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Opere murarie di altro tipo

Opere murarie romane di altro tipo

Opere murarie romane di altro tipo

Le opere murarie di epoca romana classificate come “di altro tipo” sono: l’opus craticium, l’opus latericium e l’opus spicatum.

Opus craticium

Opus craticium

L’opus craticium è costituito da una struttura di legno riempita con pietre in opus incertum (o argilla), e rivestita d’intonaco. Gli unici resti conservatisi fino ai nostri giorni si trovano a Ercolano e Pompei e la loro datazione ha un termine quindi nel 79 d.C. con l’eruzione del Vesuvio.

La struttura si compone di elementi portanti verticali, intelaiati da traversi che ne impediscono la flessione e conferiscono all’insieme l’aspetto del graticcio. Traversi orizzontali sono posti anche come architravi e basi di finestre e porte. Gli elementi verticali sono infine sormontati da correnti superiori (travi orizzontali che coprono tutta la lunghezza della muratura), sui quali a loro volta poggiano le travi dei solai o della copertura. Benché nell’ambito dell’architettura romana ne sia stato rinvenuto un unico esempio, presso la Villa di Diomede a Pompei, nei quadranti formati da elementi verticali e orizzontali possono essere inseriti puntelli diagonali per irrigidire il telaio.

L’opus craticium è usato come muratura esterna ai piani superiori, per evitare problemi di umidità e di fragilità del riempimento, mentre come tramezzo interno è impiegato anche al piano terra.

I suoi vantaggi sono indubbiamente la leggerezza e lo spessore ridotto. Le travi dei solai talvolta sfruttano la leggerezza dell’opus craticium sporgendo in aggetto verso l’esterno per ottenere una maggiore superficie al piano superiore.

Opus latericium

Si identifica come opus latericium l’opera in mattoni crudi, attestata dalle fonti letterarie (Vitruvio), ma di cui non cisono pervenute tracce a causa della deperibilità del materiale. Fu utilizzato fino all’età augustea, quando l’evoluzione dei materiali edilizi rese disponibili i mattoni cotti, molto più resistenti e duraturi.

Opus spicatum

 

L’opus spicatum è costituito da pietre o mattoni disposti secondo inclinazioni di 45° alternate da una fila all’altra. La disposizione dà luogo al disegno a “spiga” evocato dal nome.

Questa tecnica fu usata prevalentemente nella realizzazione di superfici stradali e di pavimentazioni, per la capacità di far defluire le acque dall’alto verso il basso. L’opus spicatum fu inoltre utilizzato anche per fondazioni e basamenti, mentre per quanto riguarda le murature in elevazione fu in genere limitato a parti ristrette o al tamponamento di aperture in caso di modifiche e restauri degli edifici.

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