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Montalto di Castro, Vulci. Tomba etrusca restituisce una piccola Sfinge del V-IV a.C.

sfinge da vulci

Ricorda molto la famosa Sfinge di Giza, la statua lunga cinquanta centimetri scoperta nel sito archeologico di Vulci, a Montalto di Castro (Vt). Vicino al luogo di ritrovamento, sono stati identificati anche vasi dipinti di epoca etrusca, alcuni ancora intatti. La scultura, che raffigura un felino con volto di donna e dotato di ali, è stata ritrovata nel corridoio di ingresso, o dromos, della sepoltura etrusca, venuta alla luce a Vulci durante gli scavi archeologici diretti dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale ed effettuati dagli operai della Mastarna Srl, l’azienda che gestisce l’area.

Secondo gli archeologi, la tomba venne profanata in tempi molto antichi, mentre ultimamente non ha subito nuove violazione. Questo particolare fa pensare alla Soprintendenza che al suo interno, la sepoltura custodisca ancora oggetti di notevole valore, poiché nell’antichità i tombaroli rubavano soltanto oggetti commerciabili, come i metalli preziosi, e lasciavano intatto il resto dei corredi funebri . In questo modo verrebbe spiegato il motivo per cui la statua è rimasta nella tomba. A prima vista la Sfinge etrusca risalirebbe a un periodo compreso tra il quinto e il quarto secolo avanti Cristo. Nei prossimi giorni, il monumento verrà studiato approfonditamente in modo tale da stabilirne con certezza l’età esatta e la provenienza.

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3 Commenti su Montalto di Castro, Vulci. Tomba etrusca restituisce una piccola Sfinge del V-IV a.C.

  1. roberta ha perfettamente ragione e nessuno di noi cioè degli archeologi partecipanti agli scavi ha mai rilasciato tale (errata) informazione, siamo infatti intorno alla metà del VI sec. a.C., come testimonia tra l’altro anche l’anfora greco ionica rinvenuta lì vicino.

  2. Per Roberto. La datazione non è nostra, ma è contenuta tra le informazioni rilasciate dagli archeologi.

  3. in assenza di comunicati ufficiali e conseguentemente in presenza di notizie giornalistiche fuorvianti circa la presenza di una Sfinge, forse questa era l’occasione per far sapere ai non addetti ai lavori che la presenza di un manufatto del genere non stupisce in una necropoli, vista la funzione apotropaica in ambito funerario della Sfinge. Ai fini della datazione (escluderei quall bassa proposta nell’articolo a favore di una cronologia a metà VI, tutt’al più seconda metà VI) si posso citare confronti in area magnogreca, con riferimento a modelli greco-orientali ovviamente ben noti anche in Etruria.

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