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Nimes

Nimes

Una delle più importanti località della Provenza, dal punto di vista archeologico e monumentale è senza dubbio Nimes, elegante città ricca di numerose e spettacolari testimonianze del mondo romano. Si raggiunge da Arles seguendo l’autostrada A54, o la panoramica statale E80, e si trova nella zona dove il panorama muta dalle colline calcaree della Camargue alla pianura delle Petite Camargue.

Storia di Nimes

Nimes conta oggi oltre 130.000 abitanti e venne fondata dai Celti con il nome di Voicae Arecomici. Fu conquistata dai romani e Augusto fece costruire una solida cinta di mura che proteggesse adeguatamente la città e un’ampia fascia di terreno per un totale di quasi 200 ettari. Nei decenni successivi Nimes conobbe un periodo di forte sviluppo e di notevole prosperità, tant’ è che si arricchì di un gran numero di edifici pubblici tra i quali un grande tempio, noto oggi come la Maison Carrée, un anfiteatro in grado di ospitare 24.000 spettatori, un circo, edifici termali e numerose fontane. Raggiunse il suo massimo splendore nel II secolo d. C. quando la popolazione arrivò a contare oltre 20.000 abitanti, fino a sfiorare la cifra di 25.000. Nel Medioevo divenne famosa per la sua produzione tessile: il cosiddetto denim, termine spesso usato per definire alcuni modelli di jeans, è una stoffa di cotone assai robusta che veniva fabbricata originariamente in Francia, proprio a Nimes, con il nome di Sarge de Nimes. Si distingue facilmente per via dell’ordito colorato con blu indigo e per la trama in greggio con un curioso effetto bicolore e disegno diagonale, da destra verso sinistra. La fama di questi prodotti era tale che, secondo una leggenda, lo stesso Cristoforo Colombo vi fece ricorso per garantire vele robuste alle sue caravelle. Seguì un periodo assai duro per i suoi abitanti, funestato da guerre, incursioni e terremoti, dal quale Nimes riemerse solo alla fine del XV secolo, con uno slancio virtuoso che rimise in moto la macchina produttiva rivitalizzando la lavorazione del legno, del marmo, della seta e del vetro. Nel XVIII secolo gli stabilimenti tessili offrivano oltre 300 diverse lavorazioni e specializzazioni artigianali, dando lavoro a quasi 10.000
addetti.

Anfiteatro romano o Les Arenes

Per ammirare le testimonianze del suo grandioso passato romano non si può che iniziare da Les Arenes, senza dubbio uno dei monumenti più classici e celebri della Francia romana. Tra tutti gli anfiteatri sopravvissuti fino ai nostri giorni, quello di Nimes non è notevole per le sue dimensioni, essendo infatti solo al ventesimo posto per grandezza, ma è sicuramente tra i primi al mondo per il suo eccellente stato di conservazione. Venne costruito nella seconda metà del I secolo d.C. con una forma quasi perfettamente ellittica; misura 133 metri di lunghezza per 101 di larghezza, su un’altezza di 21 metri, e si svolge su due piani di 60 arcate ciascuno coronati da un attico che lascia sporgere i sostegni del velario, la grande tenda mobile che dava ombra agli spettatori. Poteva ospitare oltre 24.000 spettatori seduti su 34 file di gradini rigorosamente ripartite in base al censo sociale; da notare il singolare segno inciso su tutte le file di gradini, ogni 40 centimetri, per indicare lo spazio che era destinato a ciascuno spettatore. L’accesso del pubblico avveniva mediante un complesso ed articolato sistema di gallerie e scalinate che rendeva facile raggiungere qualsiasi ordine di posti. L’arena vera e propria misura 68 metri per 37 e anticamente vi si tenevano combattimenti di gladiatori e bestie feroci; oggi ospita spettacoli e soprattutto corride sul modello della vicina Spagna. Nel Medioevo venne occupato da torme di miserabili che vi costruirono abitazioni rudimentali sfruttando le strutture interne e creandovi una sorta di cittadella, dotata persino di una piccola chiesa. Venne liberato e restaurato solo nell’800, tornando così all’aspetto originario e, dal 1863, tutti i giorni vi si svolgono corride e spettacoli che vedono una folla sempre numerosa invadere le sue gradinate come accadeva 2000 anni fa. Stupisce infine l’assenza quasi totale di decorazioni dovuta alla scarsa lavorabilità della pietra usata per la costruzione: gli unici bassorilievi visibili sono quelli di un combattimento tra gladiatori e della lupa capitolina che allatta Romolo e Remo.

Maison Carrèe

L’altro simbolo della Nimes romana è la Maison Carrée, un grande tempio del I secolo a.C. giunto ai nostri giorni in uno stato di conservazione quasi perfetto. Fu innalzato sotto il regno di Augusto per onorare la memoria dei suoi due nipoti, scomparsi entrambi in giovane età, nati da Giulia, sua figlia, e Agrippa. Il tempio ha pianta rettangolare e misura 26 metri per 15; è circondato da un colonnato in stile corinzio preceduto da un podio al quale si accede mediante una scalinata. È alto quasi 17 metri e ricco di decorazioni, sia nel frontone che nelle cornici laterali. Napoleone Bonaparte ne fu affascinato a tal punto da trarvi ispirazione per la costruzione della Madalaine di Parigi. Nel corso dei secoli venne usato come municipio della città e, successivamente, come chiesa dei monaci Agostiniani. Il nome di Maison Carrée (ossia casa quadrata) gli è stato attribuito solo a partire dal XVI secolo, nonostante la sua forma non sia affatto quadrata; oggi all’interno è allestito un piccolo museo archeologico dove sono esposti vari reperti, per lo più di epoca imperiale, rinvenuti durante diversi scavi in città. In origine si trovava al centro del Foro, mentre oggi è impreziosito dal fatto di essere isolato al centro di una vasta piazza spoglia che ne valorizza le linee classiche e la maestosità.

Jardin de la Fontaine

La visita prosegue ai vicini Jardin de la Fontaine, i Giardini della Fontana, realizzati nel XVII secolo ampliando una struttura più antica costruita sul sito della fonte di Nemausus, dove ebbe origine la città. Fortunatamente la ristrutturazione settecentesca rispettò l’area sacra della sorgente che comprendeva il tempio di Diana, un teatro e le terme, le cui rovine sono ancora oggi ben visibili ed offrono una suggestiva occasione di visita.

Tour Magne

Spostandosi poi sul colle che domina la città si ammira la Tour Magne, la superstite delle trenta torri che irrobustivano la cinta fortificata posta nel 15 d.C. a difesa della Nimes romana. Ha forma ottagonale, con il primo livello più largo del superiore, e si eleva ancora per un altezza di quasi 33 metri, nonostante abbia perso il terzo livello; dalla sommità, raggiungibile con una rampa interna di scale, si gode un panorama invidiabile.

Musei di Nimes

Di questo passato così importante sono testimoni i numerosi reperti archeologici venuti alla luce nel corso dei secoli dagli scavi effettuati in città. Per ammirarli vale la pena di recarsi a visitare il Museo Archeologico, allestito nel seicentesco edificio che fu il collegio dei Gesuiti, dove è esposta un’ampia selezione di oggetti e sculture organizzate in ordine cronologico. Tra le monete si notino quelle coniate dalla zecca di Nimes, caratterizzate sul verso dall’immagine di uncoccodrillo incatenato ad una palma, o a un ramo di palma, cinto da una corona d’alloro: simboleggia l’Egitto conquistato
da Roma ed è oggi il simbolo della città.

Cattedrale di San Castor

Nel centro storico si trova infine la cattedrale di San Castor, di origine medievale ma ampiamente rimaneggiata nel corso dei secoli; sulla facciata si conserva una bella cornice decorata a bassorilievo con scene del Vecchio Testamento, tra le quali Adamo ed Eva e l’arca di Noè.

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