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Padova. Il simbolo del Carro si rinnova

Venerdì 24 settembre 2010, dalle 21 alle 24, l’evento “Magica notte carrarese” ha chiuso con un gran finale l’”Estate Carrarese 2010”, iniziativa promossa dal Comune di Padova con l’intento di rinnovare un’identità perduta, esserne fieri e ritrovare la fedeltà a quello spirito. E proprio grazie al simbolo del Carro, emblema della Signoria, rappresentato nella Tempesta del Giorgione,  Padova è stata rilanciata come città d’arte, di innovazione, di scienza e di tecnologia.

La performance si è svolta in Piazza dei Signori presso la Torre dell’Orologio, una scelta non casuale ma dettata da diverse ragioni. Nel Trecento il palazzo costituiva un’ala della grande Reggia carrarese e nel corso del tempo ha subito numerose trasformazioni, l’ultima delle quali, nel 1532, ridisegnò la facciata ispirandosi ai canoni classici del Cinquecento. Un palazzo la cui trasformazione può essere assunta come linea guida per un lungo pezzo della storia di Padova.

Inoltre, il Palazzo conserva il bellissimo Orologio del Dondi, depositario di una duplice simbologia: quella del passare del tempo, tematica e slogan della performance tecnologica svoltasi il 24 settembre, e quello della tecnica e della scienza che vide Padova tra le protagoniste europee del Trecento e ancor oggi la vede all’avanguardia. Quindi, l’orologio e l’astrario simboleggiano l’enorme capacità tecnica e la grande conoscenza del tempo.

Fu Ubertino de Carrara che ordinò a Jacopo Dondi – astronomo, medico e docente all’Università di Padova – di costruire nel 1344 il primo Orologio meccanico astrale destinato a essere ospitato dal Palazzo. Dopo un lungo periodo di incuria e chiusura al pubblico, il Comune di Padova, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio, ha promosso un restauro con il riavvio dell’Orologio, adesso visitabile dall’interno, e il recupero degli ambienti interni della Torre e che ha portato alla scoperta di testimonianze carraresi architettoniche e pittoriche.

Agli spettatori presenti in Piazza dei Signori il 24 settembre, con effetti di grande realismo, è apparso dapprima il Palazzo nella sua veste attuale, poi l’Orologio ha invertito il suo corso e sono esplosi i calcinacci, spogliando il Palazzo del suo cappotto rinascimentale e mostrandolo, con i mattoni a faccia vista, nella sua forma trecentesca. Hanno potuto poi contemplare l’incendio del Palazzo, come avvenne in realtà, e assistere a un nuovo cambio di direzione delle lancette dell’Orologio che li ha portati al futuro, mostrando il Palazzo come potrebbe essere tra alcuni secoli.

Questo spettacolo è stato possibile grazie alle proiezioni 3D, una nuova tecnica ancora poco sfruttata. In ambito europeo, questo tipo di performance è stata usata poche volte e questa è la prima che racconta la storia di un edificio storico. L’iniziativa nasce da un progetto di Target2 e dalla sua volontà di offrire la possibilità di realizzare qualcosa di innovativo per Padova e nuovo in ambito europeo, anche a prova delle potenzialità tecnologiche della città.

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