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Opere murarie in epoca romana

Opere murarie in epoca romana

Le opere murarie in epoca romana

I monumenti romani impressionano per la grandiosità delle loro rovine, anche se ciò che si è conservato fino ai nostri giorni rappresenta solo lo scheletro strutturale dell’aspetto originario di questi edifici. Per conoscere come fu possibile portare a termine costruzioni così imponenti e complesse, e soprattutto per comprendere come esse siano potute giungere fino ai nostri giorni, si devono indagare le opere murarie con cui furono realizzate. Esaminando queste tecniche è possibile farsi un’idea dell’ingegno costruttivo dei Romani e della loro tendenza a risolvere con efficienza e logica ogni problema strutturale o funzionale. Seguendo l’evoluzione degli opus murari è inoltre possibile constatare l’affinamento progressivo del gusto estetico che veniva espresso nelle costruzioni.

I Romani assimilarono inizialmente le conoscenze tecniche edilizie e la manodopera specializzata durante la conquista delle città etrusche e delle colonie greche, mutuandone di volta in volta le peculiarità locali. Tuttavia, se le prime opere murarie devono molto alle civiltà inglobate, l’architettura romana si sviluppò in seguito con tecniche e forme proprie.

Abbiamo ritenuto opportuno dividere questa tematica in tre articoli distinti, uno per ciascuna categoria, nelle quali sono raggruppate e descritte tutte le principali tecniche murarie romane:

  • Opere murarie a secco
  • Opere murarie con riempimento cementizio
  • Opere murarie di altro tipo

Note

  • (1) Giuseppe Lugli descrive l’opus siliceum classificando gli edifici secondo quattro maniere (I, II, III e IV maniera) di progressiva precisione nello sbozzare e rendere lisce le facce delle pietre.
  • (2) Si definisce sostruzione un’opera muraria che prevede l’innalzamento di uno o più piani orizzontali estesi sopra il livello del terreno, con lo scopo di sostenere un edificio o un’infrastruttura. È necessaria quando il terreno non è adatto a ospitare la struttura vera e propria o quando questa lo richiede per svolgere la sua funzione. Una sostruzione può dunque costituire il muro di contenimento per estendere il piano di sommità di un terreno in pendenza oppure innalzare un piano completamente artificiale, come nel caso di acquedotti, strade e ponti.
  • (3) Secondo Vitruvio i Greci disponevano le pietre e la malta di fango all’interno dell’emplekton con molta cura, predisponendo ammorsamenti fra le pietre di paramento e quelle di riempimento e collocando diatoni che attraversassero l’intero spessore del muro, in modo da formare una struttura unitaria invece di tre strati separati.

Bibliografia

  • Adam, J.-P. 1984, La construction romaine. Materiaux et techniques, Parigi: Picard (trad. it. di M. P. Guidobaldi 1998, L’arte di costruire presso i Romani. Materiali e tecniche, Milano: Longanesi)
  • Bianchini, M. 2010, Le tecniche edilizie nel mondo antico, Roma: Dedalo
  • Lugli, G. 1957, La tecnica edilizia romana, Roma: Bardi

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