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Napoli: scavi di Piazza Nicola Amore

Napoli: scavi di Piazza Nicola Amore

Scoperte archeologiche dagli scavi di Piazza Nicola Amore

Nel 2004 gli scavi della metropolitana si fermarono alla “stazione Duomo” o a quella che sarebbe dovuta essere. Il passato di Napoli emergeva ancora una volta dal sottosuolo e permetteva di fare luce su uno spaccato importante della città. Si trattava del ritrovamento di un tempio su podio al centro di un ambulacro che si affacciava su uno spazio aperto delimitato da un portico.

Il tempio doveva essere dedicato al culto imperiale come testimoniato dal ritrovamento di una testa di una statua identificata prima con molte incertezze con Nerone, oggi invece si pensi rappresentasse Germanico o un fratello di Caligola.

Per quanto riguarda invece lo spazio delimitato dal portico, si è pensato che si potesse trattare di una pista d’atletica usata prima nei giochi in onore della Sirena Partenope e poi in onore dell’imperatore Augusto, nell’ambito dei Sebastà, giochi che erano vietati in Occidente ma non a Neapolis, graeca urbs. Del tempio si è ritrovata anche una scala, senza gradini, ma solo con le balaustre laterali in marmo.

Lungo il portico sono state ritrovate basi per statue, mentre alle pareti lastre di marmo che ricordano i vincitori dei Sebastà tra il 69 e il 96 d. C. Sono specificate le categorie e le specialità in cui si cimentavano gli atleti. Si suppone che dal portico si potesse assistere alle gare d’atletica. Del complesso sacro faceva parte anche una sala con letti per i banchetti.

Del tempio si sono poi ritrovate le colonne, alte 9 metri, ma anche le sime di gronda con i gocciolatoi dove è raffigurato un erote a cavallo di un toro e che trattiene per la criniera due leoni al di sotto dei quali vi sono dei bucrani scarnificati.

La rappresentazione del toro è stata avvicinata alla figura di Giulio Cesare, nato sotto il segno del Cancro, ma che aveva adottato quello del Toro perché in antico si pensava fosse connesso alla costellazione di Venere da cui si faceva discendere. La zona fu restaurata nel II sec. d. C. riutilizzando i vecchi materiali e lasciando pressoché uguale la planimetria del tempio.

Questo si è spiegato con un certo conservatorismo unito allo scrupolo religioso. Dallo scavo sono emerse anche una sepoltura di bambino in anfora e una fontana del XIII secolo con graffiti di navi che veleggiano verso un castello dal portone chiuso.

Si tratta forse del panorama che vedeva chi si recava ogni giorno alla fontana. Pertinente a questa anche parte di un conduttura dell’acqua d’età bizantina dove si ricorda Agapito, nobile dell’epoca che restaurò l’ancora funzionante acquedotto del Serino.

Piazza Nicola Amore ha svelato parte della cittadella olimpica che doveva situarsi tra la zona del Museo Archeologico e Porta Nolana, senza dimenticare l’ippodromo che invece è da ricercare a Piazza Mercato.

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