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Nepi: storia, arte e archeologia

Guida storico-artistica e archeologica su Nepi

La città di Nepi sorse con ogni probabilità in epoca orientalizzante, tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C., con il nome di Nepet; il centro ebbe una funzione importante nell’antichità in quanto avamposto di Roma, in posizione di confine tra il territorio falisco e quello propriamente etrusco, e di controllo di percorsi viari strategici, soprattutto del collegamento nord – sud tra l’agro falisco e Veio: fu proprio per il ruolo di insediamento di frontiera che Nepi fu coinvolta nel lungo scontro tra Roma e Veio nel V secolo che portò alla conquista ad opera dei Romani e alla deduzione della città come colonia di diritto latino nel 373 a.C.; tale condizione mutò nel I secolo a.C. quando la città venne tramutata in municipio godendo quindi di particolari diritti che assicurarono prosperità economica e sicurezza politica per tutta l’età imperiale.

Le testimonianze archeologiche di epoca falisca e romana sono esigue: la città antica sorgeva dove attualmente è il centro storico su un pianoro tufaceo facilmente difendibile; sulle alture circostanti e lungo le pareti tufacee dei valloni erano situate le necropoli, in località Massa, Sante Grotte, Vigna Pentriani e soprattutto san feliziano in cui sono stati rinvenuti sepolcri monumentali di età romana appartenenti ad antichi notabili di Nepet; la città era poi lambita dalla romana Via Amerina, della quale sono conservati tratti di basolato stradale; nulle invece resta delle Terme dei Gracchi che sorgevano sulla stessa Via Amerina nei pressi del cosiddetto Ponre Romano, s enon la menzione delle fonti e l’inconfutabile certezza dovuta alla presenza attuale di numerosi sorgenti prolifiche ancora usate.

Catacomba di Santa Savinilla

Un monumento in ottime condizioni di conservazione che attesta l’introduzione del Cristianesimo nella città nel IV secolo d.C. e la presenza di una consistente comunità cristiana è la catacomba di Santa Savinilla: ad essa si accede mediante la chiesa di San Tolomeo extra moenia, le caratteristiche fondamentali del sito sono l’imponenza dell’architettura funeraria e la monumentlità dell’impianto; si sviluppa, secondo una pianta nota in ambito romano, in tre gallerie con diramazioni secondarie dall’inusuale larghezza di più di tre metri in alcuni tratti e dalle pareti ricoperte di loculi, arcosolii e nicchioni funerari con tracce di affreschi successivi.

Castello quattrocentesco

Castello quattrocentesco di Nepi

Molto movimentate furono le vicende storiche della città in epoca medievale: Nepi fu a lungo contesa tra i Goti e Narsete per passare poi nell’VIII secolo in mano ai Longobardi; nell’XI secolo venne conquistata da Roberto il Guiscardo, a cui seguì l’assoggettamento allo Stato Pontificio in quanto città facente parte della Tuscia Romana; in questo arco di tempo si susseguirono alla sua guida le potenti famiglie dei Borgia, dei Farnese e dei Borghese, la cui presenza nei secoli ha fatto sì che la città si arricchisse di monumenti ancora conservati.

Testimonianza della posizione strategica e di controllo detenuta da Nepi fin dall’età antica e protrattasi nei secoli è la presenza dell’imponente castello quattrocentesco fatto erigere su preesistenti fortificazioni di epoca romana dal Cardinale Rodrigo Borgia, governatore fin dal 1456: la rocca di pianta rettangolare è dotata di quattro torrioni angolari di differente grandezza, il perimetro murario è in blocchi di tufo irregolari; all’interno della cinta in un vasto cortile si erge il nucleo principale con un’ampia sala rettangolare e due quadrangolari, svettano poi due torri decorate con stemmi della famiglia Borgia.

Cattedrale

La cattedrale, dedicata all’Assunta e a San Romano, è una prova eloquente delle profonde trasformazioni storiche che ha subito la città: eretta su un tempio di Giove, fu distrutta una prima volta dai Longobardi nel 568 e ricostruita più volte nel corso dei secoli subendo notevoli modifiche e aggiunte, come il soffitto cassettonato, l’atrio, la quarta navata: l’aspetto attuale a cinque navate con presbiterio sopraelevato è conseguenza di lavori di ricostruzione del XIX secolo con notevoli opere d’arte, tra cui il sarcofago di San Romano della scuola del Bernini, una tela rappresentante la Madonna del Sassoferrato e un trittico a sportelli nell’abside, opera di Giulio Romano. Tra gli altri edifici di culto presenti a Nepi vanno menzionate le chiese di San Pietro, Santa Croce, San Rocco e San Tolomeo.

Palazzo Comunale

Sempre nel centro cittadino si erge il Palazzo Comunale i cui lavori iniziarono nel 1542 per volere del duca Pierluigi Farnese che affidò la direzione del cantiere all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, che firmò gli eleganti portici rinascimentali . L’opera fu definitivamente terminata nel Settecento sotto la guida dell’architetto Locatelli.

Acquedotto

Acquedotto di Nepi

Sicuramente il monumento più imponente della città è l’acquedotto: dopo vari tentativi di costruzione condotti fin dal 1500, nel 1702 il cardinale Imperiali affidò il progetto all’architetto Filippo Barigioni: la parte più monumentale che scavalca il vallone del Rio Falisco è lunga 285 metri e si sviluppa su due piani con 36 arcate; ci vollero ben venticinque anni per la conclusione dei lavori e l’inaugurazione nel 1727 è tuttora ricordata dalla fontana scolpita sulla facciata del Palazzo Comunale, dalla quale sgorga l’acqua portata dallo stesso acquedotto.

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