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Numismatica: introduzione

Numismatica: monete… che passione!

A chi di noi non è capitato di trovare, in qualche vecchio cassetto, un gruzzolo di monete, magari appartenute ai nostri antenati e ormai fuori corso? O forse le monete, come i francobolli, fanno bella mostra di sé in una vetrina del nostro salotto e, guardandole, siamo portati a domandarci come vivessero, quali vicende storiche attraversassero e quale concetto avessero del mercato e della finanza coloro che le usavano!

A questi, così come a tanti altri interrogativi, cerca di rispondere la scienza detta numismatica, i cui esperti lavorano a stretto contatto con gli archeologi e gli storici allo scopo di delineare la tipologia, la collocazione cronologica, le modalità d’impiego della moneta e, in generale, dei vari strumenti ideati dall’uomo per la gestione dello scambio delle merci e delle attività produttive, ad iniziare dall’antichità per giungere all’epoca contemporanea.

Si è soliti individuare nella figura del gesuita Joseph Hilarius Eckhel il fondatore della numismatica in quanto disciplina dotata di un proprio status scientifico. Questo singolare studioso austriaco, vissuto nel XVIII secolo, tra 1737 e 1798, ricoprì importanti incarichi presso il Gabinetto (o Istituto) numismatico di Vienna e, soprattutto, si fece promotore di un sistema classificatorio delle monete che, per la prima volta, ripartiva gli esemplari di conio tra monete greche e monete romane. La nuova sistemazione dei repertori ideata da Eckhel venne da lui stesso illustrata ed approfondita in numerosi scritti redatti sul finire del Settecento, tra cui si segnalano il Catalogus Musei Caesariensis, dedicato ai criteri di catalogazione adottati per il riordino del prezioso tesoro di monete antiche di appartenenza imperiale, e la Doctrina numorum veterum (il testo è reperibile on-line nella biblioteca di Google Books all’indirizzo http://books.google.com/books?id=GchmRRZfiS4C&printsec=titlepage#v=onepage&q&f=false).

Ma di non minore importanza (anzi, sotto certi aspetti ne fu il maestro e il precursore), accanto a quella di Eckhel spicca la figura di Joseph Pellerin (1684-1782), di origine francese, vissuto anch’egli nel corso del Settecento e scomparso in età molto avanzata. Come si potrà agevolmente notare, è nel corso del “secolo dei lumi”, caratterizzato dall’esplosione di nuovi interessi e rinnovate prospettive in campo scientifico, che si colloca la delineazione della numismatica come disciplina scientifica. Dotato di notevole cultura, Pellerin compì una lunga e fruttuosa carriera presso il Ministero della Marina, in un’epoca segnata da conflitti a livello europeo che coinvolsero la Francia, in primo luogo la cosiddetta “guerra di successione spagnola”, scoppiata dopo la morte di Carlo II, sovrano di Spagna, in seguito alle pretese al trono avanzate da esponenti di varie casate reali.

In virtù del ruolo ricoperto, Pellerin ebbe modo di creare una vasta rete di contatti che gli consentì di acquisire un numero considerevole di esemplari di monete greche provenienti da tutta l’area del Mediterraneo, dando vita ad una delle più imponenti collezioni private che l’appassionato cultore provvide a catalogare in modo ragionato, apportando preziose indicazioni di ordine cronologico e geografico. La sua minuziosa opera classificatoria è descritta nei dieci volumi del catalogo Recueil des médailles du rois (si trova on-line nella biblioteca di Google Books http://books.google.it/books?id=KC4DAAAAYAAJ&source=gbs_navlinks_s) e da ciò è possibile cogliere come il collezionista diventi un numismatico, ossia uno “scienziato delle monete” nel senso vero e proprio, solo nella misura in cui non si limiti a custodire un patrimonio di esemplari ma si impegni a descriverlo secondo un preciso schema classificatorio, contribuendo in tal modo alla delineazione di norme e criteri.

Sempre nel medesimo periodo, in area italiana rilevante, anche per i suoi contatti con intellettuali ed eruditi studiosi fra cui Ludovico Antonio Muratori (1672-1750), fu il profilo di Filippo Argelati (1685-1755), vissuto a cavallo fra Sei e Settecento, autore di un’opera in sei volumi dal titolo De monetis Italiae.  

Se nel corso del XVIII secolo furono così posti i fondamenti teorici della disciplina, l’Ottocento conobbe un’intensa fioritura di cataloghi e di corpus collezionistici, quali tutt’oggi sono conservati presso i grandi Musei nazionali, da Parigi (Bibliothèque nationale de France) a Londra (British Museum). La numismatica divenne sempre più una scienza coltivata da storici di prestigio, tra cui spicca senza alcun dubbio Theodor Mommsen (1817-1903), insignito nel 1902 del Premio Nobel “con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma(1): articolato in tre volumi, esso costituisce un’opera imprescindibile per lo studio dell’antichità romana dalle origini dell’Urbe sino al periodo della fine dell’esperienza di governo repubblicano. Ma il Mommsen fu autore anche di altri fondamentali contributi, tra cui il Corpus Inscriptionum Latinarum, una monumentale raccolta di iscrizioni di epoca latina, dalle più antiche sino a quelle della tarda età imperiale, e, in particolare, la Geschichte des Römische Münzwesens (Storia della moneta romana), nella quale lo studioso fornisce, tra gli altri, un rilevante apporto alla risoluzione di alcune delicate questioni relative alla monetazione del periodo etrusco.

Il XIX secolo conosce il notevole contributo pure di altri studiosi di numismatica, tra cui il francese Henry Cohen (1806-1880), autore dell’opera in 8 volumi, a tutt’oggi consultata anche se ormai sorpassata dal R.I.C. (vedi più avanti), dal titolo Description historique des Monnaies frappées sous l’Empire roman, communément appelées Médailles impériales, da lui redatta grazie all’esperienza di studio e lavoro in qualità di curatore presso il Dipartimento delle monete (o Cabinet des Médailles) della Bibliothèque nationale de France. Del medesimo Cabinet fu direttore Ernest Babelon (1854-1924), i cui scritti, soprattutto la Description historique et chronologique des monnaies de la République romaine, hanno fornito standard catalografici ritenuti validi ed impiegati per molto tempo.

In epoca più recente, altri numismatici di rilievo furono l’inglese Edward Allen Sydenham (1873), scomparso nel 1948, autore di opere quali le Historical References to coins of the Roman Empire e The Coinage of the Roman Repubblic, quest’ultima redatta in collaborazione con Harald Mattingly (1884-1964), altro studioso inglese di considerevole importanza per i suoi enciclopedici scritti, tra cui i sei volumi del Coins of the Roman Empire in the British Museum, redatti durante gli anni del suo servizio presso l’importante Museo britannico. Il Roman Imperial Coinage (abbreviato R.I.C.), imponente fatica degli stessi Sydenham e Mattingly, dispiegatasi in dieci volumi pubblicati tra i primi anni ’20 e il 1994, rappresenta, al momento, la catalogazione di riferimento per le monete battute durante il periodo imperiale romano. Ai primi decenni del XX secolo risale, infine, il progetto della British Academy denominato Sylloge Nummorum Graecarum, che ha fissato nuovi criteri per la pubblicazione dei cataloghi di monete all’insegna di un maggiore spazio conferito alla riproduzione fotografica dell’esemplare di conio.

Note

(1) La citazione riprende il testo della motivazione ufficiale di conferimento del Premio.

Riconoscere le monete

Quali monete impiegavano gli antichi Greci e i Romani? Che differenza sussiste fra una dracma ed un obolo? A quanto ammontava il valore di un denario romano?

Suggestive e stimolanti sono le domande che ci si può porre nell’accostarsi allo studio della numismatica o, anche solo semplicemente, nel visitare un museo o una raccolta privata. Si tratta di interrogativi che, come sottolineato, coinvolgono non solo le tecniche di conio di per sé considerate, ma riguardano, in senso più ampio, la cultura delle civiltà che quelle monete hanno prodotto.

Nell’evidente impossibilità di tracciare qui in modo esaustivo una storia della monetazione dai primordi sino alle epoche più recenti, si vuole comunque fornire al lettore alcune prime indicazioni di riferimento, da cui partire per ulteriori approfondimenti o, magari, per una fruttuosa visita ad una delle istituzioni museali presso le quali sono visibili le principali collezioni.

Siti di consultazione

Un ampio portale dal quale si può iniziare il percorso di ricerca è costituito da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Numismatica), che mette a disposizione ampie risorse informative sul tema. Le sezioni in cui è articolato offrono notevoli repertori bibliografici, sia cartacei sia on-line, a partire dalla numismatica antica (http://it.wikipedia.org/wiki/Numismatica_antica), con le sue articolazioni relative ai periodi greco, romano ed italico, per passare poi al periodo medioevale (http://it.wikipedia.org/wiki/Monetazione_medioevale), contraddistinto dal tentativo carolingio di introdurre un’unica moneta di riferimento, il denaro. Si arriva, quindi, alla monetazione di epoca moderna (http://it.wikipedia.org/wiki/Monetazione_moderna), con la nuova politica di coniazione varata da Federico il Barbarossa, sino (http://it.wikipedia.org/wiki/Monetazione_contemporanea) all’apparire dei moderni sistemi di monetazione. Sezioni molto interessanti, corredate di disegni esplicativi, permettono di visionare le principali tipologie di valuta, dal tetradracma al denario, dal solido bizantino alle monete in circolazione negli Stati italiani di epoca medioevale e moderna, per arrivare alle monete in vigore in Europa dalla Rivoluzione Francese sino ai giorni nostri.

Tra le risorse on-line si possono segnalare anche altri siti specializzati:

http://www.numismatici-nip.it/appunti/bibliografia.htm
offre un repertorio bibliografico ragionato;

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/
interessante tentativo di proposta di un catalogo in rete di monete italiane coniate in varie epoche.

E’ importante, inoltre, tenere presente che la numismatica è una materia insegnata presso i corsi di laurea delle Facoltà di Lettere e Filosofia delle principali Università italiane, in particolare nei percorsi di studio di tipo storico-archeologico: per poter disporre di ulteriore bibliografia da consultare può, quindi, risultare utile visitare i siti web dei Docenti che, nei singoli Atenei, professano la disciplina.

Per conoscere i Musei italiani che ospitano rilevanti collezioni di monete è possibile svolgere un’interrogazione nei motori di ricerca di siti tematici quali:

http://www.museionline.it/

http://www.museitaliani.org/

http://www.museiitaliani.net/

A titolo esemplificativo si possono menzionare:

Museo della Moneta presso la Banca d’Italia
http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/museo_mon

Museo Numismatico della Zecca dello Stato
http://www.museozecca.ipzs.it/visita_monete.jsp

Medagliere Capitolino, presso i Musei Capitolini
http://www.museicapitolini.org/percorsi/percorsi_per_sale/medagliere_capitolino/medagliere_capitolino

Museo Provinciale Campano di Capua, che custodisce preziosi esemplari di monete dell’antica Campania e della Magna Grecia
http://www.provincia.caserta.it/museocampano/articoli.asp?catID=20&scatID=6

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