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Ovidio: opere

Ovidio: opere

Ovidio: la poesia elegiaca ed erotico-didascalica

A questo gruppo di opere giovanili e di argomento amoroso appartengono:

  • Gli Amores, suddivisi in 3 libri, che cantano l’amore per una figura femminile fittizia, chiamata Corinna;

  • Le Heroides, lettere che Ovidio immagina scritte da alcune eroine ai loro amanti o mariti lontani;

  • I Medicamina faciei feminae, un malizioso prontuario che insegna alle donne come avvalersi del trucco per nascondere le proprie imperfezioni estetiche;

  • L’Ars amatoria, uno scandaloso manuale in cui il poeta elargisce consigli alle donne sul comportamento e gli accorgimenti da adottare per ottenere successi in campo amoroso;

  • I Remedia amoris, altro manuale che contiene, al contrario, consigli per quante vogliano liberarsi da una passione divenuta troppo seria: l’amore, ammonisce l’autore, non deve essere altro che lusus, perché altrimenti compromette l’equilibrio interiore, diventando una malattia che può essere anche molto pericolosa.

Le opere di questo periodo sono caratterizzate da uno stile versatile e brillante, da una leggerezza e una sensibilità musicale, da un’abilità linguistica che sa esaltare il doppio senso e la tematica licenziosa senza volgarità, ma con ammiccante eleganza, nonché dalla presenza di raffinati richiami intertestuali, che le rendono uniche e apprezzabilissime.

Ovidio: la poesia epico-civile

Al periodo della maturità, compreso tra il 2 e l’8 d.C., appartengono due poemi:

  • I Metamorphoseon libri (ovvero, le Metamorfosi), che abbracciano per intero la storia dell’umanità, dal Caos alla divinizzazione di Cesare: la storia è intesa come un’incessante serie di mutamenti, che coinvolgono dei, eroi, uomini e animali; in quest’opera Ovidio espone ben 250 miti, la cui narrazione, grazie al sapiente uso dell’alternanza dei livelli stilistici (ora più sostenuto, ora più umoristico e brioso) e della piacevolezza dell’esposizione, non risulta affatto pesante o meramente erudita;

  • I Fasti, che intendono spiegare le cadenze del calendario cesariano, rifacendosi agli Aìtia di Callimaco; in essi sono presenti argomenti di carattere storico (ispirati alle opere annalistiche), astronomico (ispirati alle opere di Eratostene e Arato) e mitologico (ispirati alle opere di Varrone e Verrio Flacco). Interrotti nell’8 d.C., in seguito all’ingiunzione augustea della relegatio, vengono ripresi più volte dall’autore durante l’esilio, ma mai portati a termine.

Ovidio: la poesia dell’esilio

Al periodo successivo all’8 d.C., che vede Ovidio relegato a Tomi, appartengono:

  • I Tristia, cinque libri di elegie in cui il poeta esprime tutto il suo dolore per la lontananza dai propri affetti e l’amarezza per un’ingiusta punizione. In queste elegie i toni briosi e irriverenti delle opere giovanili si smorzano definitivamente, per assumere toni più intimisti e sofferti, a volte un po’ troppo languidi ed esibiti, ma attraverso i quali, comunque, l’autore esprime i propri autentici sentimenti;

  • Le Epistulae ex Ponto, dirette a famigliari ed amici, sono forse meno retoriche e più immediate dei Tristia e offrono un quadro delle relazioni e degli intenti dell’autore, che, non di rado incline all’adulazione, desidera ardentemente di ottenere il perdono dell’imperatore e tornare in patria.

Ovidio: opere perdute, minori e spurie

A questo gruppo di opere appartengono:

  • Una tragedia perduta intitolata Medea, che pur doveva aver avuto un incredibile successo presso i contemporanei;

  • L’Ibis, un poemetto pervenutoci per intero, appartenente al genere dell’invettiva, in cui l’autore accusa un anonimo che lo perseguiterebbe anche in esilio;

  • Gli Halièutica, un frammento di 134 versi di discussa autenticità, forse appartenente ad un poema dedicato alla pesca;

  • La spuria Consolatio ad Liviam, dedicata alla moglie di Augusto;

  • Il poemetto spurio intitolato Nux, «il noce».

Bibliografia

  • A. Barchiesi, Il poeta e il principe. Ovidio e il discorso augusteo, Bari 1994.
  • R. Degl’Innocenti Pierini, Tra Ovidio e Seneca, Bologna 1990.
  • G. K. Galinsky, Ovid’s Metamorphoses: An Introduction to the Basic Aspets, Oxfor 1975.
  • M. Labate, L’arte di farsi amare. Modelli culturali e progetto didascalico nell’elegia ovidiana, Pisa 1984.
  • Ovidio, Amores, Heroides, Medicamina faciei feminae, Ars amatoria, Remedia amoris, a cura di A. Della Casa, Torino 1982.
  • Id. Fasti e Frammenti, a cura di F. Stok, Torino 1999.
  • Id., Metamorfosi, a cura di N. Scivoletto, Torino 2000.
  • Id., Tristia, Ibis, Epistuale ex Ponto, Halieuticon, a cura di F. Della Corte e S. fasce, Torino 1986.
  • N. Scivoletto, Musa iocosa. Studio sulla poesia giovanile di Ovidio, Roma 1976.
  • M. Von Albrecht, Ovidio, in Storia della civiltà greca e latina, a cura di I. Lana – E. V. Maltese, vol. II, Torino 1998, pp. 757-754.

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