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Palazzo Pignano (Cr), villa romana e pieve romanica

Il parco archeologico e la pieve romanica

Frutto di un’intensa attività di lavoro multidisciplinare, il parco archeologico di Palazzo Pignano ospita i resti di una villa romana tardo antica scoperta tra 1963 e 1967, in seguito a lavori per migliorare la staticità della vicina pieve romanica di S. Martino.

La cappella palatina


Abside del presbiterio della cappella palatina

La prima scoperta è stata quella della cappella palatina, allora battezzata “La Rotonda” dal capo soprintendente Mario Mirabella Roberti, situata in parte proprio sotto la pieve, fondata nell’XI secolo. Con un diametro di 18 metri, presentava un corpo centrale retto da sei piloni, posti a esagono, facenti parte del sostegno della cupola. Questa sala centrale era pavimentata tramite opera settile (opus sectile) con motivi geometrici a piastrelle esagonali nere e triangoli bianchi e rossi.

L’interpretazione dell’edificio è controversa: poteva trattarsi di una cappella annessa a una residenza estiva episcopale, piuttosto che un tempietto dedicato alle reliquie di un martire (martyrium) o, come i più ritengono plausibile, cappella palatina della villa. Appena fuori dalla chiesa di S. Martino è possibile osservare la vasca circolare del fonte battesimale ad immersione. In prossimità vi sono lacerti di mosaici. Una tomba a cappuccina, probabilmente di VIII secolo, risalirebbe alla fase di abbandono del complesso prima dell’edificazione della chiesa.

La zona di rappresentanza

A circa 40 metri ad est della cappella palatina si trovava un esteso edificio attorno ad un grande peristilio ottagonale con annesso cortile (viridarium). Altri ambienti (rettangolari, circolari e uno absidato) si appoggiavano al peristilio. L’ingresso era anticipato da un portico con pavimenti a mosaico di varie fogge.

La grande aula absidata

A meno di 20 metri a sud-est della zona di rappresentanza era situata una grande aula oblunga con abside a ferro di cavallo; il lato est della struttura presenta ancora i segni di pilastri e si deduce che dovesse essere un ambiente colonnato aperto.

La zona residenziale

L’ultima zona rinvenuta, ad est, presenta il perimetro di un fabbricato rettangolare con estensioni di spessore nel muro come basi di piloni. Sulla stessa linea di questa costruzione sono i resti di diverse stanze quadrate e rettangolari. In entrambi gli ambienti furono rinvenuti gli antichi impianti di riscaldamento.

Più a sud-est si scoprirono successivamente altre murature poco conservate ma orientate in modo similare al resto della villa. Cocci, frammenti di vetri da finestre e tessere di mosaici indicavano l’elevato livello del lusso raggiunto dai proprietari. Alcuni interventi edilizi risalgono al V secolo d.C. mentre, in seguito all’abbandono del Palatium nobiliare, si installarono gruppi di capanne nella zona, testimoniate dai buchi visibili sui pavimenti di cocciopesto.

La datazione della villa e l’ambientazione

Posta non lontano dalla Milano capitale dell’impero (fine III – inizi V secolo), la residenza patrizia fu probabilmente una delle tante proprietà di un potente, tra IV e V secolo, secondo i confronti con ville romane dello stesso periodo. Frammenti di statue in marmo di piena età imperiale rimandano al gusto collezionistico ed antiquario dei nobili romani.

Palazzo Pignano rappresenta uno degli esempi di ville tardo antiche di proprietà dei ricchi latifondisti (possessores). La campagna circostante e la fauna della zona garantivano il sostentamento tramite agricoltura e caccia. Il ritrovamento di piroghe lignee dimostra l’esistenza di vie fluviali di collegamento tra insediamenti ravvicinati.

Le leggende medievali

Purtroppo la bassa Padana soffrì spesso del problema delle acque stagnanti tanto che in età medievale si creò un enorme acquitrino chiamato Lago Gerundo, nominato fin dal 1204 (Codex diplomaticus laudesis): questa palude, lunga quasi 60 km, ospitava l’Insula Fulcheria, un lembo di terra circondato dal pantano lacustre. Bonificato grazie all’opera di ordini monastici e dei comuni medievali tra Lodi e Cremona, fu teatro di fantasiose credenze come quella del mostruoso serpente che divorava fanciulli e appestava l’aria col respiro. La tradizione locale vuole San Cristoforo come liberatore della zona contro il drago.

Nella chiesa di S. Cristoforo a Lodi è esposta una costola, lunga oltre 2 metri, attribuita all’animale, in realtà appartenuta ad un cetaceo.


Ipotesi del degrado del sito nell’alto medioevo

Curiosi e interessanti collegamenti tra San Cristoforo (il traghettatore di Cristo bambino, rappresentato a volte con la testa di cane come l’accompagnatore egizio Anubi), il lago-palude, il mostro acquatico, le bonifiche avvenute nella zona e lo stemma dei Visconti (un biscione antropofago) fanno pensare all’esistenza di un reale problema di malsani acquitrini, risolto da opere idrauliche realizzate dagli ordini religiosi (rappresentati da San Cristoforo) o dagli organi politici medievali (rappresentati dai Visconti).

La pieve romanica

Fondata nell’XI secolo ma già presente almeno dall’anno 1000, la chiesa di San Martino è un esempio di primo romanico lombardo. Costruita sui resti della cappella palatina, dopo l’abbandono del sito, vide nei suoi pressi un insediamento medievale testimoniato da sepolture (sei adulti e un bambino) e da tegoloni con bolli di VI-VIII secolo. La sua importanza aumentò sotto i longobardi, i quali abitavano l’Insula Fulcheria. La presenza della pieve ha garantito la conservazione della cappella sottostante.

Piniano e Melania

Lo storico piacentino Campi riporta, nel XVII secolo, la provenienza del nome del luogo: Palazzo Pignano si riferirebbe a san Piniano, al secolo Piniano Valerio Severo, uomo di nobile famiglia senatoria (gens Valeria) e sposatosi con la cugina Melania Valeria Massima nel 397. Parenti di san Paolino da Nola e amici di Sant’Agostino e di san Gerolamo, in seguito alle morti infantili dei due figli, decisero nel 403 di donare ai poveri il ricavato dei loro beni. Sull’esempio di Antonia Melania, loro nonna, realizzarono interamente il voto nel 417 e fondarono monasteri a Gerusalemme, vivendo in castità. Piniano morì nel 432 e Melania nel 439.

Un legame certo tra Palazzo Pignano e la gens Valeria non è dimostrabile ma sappiamo che la prima chiesa di Roma con pianta centrale, S. Stefano Rotondo, è situata sul colle Celio, non lontano da una villa di proprietà dei Valerii e venne eretta proprio nel V secolo.

L’antiquarium

Il moderno antiquarium espone interessanti reperti del sito e ricostruzioni assonometriche degli edifici come dovevano essere 1500 anni fa.


Interno dell’Antiquarium


Reperti dell’antiquarium

Libri e siti di consultazione

AA.VV., “Antiquarium della villa tardoantica di Palazzo Pignano”, Edizioni ET, Milano, 2005

http://www.archeologica.lombardia.beniculturali.it/Page/t03/view_html?idp=139

http://www.comune.palazzopignano.cr.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1712&MEC_ID=182&MEC_IDFiglie=183&ARE_ID=32

Il rimando al museo di Crema e del Cremasco è http://sites.google.com/site/museocrema/Home

Note

L’autore dell’articolo ha visitato il sito archeologico, la pieve e l’antiquarium nell’agosto 2009 e nel luglio 2010.

Parte dei mosaici della villa romana sono collocati attualmente nel museo civico di Crema (Cr), insieme ad altri reperti provenienti dalla zona come, ad esempio, le famose piroghe romane di III secolo d.C. e medievali (fino all’XI secolo). L’archeologia fluviale dell’antica Insula Fulcheria dimostra la presenza di tratte importanti su vie di fiume.

Galleria fotografica


abside del presbiterio della cappella palatina


assonometria della Cappella Palatina


fonte battesimale


lastra scolpita reimpiegata


mosaici del calidarium


planimetria cappella palatina con in rosso fonte battesimale


planimetria generale


mosaici delle zone di rappresentanza (anche nella foto successiva)

 

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