Olanda. “Atelier” di J.Wermeer fu uno strumento di propaganda politica

Sarebbe carico di significati politici volti alla tutela dell’identità nazionale olandese, il famoso quadro “L’Atelier” dipinto da Jan Vermeer tra il 1666 e il 1668. Il quadro che rappresenta una scena quotidiana di artista è stata letta dai critici come un mezzo ricco di propaganda politica in cui si colgono i criteri morali e le abitudini civili in cui tutti si potevano riconoscere. La modella del quadro viene ritratta nei panni della musa della Storia, Clio, con in mano un volume delle gesta degli uomini e nell’altra una tromba, per esaltarne la grandezza e la gloria. Il capo è cinto

"Atelier" di J.Wermeer

Sarebbe carico di significati politici volti alla tutela dell’identità nazionale olandese, il famoso quadro “L’Atelier” dipinto da Jan Vermeer tra il 1666 e il 1668.

Il quadro che rappresenta una scena quotidiana di artista è stata letta dai critici come un mezzo ricco di propaganda politica in cui si colgono i criteri morali e le abitudini civili in cui tutti si potevano riconoscere.

La modella del quadro viene ritratta nei panni della musa della Storia, Clio, con in mano un volume delle gesta degli uomini e nell’altra una tromba, per esaltarne la grandezza e la gloria. Il capo è cinto da una corona d’alloro simbolo di gloria per gli eroi e di eccellenza per gli artisti. Davanti alla musa poste sul tavolo ci sono una serie di maschere di gesso individuate come allegoria dei sensi.

Sulla parete di fondo la grande mappa antica segna la divisione tra i territori settentrionali protestanti, che dopo il 1648 avevano raggiunto l’indipendenza, e i territori cattolici meridionali. Purtroppo non sappiamo quale messaggio preciso abbia voluto comunicare Vermeer visto che morì a soli 43 anni lasciando la moglie e gli 11 figli sul lastrico.

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