Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Napoli. Quartiere Soccavo

Napoli: quartiere Soccavo

La zona di Soccavo in età greca e in quella romana poi, era un territorio essenzialmente a carattere agricolo. A testimonianza di ciò ci sarebbero numerose ville rustiche ancora sepolte sotto un consistente strato di terra, franato, a seguito di vari smottamenti, dalla Collina dei Camaldoli. Questo piccolo borgo si trovava ai piedi di una cava di piperno e da qui il nome Sub Cava dato alla zona prima dell’XI sec. Dalla zona delle cave, da cui i Greci e i Romani estraevano anche il tufo, proviene un cippo militare romano oggi conservato al Museo di Napoli.

Dal punto di vista archeologico è interessante il mausoleo funerario di Via Pigna, un colombario datato al II sec. a. C., oggi a fronte strada. Il nome dei proprietari è sconosciuto, ma si ritiene che dovesse essere di pertinenza di una villa che doveva trovarsi non molto distante. Oggi il monumento è visibile solo in parte perché fortemente danneggiato da eventi sismici e bellici.

La sua importanza non è tanto nelle particolarità artistiche o architettoniche, ma è sicuramente un unicum perché è l’unico monumento di età romana sopravvissuto al sacco urbanistico degli anni ’60, in una zona che doveva essere ricca di testimonianze archeologiche come accennato prima. In età borbonica, a seguito della costruzione della via Miano-Agnano, quello che rimaneva del monumento fu preservato. Oggi è visibile solo una parete con le nicchie, dove erano depositate le urne cinerarie, e una nicchia più grande che doveva verosimilmente ospitare una statua.

Oggi il monumento è stato ripulito dalla spazzatura che l’ha assediato per lungo tempo, è stato protetto da una recinzione metallica, il manto stradale e il marciapiede sono stati risistemati. Non molto tempo fa, infatti, il colombarium versava nel più grande degrado e abbandono. Per illustrare la bellezza del monumento è stato posto anche un pannello didattico che in italiano e in inglese spiega la funzione del monumento e i riti funerari romani.

Tra la fine dell’impero Romano e l’Alto Medioevo la zona entra a far parte della diocesi di Pozzuoli. In epoca moderna Soccavo diventa un casale, legato a Napoli solo per i pagamenti dei tributi. Nel XIX sec. Soccavo diventa comune con gli uffici amministrativi posti in un palazzo, oggi abbandonato, accanto alla chiesa dei santi Pietro e Paolo. Il quartiere si amplierà ulteriormente negli anni cinquanta con la costruzione del Rione Traiano e della Loggetta, inoltre la Ferrovia Circumflegrea assicura costanti e rapidi collegamenti con il centro cittadino.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*