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Oinochoe di Tragliatella

Oinochoe di Tragliatella

L’Oinochoe di Tragliatella

Con il termine oinochoe si indica una tipologia vascolare la cui funzione é connessa con il consumo del vino, essa presenta corpo globulare simile a quello di una brocca e bocca triloba o a beccuccio. L’esemplare detto di Tragliatella, il cui nome deriva dal suo luogo di rinvenimento, fu scoperto in una tomba etrusca presso l’antica Caere nel 1878.

Si tratta di un’oinochoe a bocca triloba con ansa pronunciata e superficie decorata a graffito su fondo chiaro, il cui stile e iconografia rimandano alla produzione etrusco-corinzia del gruppo dei Vasi Policromi, stabilendo così una datazione tra il 630 e il 600 a.C.

Il vaso è attualmente custodito nel Palazzo dei Conservatori a Roma.

I graffiti

Oinochoe di Tragliatella
Impianto decorativo dell’oinochoe

Il vaso presenta una complessa decorazione che comprende due fregi principali posti sul collo e sulla parte superiore del corpo, e due bande minori raffiguranti l’una una lepre in corsa con un cane e l’altra sei teste animalesche con trecce ai lati e una benda in altro. A completare l’impianto decorativo, un serpente, retaggio della ceramica protocorinzia e cumana, è raffigurato in verticale sull’ansa del vaso.

Il programma figurativo contenuto nei due fregi maggiori dell’oinochoe comprende scene tratte dal mito.

Oinochoe di Tragliatella
Scena figurata sul collo dell’oinochoe

In particolare sul collo compaiono un personaggio nudo dai lunghi capelli che sembra condurre con delle briglie un caprone e una coppia di uccelli seguiti da un uomo e una donna raffigurati presso una nave, a cui si aggiunge la rappresentazione di un secondo capro.

Oinochoe di Tragliatella
Scena figurata sulla pancia dell’oinochoe

Il fregio realizzato sulla pancia del vaso presenta invece la riproduzione di un labirinto a sette corridoi di tipo cretese, dal quale escono due guerrieri a cavallo recanti entrambi uno scudo su cui compare la parte anteriore di un uccello, mentre solo il secondo è armato anche di lancia. A precederli è un uomo nudo danzante con lungo bastone, a cui seguono sette guerrieri armati ciascuno di tre corte lance e scudo rotondo raffigurante un cinghiale.

Sul labirinto compare la parola “Truia“, mentre la scritta interpretata da W. Deecke come “mi amnu arce“, ovvero “questa brocca Amnu fece“, separa la scena dei sette guerrieri da quella costituita da un uomo imberbe con perizoma che poggia la sua mano destra sulla spalla di una ragazza, mentre con la sinistra offre (o riceve) un oggetto tondo alla donna postagli di fronte. Accanto alla ragazza compare ancora una scritta variamente interpretata.

Un’altro personaggio femminile, coperto da una veste a losanghe, trova inoltre collocazione accanto ad un mucchio di pietre, variamente interpretato come un altare, mentre tiene in mano un oggetto.

A completare il fregio centrale vi è una zona suddivisa in due livelli in cui compaiono due gruppi erotici.

Interpretazione delle scene figurate

Secondo l’interpretazione data da M. Menichetti dell’impianto figurativo dell’oinochoe di Tragliatella, le scene poste nei fregi maggiori sarebbero da mettersi in relazione con l’impresa cretese di Teseo coadiuvato da Arianna.

Sul collo è stata evidenziata la presenza di due figure caprine, le quali sono state interpretate come l’evocazione del sacrificio che Teseo, proveniente dal tempio di Apollo Delfinio, vuole celebrare in onore di Afrodite, al fine di ottenere protezione per l’impresa cretese. Sarebbe avvenuta durante questo cerimoniale la trasformazione della capra nel capro raffigurato sul vaso.

La successiva scena raffigurata sul collo, in cui la donna con lunga veste a rete viene presa per il polso sinistro dall’uomo dai lunghi capelli, mentre davanti a loro vi è la barca, potrebbe raffigurare il momento in cui Teseo, vittorioso sul Minotauro, torna verso Creta portando con sé Arianna.

Nel fregio posto sul collo del vaso sarebbero dunque da leggersi l’inizio dell’impresa di Teseo, con l’offerta sacrificale, e l’esito vittorioso della stessa, con il ritorno dell’eroe insieme ad Arianna.

Oinochoe di Tragliatella
Riproduzione del fregio figurato sulla pancia dell’oinochoe

Le scene raffigurate sulla pancia del vaso, richiederebbero una lettura partendo dalla linea verticale alla destra della quale compaiono due figure femminili con abito a rete, una delle quali porge un oggetto rotondo ad un personaggio maschile che a sua volta la ricambia con un altro simile ma di minori dimensioni. Un’altra figura femminile, più piccola, sembra tenere l’uomo per mano.

L’interpretazione della scena è stata condotta rifacendosi alla lettura del fregio superiore del vaso François nel quale Teseo incontra Arianna; quest’ultimo appare accompagnata da una figura femminile di dimensioni minori che un’iscrizione indica quale sua nutrice.

Nell’esemplare di Tragliatella sarebbe invece Teseo ad essere accompagnato dalla sua mentre riceve da Arianna quello che è stato letto come un gomitolo di filo, mentre a sua volta dona alla donna un pomo simbolo del loro rapporto amoroso.

L’impresa di Teseo sarebbe da considerarsi quale prova iniziatica del labirinto e acquisizione di una piena sessualità.

Oinochoe di Tragliatella
Particolare dei guerrieri

Dal labirinto fuoriescono due gruppi di personaggi; un gruppo di fanti e due cavalieri.

Il primo gruppo è costituito da sette guerrieri con scudo e giavellotti e da un personaggio armato di un’asta verticale dall’estremità arrotondata. I fanti, nudi, sono raffigurati con la gamba sinistra sospesa, ad eseguire una danza interpretata come pyrriche avente valore iniziatico.

La provenienza dei fanti e dei cavalieri dal labirinto e il numero dei fanti danzanti, pari a quello degli uomini che stando alle fonti avrebbero partecipato alla spedizione di Teseo, riconducono però alla danza della geranos che lo stesso Teseo eseguì a Delo con i suoi compagni per festeggiare il ritorno da Creta. Durante l’esecuzione i partecipanti erano uniti da una fune e i passi erano guidati da un geranoulkos che, tenendo il capo della fune, indicava la direzione della danza rievocando il filo che Arianna aveva donato a Teseo.

Il richiamo alla geranos sembra essere confermata dal personaggio che chiude la fila e che reca in mano l’oggetto dall’estremità arrotondata, il quale rappresenterebbe il capo della fune, identificandolo così nel Teseo geranoulkos che guida i compagni.

Sull’oinochoe il “Teseo etrusco” si assimilerebbe così al princeps che guida i suoi opliti.

I due cavalieri che escono nudi dal labirinto si contraddistinguono invece per uno status apparentemente superiore rispetto ai fanti, sia per la presenza prestigiosa del cavallo che per la lunga asta; l’emblema posto sui loro scudi inoltre richiama la gru, l’uccello che si associa a chi è in grado di guidare nel labirinto, ed è per questo degno del potere regale.

La gru era esaltata nella tradizione antica come l’uccello la cui intelligenza gli consentiva di attraversare il labirinto; colui che lo supera viene dunque ad identificarsi con la gru.

I due cavalieri non sono però uguali; mentre quello prossimo al labirinto impugna l’asta simbolo di comando, l’altro è invece accompagnato sul cavallo da una figura scimmiesca riconducibile alla sfera funeraria. Secondo l’interpretazione quest’ultimo starebbe ad indicare il “vecchio” geranoulkos a cui succede il “nuovo”, secondo il modello mitico
del passaggio di consegne del potere regale tra il padre Egeo e il figlio Teseo.

Particolarmente importante in questa chiave è la presenza, sull’anello esterno del labirinto, dell’iscrizione “truia“, ovvero Troia; i due cavalieri sarebbero da mettere in relazione con il Troiae lusus, il gioco equestre descritto da Virgilio che, introdotto da Enea per celebrare la morte del padre Anchise, rappresenterebbe la cerimonia della successione regale.

A partire dai due cavalieri inizia un percorso riservato al geranoulkos che si snoda attorno al labirinto; alla destra del quale sono raffigurati due gruppi erotici sovrapposti che si differenziano per la diversa posizione assunta dalla donna. I due cavalieri sono dunque coloro che accedendo all’accoppiamento acquisiscono la maturità sessuale. E sono anche coloro che potranno sedere sui due troni posti sotto la tutela di Arianna-Afrodite.

L’interpretazione più accreditata è dunque quella che collega il complesso figurativo dell’oinochoe di Tragliatella con il mito di Teseo, nel quale è da riconoscersi il richiamo al motivo iniziatico della trasformazione interiore in relazione all’ideologia guerriera degli aristocratici etruschi.

Bibliografia

  • Albanesi M.R. – 1992 – Il fregio dell’oinochoe di Tragliatella, Atopon,Vol.1.
  • Bianchi Bandinelli R., Torelli M. – 2010 – L’arte dell’antichità classica, UTET, Torino.
  • Cristofani M. – 1985 – Civiltà degli Etruschi, Regione Toscana, Milano.
  • D’Agostino B., Cerchiai L. – 1999 – Il mare, la morte, l’amore, Donzelli Editore, Milano.
  • Menichetti M. – 1994 – Archeologia del potere. Re, immagini e miti a Roma e in Etruria in eta arcaica, Milano.
  • Saflund G. – 1993 – Etruscan Imagery, Symbol and Meaning, Jonsered.
  • Torelli M. – 2000 – Gli Etruschi, Bompiani.

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