foto di arte e archeologia


mostra-Dalla-terra-alle-genti: foto e immagini

Fotografie di: mostra-Dalla-terra-alle-genti - Autore: Giovanni Lattanzi www.giovannilattanzi.it


bottiglia di vetro romana

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Ara taurobolica, marmo, datata al 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani. A partire dalla seconda metà del II secolo dC. I fedeli di Cibale si sottoponevano ad una sorta di Battesimo di sangue: scesi nella fossa sanguinis venivano aspersi dal sangue di un toro (nel caso di un taurobolio) o di un ariete (nel caso di un criobolio), animali che erano sgozzati su una grata al di sopra della fossa. Il sacrificio aveva un significato di purificazione e di consacrazione da cui il fedele usciva come rinato spiritualmente.

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ara taurobolica, marmo, 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani

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ara taurobolica, marmo, 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani

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ara taurobolica, marmo, 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani

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spilloni di vetro di epoca romana

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Iscrizione del Monte del Tempio. Gerusalemme, Israel Antiquities Authority. I secolo a.C. Frammento di iscrizione in greco, datata al I secolo a.C., rinvenuta a Gerusalemme nel 1935, nelle vicinanze della porta di Santo Stefano. L'iscrizione in greco, frammentaria, contiene l'avvertimento rivolto ad ogni gentile di non oltrepassare la barriera, pena la morte. Un altro esemplare più completo è attualmente conservato a Istanbul; su di esso si legge: "Il gentile non può oltrepassare il recinto e la barriera attorno al luogo santo; chiunque verrà catturato (in quel luogo) sarà responsabile della sua successiva morte". Dalla lettura del testo si deduce che l'originale si trovava nel tempo Giudaico, ricostruito in parte al tempo di Erode il Grande (41-44 aC.). L'uso del greco nell'iscrizione, al posto dell'ebraico e dell'aramaico, sottolinea la diffusione di tale lingua nell'Impero Romano.

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Ossuario Caifa Gerusalemme, Israel Antiquities Authority. I sec. d.C. Nel I sec. d.C. gli ebrei a Gerusalemme praticavano la sepoltura dei loro morti, una volta decomposte le carni, all'interno di piccoli contenitori di terra. Questo ossario è stato rinvenuto nel 1990 a Gerusalemme e si collega con le iscrizioni trovate su altri due ossuari, appartenenti alla famiglia del Sommo Sacerdote Caifa. L'ossuario infatti presenta il nome della famiglia sacerdotale scritto in ebraico su di un lato. Non esistono altre attestazioni epigrafiche concernenti la suddetta famiglia Caifa.

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Iscrizione di Ponzio Pilato Gerusalemme, Israel Antiquities Authority. 26-36 d.C. Nel 1961 gli archeologi italiani dell'Istituto Lombardo di Milano durante uno scavo a Cesarea, il più importante porto della Giudea, rinvennero un documento storico unico: un'iscrizione recante il nome di Ponzio Pilato, il Prefetto Romano della Giudea negli anni 26-36 d.C. Questo personaggio che, secondo la tradizione avrebbe autorizzato la morte di Gesù, è menzionato dai Vangeli. Sebbene negli scavi siano state trovate monete coniate durante il suo governo, nessuna di esse presenta il suo nome. L'iscrizione, su pietra calcarea, è stata trovata in un teatro romano (databile fra il III e IV secolo), nel quale era stata riutilizzata come gradino; il reimpiego ha fatto perdere una parte del testo, del quale ora si legge: ... Tiberieum/... Pontius Pilatus/... Praefectus Iudaeae (Ponzio Pilato, prefetto di Giudea ha eretto l'edificio in onore di Tiberio).

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anfore in una ricostruzione di stiva di nave romana

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ancora in pietra romana in una ricostruzione di stiva di nave romana

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testa dell'imperatore Claudio, bronzo, da Suffolk, Saxumhundam, UK, i sec d.c., British Museum

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testa dell'imperatore Claudio, bronzo, da Suffolk, Saxumhundam, UK, i sec d.c., British Museum

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testa dell'imperatore Claudio, bronzo, da Suffolk, Saxumhundam, UK, i sec d.c., British Museum

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lastra di chiusura di loculo di Asellus con raffigurazione di S.Pietro e S.Paolo, marmo, IV sec d.c., dalla catacomba di Sant'Ippolito, Roma, Musei Vaticani

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lastra di chiusura di loculo di Asellus con raffigurazione di S.Pietro e S.Paolo, marmo, IV sec d.c., dalla catacomba di Sant'Ippolito, Roma, Musei Vaticani

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lastra di chiusura di loculo di Asellus con raffigurazione di S.Pietro e S.Paolo, marmo, IV sec d.c., dalla catacomba di Sant'Ippolito, Roma, Musei Vaticani

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mattone con raffigurazione di faro, forse da Londra, British Museum

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Hammam, 3,5 km. circa a sud di Geropoli (Turchia), Musei Vaticani, Lapidario cristiano ex Lateranense, 170-200 circa d.C.. Notevole risulta il fatto che in linguaggio criptico (cioè comprensibile solo a chi possiede la chiave interpretativa delle espressioni usate) non differisce in nulla da quello in voga presso i culti misterici allora diffusi (esempio Cibale). Si tratta di un testamento spirituale in cui Abercio riassume tutta la sua esperienza di fede cristiana attraverso metafore ed espressioni simboliche dense di significato dogmatico. Il testo è diviso in tre parti, disposte in tre diversi parti dell'ara, che ripercorrono idealmente la vita spirituale di Abercio: - nella prima, linee 3-6, egli si ritiene discepolo del Buon Pastore, cioè Cristo, che in quanto Dio è onniveggente, dal quale dice di aver appreso le verità della Fede; - nella seconda, che è la più importante per contenuto, nelle linee 7-12, Abercio descrive il suo viaggio a Roma dove conobbe il centro della Chiesa universale, manifestatosi come una regina vestita d'oro e un popolo, cioè la comunità cristiana, munito dello splendido sigillo "battesimale" della fede cristiana; nella linea 17, l'apostolo Paolo è il compagno spirituale di Abercio; nelle linee 18-26, la Fede lo guidò ovunque e gli diede come nutrimento il Pesce mistico, nel quale è da riconoscere l'immagine di Cristo sotto forma di acròstico: Iesùs Christòs Theòu Uiòs Sotèr (Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore) concepito dalla Vergine casta (Maria), sotto forma di vino e pana (l'Eucarestia). - nella terza parte, linee 31-34, Abercio invita i fedeli a pregare per lui (preghiera per i morti), e, secondo un formulario consueto anche all'epigrafia pagana, intima una pena pecuniaria da pagarsi all'erario di Roma e di Geropoli nel caso di violazione del sepolcro. La notevole entità di tale multa, 3000 aurei, corrispondente a circa 22 chili d'oro, poteva dipendere sia dalla dignità episcopale di Abercio che dal desiderio di dissuadere in anticipo i male intenzionati.

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ricostruzione del cippo di Abercio, da Hammam, a sud di Geropoli, Turchia, Musei Vaticani

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stele di Antifone, III sec d.c., da Sant'Apollinare in Classe, Ravenna, Museo Arcivescovile

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stele di Valeria Maria, III sec d.c., da Sant'Apollinare in Classe, Ravenna, Museo Arcivescovile

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epigrafe di Flavio Anastasio, IV sec d.c., da Sant'Apollinare in Classe, Ravenna, Museo Arcivescovile

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busto di Serapide in marmo, II sec d.c., dal larario presso la chiesa di San Martino ai Monti, Roma, Musei Capitolini

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ermetta di Eracle in marmo, II sec d.c., dal larario presso la chiesa di San Martino ai Monti, Roma, Musei Capitolini

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statuetta di Eracle in marmo, II sec d.c., dal larario presso la chiesa di San Martino ai Monti, Roma, Musei Capitolini

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statuetta di Afrodite in marmo, II sec d.c., dal larario presso la chiesa di San Martino ai Monti, Roma, Musei Capitolini

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Stele funeraria di Licinia Amias. Roma, Museo Naz. Romano. Inizio del III sec. d.C.. Stele sepolcrale di Julia Calliste, in marmo, II sec d.c., provenienza ignota, Musei Vaticani

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rivilievo di divinita alessandrine in marmo, II sec d.c., da Via della Conciliazione, Roma, Musei Capitolini

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rivilievo di divinita alessandrine in marmo, II sec d.c., da Via della Conciliazione, Roma, Musei Capitolini

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ritratto dell imperatore Alessandro Severo, da Villa Adriana, Roma, Musei Vaticani

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ara dedicata al Sol Invitto, dalla Via del Mare, Roma, età antonina, Musei Vaticani. Sulla fronte è la seguente iscrizione: Invicto/Soli/Felicissimus et Philocurius aed(iculam)/d(onum)d(ederunt). Traduzione: "Felicissimus e Philocurius diedero in dono (questo) sacello al Sole invitto". Si tratta di uno dei documenti più antichi a Roma del culto del Sole Invitto, il dio siriano che conoscerà grande fortuna sotto l'imperatore Elagabalo (218-222 dC).

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iscrizione sepolcrale dell'infante Giuda (basso) e iscrizione sepolcrale aramaica di Annias (in alto), dalla catacomba di Via Portuense, Roma, Musei Vaticani

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Apostolo San Pietro, dittico di Pietro e Paolo, legno dipinto, III-IV sec d.c., da San Giovanni in Laterano, Cappella del Sancta Sanctorum, Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana

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Apostolo San Paolo, dittico di Pietro e Paolo, legno dipinto, III-IV sec d.c., da San Giovanni in Laterano, Cappella del Sancta Sanctorum, Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana

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coppa in vetro con Adamo ed Eva, IV sec d.c., da Colonia, Germania

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coppa in vetro con Adamo ed Eva, IV sec d.c., da Colonia, Germania

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scena dell'ascesa di Cristo, capsella dei Santi Quirico e Giulietta, marmo, V sec d.c., da San Giovanni Battista, Ravenna, Museo Arcivescovile

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scena dell'adorazione dei Magi, capsella dei Santi Quirico e Giulietta, marmo, V sec d.c., da San Giovanni Battista, Ravenna, Museo Arcivescovile

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scena di Daniele nella fossa dei leoni, capsella dei Santi Quirico e Giulietta, marmo, V sec d.c., da San Giovanni Battista, Ravenna, Museo Arcivescovile

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scena della Traditio Legis di Cristo, capsella dei Santi Quirico e Giulietta, marmo, V sec d.c., da San Giovanni Battista, Ravenna, Museo Arcivescovile

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Mattone decorato, segni Chi-Ro e Alfa-Omega, V-VI sec d.c., dalla Betica, Spagna, Museo di Madrid. I Cristiani desiderano imprimere su ogni aspetto dell'esperienza quotidiana il sigillo di Cristo così da rendergli viva la memoria in ogni istante.

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gold plate from Saint Peter church in Rome lamina d oro, VI-VII sec d.c., dalla Fabbrica di San Pietro, Citta del Vaticano, Roma

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lastra di chiusura di loculo di Severa, 330 d.c., dal cimitero di Priscilla, Roma, Musei Vaticani

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frammento di sarcofago con la Nave Mistica, IV sec d.c., da muro di Spoleto, Museo Pio Cristiano,

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fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

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fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

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fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

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fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

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fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

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