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Novara romana: Novaria

Novara romana: Novaria

Novaria, la Novara romana

La storia di Novara è poco conosciuta, le fonti scritte e letterarie le riservano rari accenni e le testimonianze archeologiche, che tuttavia ci forniscono la maggior parte delle nostre conoscenze, sono scarse e mal documentate, dovute per lo più a ritrovamenti occasionali.

Il passaggio della zona novarese sotto la dominazione romana risale al 196 a.C., in seguito alla sottomissione degli Insubri e di conseguenza delle altre tribù minori, compresa quella dei Vertamocori che occupavano questi territori. Tuttavia la prima metà di questo secolo fu ancora teatro di scontri bellici e la pacificazione della maggior parte dell’area transpadana si ebbe dalla metà del medesimo. Dovettero avere origine in questa fase i primi centri romani.

L’organizzazione della città romana di Novaria sembra risalire all’89 a.C. quando la lex Pompeia concesse lo ius Latii alla Gallia Cisalpina. A partire dal 49, in seguito all’intervento di Cesare, fu ottenuta la cittadinanza, infine nel 42 fu abbandonato lo stato di provincia e la città divenne municipium romano, assegnato, sembra, alla tribù Claudia.

Augusto diede un contributo decisivo all’assimilazione e allo sviluppo urbano di questi territori che nella sua riorganizzazione generale costituirono la regione XI.

Novara romana: Novaria

Urbanistica di Novara romana

La conoscenza della città nel periodo romano è piuttosto scarsa, essa si basa prevalentemente su ritrovamenti casuali avvenuti durante ristrutturazioni edilizie.

Impianto viario

L’assetto viario, conosciuto grazie a ritrovamenti archeologici e al confronto con l’attuale assetto urbano, è regolare con isolati di circa ottanta metri per lato; e con isolati irregolari, trapezoidali o triangolari, nella parte settentrionale della città, per adattamento alle caratteristiche del terrazzamento su cui essa sorge.

L’asse principale nord-sudviene identificato nei corsi Mazzini e Cavour, mentre quello est-ovest nei corsi Cavallotti e Italia, rispettivamente percorsi urbani della via Genova-Sempione e Milano-Vercelli, le principali vie di comunicazione del novarese romano.

L’orientamento nord-sud riprese la disposizione assunta dai centri del bronzo tardo legata al commercio verso l’Alto Ticino e le aree transalpine, tale orientamento fu determinato anche dall’inclinazione del terreno, che permetteva così lo sfruttamento della pendenza a sud e a nord-est per il drenaggio delle acque di scarico.

Mura

Le mura, in parte conosciute archeologicamente, erano in opus mixtum, dall’andamento pentagonale, correvano lungo gli attuali baluardi sui lati est, nord (con andamento nord-ovest) e ovest della città, il lato sud si dipartiva dall’attuale castello in senso est-ovest.

Bibliografia

  • F. M. Gambari, Alcune riflessioni sulle origini preromane di Novara, in M. L. Tomea Gavazzoli 1987.
  • P. Ramella, Archeologia in Piemonte e Valle d’Aosta (con dati di storia antica), Ivrea 1985.
  • M. Motta, Per una ricostruzione topografica di Novara romana, in Novarien, 16, 1986

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