrilobata.

L’abbandono della Metaponto romana coincide coi segnali di difficoltà economico-sociali dovute alla guerra tra Goti e Bizantini nel VI secolo d.C. e il nuovo insediamento cambierà in seguito ubicazione e nome: Turiostu (oggi Torre di Mare) sarà l’erede medievale di Metaponto (13), ubicata dove le ipotesi vedevano il porto greco (all’antica foce del Basento). Il toponimo deriverebbe da Turris ostium (Torre alla foce / Torre del porto) e stranamente compare già nella Tabula Peutingeriana (14), realizzata nel IV secolo d.C. e ricopiata durante il medioevo.

Note e riferimenti bibliografici

  • 1 – AA.VV., Dizionario di Antichità classica; Strabone, Geografia, VI, 264-265.
  • 2 – A. De Siena, Metaponto. Archeologia di una colonia greca p. 38; L. Giardino, Herakleia e Metaponto: dalla polis greca all’abitato proto imperiale p. 394.
  • 3 – A. De Siena, ibidem; E. M. De Juliis, Metaponto p. 70; M. T. Giannotta, Meatponto ellenistico-romana pp. 16, 54.
  • 4 – Pausania, Periegesi della Grecia VI 19,11.
  • 5 – A. De Siena, Metaponto: problemi urbanistici e scoperte recenti, in Siritide e meta pontino: storie di due territori coloniali p. 158.
  • 6 – A. De Siena, Metaponto. Archeologia di una colonia greca p. 39.
  • 7 – L. Giardino, La fascia ionica della Basilicata in età tardo antica. Continuità e trasformazioni, in L’Itali meridionale in età tardo antica, Atti del XXXVIII convegno di studi sulla Magna Grecia. p. 344.
  • 8 – A. De Siena, Basilicata. L’espansionismo romano nel sud-est dell’Italia. Il quadro archeologico, in Leukania p. 303.
  • 9 – F. D’Andria, Metaponto romana in La Magna Grecia in età romana, Atti del XV convegno di studi sulla Magna Grecia pp. 543-544.
  • 10 – E. M. De Juliis, Metaponto pp. 175-176.
  • 11 – A. De Siena, ibidem pp. 305-306; E. M. De Juliis, ibidem p. 173.
  • 12 – A. De Siena, L. Giardino, Herakleia e Metaponto. Trasformazioni urbanistiche e produzione agricola tra tarda repubblica e primo impero: i nuovi dati archeologici in Le ravitaillement en blè de Rome et des centresurbains des dèbuts de la Republique jusqu’au Haut Empire p. 200; M. T. Giannotta, Metaponto ellenistico-romana p. 62.
  • 13 – L. Giardino, Metaponto tardo imperiale e Turiostu: proposta di identificazione in margine ad un miliarium di Giuliano l’Apostata in Studi di antichità III p. 173.
  • 14 – A. De Siena, Metaponto. Archeologia di una colonia greca pp. 40-43; A. De Siena, Metaponto e la costa ionica della Basilicata in Magna Graecia. Archeologia di un sapere p. 387; E. M. De Juliis, Metaponto p. 71; L. Giardino, ibidem p. 172.

Gallerie di immagini

  • Metaponto, parco archeologico
  • Metaponto, necropoli
  • Metaponto, Tavole Palatine
  • Metaponto, museo archeologico nazionale

Foto


L’area del Castrum in giallo


L’agorà e il santuario da satellite: i templi in rosso, l’altare di Apollo in giallo, le strade in blu, il teatro in azzurro


Il teatro


Il tempio A o di Hera


Il tempio greco di Hera detto “tavole palatine

Piante


Planimetria generale con l’abitato costiero

 



Agorà e Santuario
 
 
 
 

 


Mappa di Metaponto


Comprensorio di Metaponto oggi

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*