Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Ostia Antica: porti di Roma

I porti di Roma, di Claudio e di Traiano a Ostia Antica
Incisione del 500, Sebastian Munster, raffigurazione di porti di Roma nella zona della moderna Fiumicino, quello di Traiano e quello di Claudio

I due porti di Roma

Quello che colpisce maggiormente nella storia di Ostia antica, è lo stretto rapporto che la lega all’Urbe, di cui fu un’importante appendice commerciale ed economica, ma non solo: il porto fluviale è un’eccezionale lente di ingrandimento; le sue ricche testimonianze ci consentono di avere una fotografia di quella che era la vita quotidiana, la cultura, la società, l’economia ed il commercio di Roma. Il ruolo principale di Ostia era quello di importante porto fluviale: uno snodo dal quale passavano gran parte dei beni fondamentali per l’economia della capitale. A partire dal grano, stoccato nei grandi horrea e poi inviato a Roma, via fiume, tramite chiatte, spesso trainate da animali.

Essendo un porto fluviale, le principali imbarcazioni in arrivo dalle città del Mediterraneo, non potevano ormeggiarvi: dovevano restare a largo o ormeggiare altrove, specialmente a Pozzuoli, da cui le merci venivano poi trasportate ad Ostia, a bordo di navi di piccole dimensioni. La crescita della capitale ed il suo sviluppo, portarono un conseguente aumento dei traffici commerciali; il porto fluviale non era più sufficiente a fronteggiare le nuove necessità di Roma. Per alleggerire i traffici del porto di Ostia, l’imperatore Claudio decise di costruire un nuovo porto.

Porti di Claudio e di Traiano

La zona, su cui ricadde la scelta di Claudio, per la costruzione di un nuovo scalo, fu giudicata inadeguata dai tecnici dell’epoca: i detriti del fiume generavano un insabbiamento maggiore proprio nel punto prescelto. Tuttavia, l’imperatore fece scavare il bacino portuale, più o meno due miglia a nord della foce, con due moli, ed erigere il faro. Lo scalo fu probabilmente completato da Nerone ed intorno a questo cominciò a costituirsi il nucleo della città di Porto.

Ciò che i tecnici avevano preventivato, sconsigliando a Claudio di costruire un porto in quel punto, si realizzò ben presto: lo scalo era soggetto all’insabbiamento, poco profondo e molto ampio, correva maggiori pericoli in caso di tempeste. L’imperatore Traiano decise di non incorrere più in questi pericoli, lavorando ad un progetto profondamente moderno, per l’epoca in cui era stato costituito. Costruì un secondo bacino, più interno e protetto rispetto al precedente, dalla forma esagonale, collegato al porto di Claudio tramite un canale interno ed una darsena, dal lato opposto, era situata la Fossa Traianea, che univa il fiume al mare.

Questo porto, sostituì facilmente Pozzuoli; era dotato di grandi impianti di magazzini, destinati alle derrate necessarie all’Urbe. Ai magazzini si aggiunsero anche edifici pubblici, di cui non si possiede ancora un’immagine precisa, andando a formare una vera e propria città, in un primo tempo dipendente da Ostia. Il porto fluviale, rimase il centro amministrativo di tutto il complesso, inoltre, la vita commerciale di Ostia subì un ulteriore incremento: il potenziamento degli scambi e dei commerci generati da Porto, influenzò positivamente la già florida città fluviale.

Ostia Antica, Foro delle Corporazioni con pavimento a mosaico, navi e faro
Ostia Antica, Foro delle Corporazioni con pavimento a mosaico, navi e faro

La città di Porto

La città di Porto, si estendeva al di là della Fossa Traianea, nell’Isola Sacra, circondata a sud ed est dal fiume Tevere, dal mare ad ovest e a nord dal canale che collegava il Tevere con il mare. In antico rinomata per la fertilità del suo suolo, l’appellativo “sacra” fu utilizzato, a proposito di questo luogo, da Procopio nel IV secolo, probabilmente, per la presenza di monumenti cristiani. Vi si trovava la cattedrale di Porto, ossia la Basilica di San Ippolito, costruita al termine del IV secolo e ricostruita in seguito alla distruzione operata dai Vandali. Già prima della costruzione della Basilica, la zona era probabilmente popolata.

Ad un primo edificio dotato di abside, conseguì la Basilica, provvista di tre navate e di una facciata, dotata originariamente di tre aperture. L’Isola Sacra ci fornisce anche un esempio interessante di necropoli pagana: sepolcri che sorsero ai margini della strada che collegava Porto ad Ostia, la cui occupazione dovrebbe essere iniziata non molto tempo dopo la costruzione del Porto di Claudio e del conseguente popolamento della zona circostante.

Il tipo di tomba più diffuso, durante la fase centrale di occupazione, situata tra il II ed il III secolo, era a camera quadrata, che poteva essere provvista di un recinto antistante, costruito contemporaneamente alla tomba o successivamente, allo scopo di guadagnare spazio per le sepolture. Con il passare del tempo, il rito prevalente divenne quello dell’inumazione. Le tombe erano spesso ornate da raffinate pitture e stucchi.

Ostia continuò, dunque, ad essere il polo amministrativo ed anche la città dove risiedeva la classe sociale formata dagli impiegati e dai funzionari, sempre nel porto fluviale, continuavano a risiedere le varie corporazioni commerciali. Proprio l’aumento dei traffici, portò Ostia ad assumere un aspetto più funzionale, in una fase di rinnovamento che culminò negli interventi effettuati da Adriano. Nel II e III secolo, le funzioni di Ostia e Porto si equilibravano ed integravano reciprocamente. Il declino di Ostia sopraggiunse con la metà del III secolo d.C. in parallelo ai turbamenti che scuotevano tutto l’impero. Progressivamente, molti edifici furono abbandonati, il Piazzale delle Corporazioni perse il suo ruolo; la maggior parte delle attività economiche fu spostato a Porto.

Ostia Antica, Foro delle Corporazioni con pavimento a mosaico
Ostia Antica, Foro delle Corporazioni con pavimento a mosaico

Ostia non era più lo snodo principale dei traffici commerciali, ma una città residenziale. Nel V secolo la città ostiense visse la sua definitiva crisi: le opere di costruzione cessarono quasi totalmente, il declino fu probabilmente progressivo e differenziato di zona in zona. Porto divenne l’unico centro di smistamento delle merci, la sua importanza è testimoniata dalla costruzione della cinta muraria, indispensabile, vista la minaccia delle invasioni barbariche. La città sopravvisse al sacco di Alarico (408) ed all’attacco dei Vandali (455), invasioni che non colpirono direttamente Ostia, testimoniando la perdita di importanza del porto fluviale.

Il declino di Porto, sopraggiunse lentamente e gradatamente. Non tutto è noto del destino dell’Isola Sacra: probabilmente, anche questa zona subì le invasioni e le devastazioni barbariche, come Porto. Nel corso del Medioevo, la popolazione rimasta, si concentrò intorno alla Basilica di San Ippolito. Questa fu l’intensa evoluzione vissuta dei due porti dell’Urbe, nella cui storia troviamo riflessi l’ingegno e lo splendore di Roma, evidenti nei molteplici edifici di Ostia antica, così come nell’avanzato progetto, alla base della costruzione del Porto di Traiano.

Bibliografia

  • Pavolini Carlo, Ostia, Editori Laterza, Roma-Bari, 2006

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*