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Ninive

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Nonostante sia nota soprattutto per essere l’ultima e probabilmente la più maestosa capitale dell’impero neoassiro, la città di Ninive fonda le sue radici in tempi ben più remoti. L’antica città si disloca oggigiorno su due principali alture: Tell Kuyungik e Nebi Yunus localizzate ad un chilometro circa ad est del fiume Tigri, in prossimità della città di Mossul in Iraq settentrionale.

Il sito si trova all’interno di un ampio e fertile distretto agricolo ed in una posizione geografica e topografica estremamente favorevole per il guado del Tigri e per le comunicazioni.

Storia delle indagini archeologiche a Ninive

Gli scavi sulla collina di Kuyungik iniziarono nel 1843 per merito dall’archeologo e diplomatico francese Paul-Émile Botta. Fu tuttavia una missione inglese guidata da Sir. Auster Henry Layard a riportare alla luce, nel 1849, i primi resti degli edifici assiri, i cui scavi furono completati dai successivi interventi di George Smith, Hormuzd Rassam e Leonard William King.

Nel 1927 una missione diretta da Campbell Thompson iniziò invece gli scavi nell’area di Nebi Yunus, i quali proseguirono nel dopoguerra soprattutto ad opera di archeologi iracheni. Recentemente David Stronach dell’Università di Berkeley in California ha condotto indagini di superficie e scavi soprattutto nelle aree delle porte urbiche.

La continua espansione della moderna città di Mossul e le recenti vicende politiche che hanno caratterizzato il territorio iracheno hanno reso estremamente difficoltosa la tutela del sito di Ninive, ragion per cui, nel 2010, il Global Heritage Fund ha incluso Ninive tra i 12 più importanti siti al mondo da salvaguardare.

Ninive

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Livelli preistorici e protostorici

Profondi sondaggi hanno identificato cinque livelli pre e proto-storici ed hanno dimostrato come la collina di Kuyungik doveva essere stata occupata già a partire dal VI Millennio a.C.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento del sito nel fenomeno della così detta “seconda urbanizzazione”, che interessò la Mesopotamia settentrionale intorno alla metà del III Millennio a.C. La così detta cultura “Ninevite 5” prende di fatti il nome da una tipica ceramica decorata portata alla luce, per la prima volta, proprio nel livello 5 di Ninive e successivamente rinvenuta in numerosi insediamenti della Mesopotamia settentrionale: dall’Iraq nord-occidentale alla Siria nord-orientale.

Culto di Ishtar, “signora” di Ninive

Durante il II Millennio a.C. Ninive deve la sua notorietà soprattutto al fatto di essere identificata come la città della “dea dell’amore e della guerra”, ovvero Ishtar nella lingua Assira e Babilonese e Shaushga in quella Hurrita ed Hittita. L’origine del toponimo Ninive (trascrizione dall’assiro Ninua) resta tuttavia sconosciuta, nonostante si ipotizzi una derivazione da Nina, dea babilonese delle acque molto vicina ad Ishtar.

Dominio assiro

All’inizio del XVIII secolo il sovrano assiro Shamshi-Adad I conquistò la città ricostruendo il Tempio di Ishtar. Tra il XVII ed il XVI secolo a.C. è invece possibile che la città facesse parte del regno di Mitanni e che venne successivamente riconquistata, nel 1365 a.C., dal sovrano assiro Ashur-uballit I.

Da questo momento Ninive divenne una delle principali roccaforti assire. Molti sovrani del così detto periodo medioassiro furono attivi sul sito, soprattutto con lavori di ristrutturazione degli edifici templari. Da segnalare è inoltre la costruzione, da parte del re Tiglat-pileser I (1114-1076 a.C.) di un edificio palatino.

Ninive, capitale dell’impero neoassiro

Il costante sviluppo urbanistico, edilizio ed ideologico della città, che divenne sede di un governo provinciale e di diverse guarnigioni, toccò l’apice durante il periodo imperiale assiro, soprattutto quando il sovrano Sennachebir (704-681 a.C.) la eresse a capitale dell’impero, trasformandola in una delle più grandiose città della storia del Vicino Oriente antico.

L’insediamento, che sino ad allora era stato ristretto alla sola collina di Kuyungik venne esteso, includendo anche l’altura di Nebi Yunus, e circondato da fossati e da una poderosa cinta muraria che arrivava a racchiudere una superficie di circa 750 ettari all’interno di un perimetro di 12 km.

Iscrizioni regali assire e Antico Testamento

Ninive fu una delle capitali più imponenti ed ammirate di tutta l’antichità, più grande di Babilonia, secondo lo storico greco Strabone e con una popolazione che, da quanto emergere dal Libro di Giona, doveva raggiungere i 120.000 abitanti.

Secondo la tradizione biblica la collina di Nebi Yunus accoglierebbe la tomba del profeta Giona il quale si pensa che morì a Ninive. La Bibbia narra infatti di come Dio ordinò a Giona di recarsi da Nazareth a Ninive per professare l’imminente crollo di quella metropoli senza dio e dei suoi abitanti.

Numerose sono le citazioni di Ninive e dei suo sovrani nella Bibbia, ma sono soprattutto le fonti dirette, rappresentate dalle iscrizioni regali imperiali assire, le testimonianze maggiormente indicative per la ricostruzione della storia dell’insediamento.

Ninive e il regno Sennacherib

La distruzione, del 689 a.C. da parte di Sennacherib, della rivale e sempre temuta Babilonia rese meno pesante l’impegno militare assiro e permise al sovrano di concentrarsi nel completamento della costruzione della propria capitale. Ninive venne allora ampliata ed abbellita in modo da fungere da centro politico, amministrativo ed ideologico dell’impero.

Grandi lavori vennero eseguiti sul sito dal sovrano, sia di tipo utilitario, con la costruzione di un grande acquedotto che permetteva di convogliare acqua verso la città, sia, e soprattutto, di tipo celebrativo con la costruzione di un nuovo palazzo regale ed il restauro e l’ampliamento dei vecchi templi cittadini. Il sistema idrico permise inoltre la costruzione e l’irrigazione di meravigliosi giardini, fatti edificare dal sovrano sulla collina di Kuyungik.

La cinta muraria venne provvista di quindici sistemi di accesso alla città costituiti ciascuno da un sistema a doppia porta con possenti torri angolari e posti di guardia, il tutto realizzato con grandi blocchi di pietra squadrati che rivestivano un’anima muraria di terra cruda.

Le iscrizioni regali di Sennacherib descrivono con estremo dettaglio la costruzione dell’edificio più importante ed imponente della città: il palazzo regale, conosciuto come il palazzo sud-occidentale e definito dal sovrano “il palazzo senza eguali”. Questo era costruito su profonde fondamenta e si doveva sviluppare per oltre 200 sale su di una superficie di circa 500 x 250 m., di cui solo una parte è stata esplorata.

Il palazzo segna una nuova e definitiva svolta nell’architettura palatina assira con una nuova gestione degli spazi, una rinnovata sintassi planimetrica ed, attraverso i rilievi scultorei che ne adornano le sale, un nuovo sistema comunicativo e celebrativo.

Attività edilizie sotto i sovrani Esarhaddon ed Assurbanipal

Ninive rimase la residenza ufficiale dei sovrani assiri che succedettero a Sennacherib. Le tracce lasciate sul sito da parte di Esarhaddon (680-669 a.C.), figlio e successore di Sennacherib, sono tuttavia piuttosto limitate.

Il nuovo sovrano si concentrò infatti nella costruzione di un palazzo fortificato nella vecchia capitale Nimrud. Alcuni sondaggi sulla collina di Nebi Yunus, resi particolarmente difficoltosi dalla presenza di una moschea, testimonierebbero tuttavia l’esistenza di un edifico fortificato in tale luogo attribuibile al nuovo sovrano.

La morte di Esarhaddon portò sul trono di Ninive suo figlio minore Assurbanipal (668-629 a.C.). Sovrano colto, interessato di filologia, matematica e astronomia, Assurbanipal, durante il suo lungo regno, costituì a Ninive una ricchissima biblioteca comprendente ogni testo letterario e religioso giunto sue mani e tramandando al mondo moderno gran parte della letteratura assira e babilonese sino ad ora nota.

Opere di questo sovrano furono inoltre la ristrutturazione di vecchi edifici, quali il palazzo di Sennacherib ed il Tempio di Ishtar, ma soprattutto la costruzione e di una propria residenza palatina a Kuyungik, il così detto “palazzo nord” di Ninive, anch’esso adorno di basso-rilievi celebrativi.

Crollo dell’impero e distruzione di Ninive

La morte, nel 627 a.C., di Assurbanipal segnò l’inizio della parabola discendente dell’impero e della sua capitale. Al termine di un periodo contraddistinto da battaglie con popolazioni nemiche e guerre civili interne, una coalizione di babilonesi e medi attaccò
Ninive nel 612 a.C. Dopo tre mesi di assedio la capitale assira venne espugnata, saccheggiata e ridotta ad un cumulo di macerie.

In epoche più recenti una cittadella fortificata venne eretta sul sito in periodo ellenistico e la città è successivamente menzionata in relazione alla “battaglia di Ninive” del 627 d.C. tra l’impero romano e quello sasanide.

Bibliografia

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