Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Pan

il dio Pan

Pan, la vita e il mito

Divinità greca legata al mondo pastorale, originaria dell’Arcadia, era ritenuto figlio di Hermes e di una figlia di Driope (1). La madre, spaventata dall’orribile aspetto del neonato, lo abbandonò ed Hermes lo prese con sé per portarlo sull’Olimpo al cospetto di tutti gli dei.

Il suo nome è messo in relazione col verbo greco “pascolare” (il termine greco significa “io pascolo”) ma anche col “tutto” (in greco appunto “pan”), forse in riferimento alla sua natura che assommava uomo e bestia, anche se l’inno pseudo-omerico rimanda all’episodio sull’Olimpo in cui rallegrò tutte le divinità (2).

Dio dei boschi, del pascolo, del bestiame e degli animali selvatici, estendeva la propria tutela anche sui pastori e sui cacciatori. Inventò la siringa, flauto di legno con più canne usato dai pastori, per intrattenere ninfe e animali. Compagno assiduo di Dioniso e del suo corteo (tiaso), partecipava ai loro festeggiamenti lascivi, anche con entità multiple (panìskoi che significa “piccoli Pan”) molto simili ai satiri.

Una sua dote era il vaticinio che insegnò ad Apollo. Altra sua temibile caratteristica era quella di terrorizzare i nemici col suo urlo agghiacciante, lanciato dalle grotte e dai boschi (3): la sensazione di paura di chi sentiva tale verso era detto “timore di Pan” o “panico” (da cui il termine). Numerosi furono gli scenari dei suoi amori, non corrisposti, tipicamente violenti e con protagoniste le Ninfe: con Eco che poi fu tramutata in voce, con Siringa che per sfuggirgli divenne una canna (4), con la quale il dio costruì lo strumento musicale. Pitis invece divenne un pino. Eufeme, nutrice delle muse gli generò Croto, il sagittario.

Vantava pure accoppiamenti con le Menadi ubriache (5). Selene fu sedotta con l’inganno del travestimento: Pan coprì il suo pelo nero con un vello bianco e trasportò la dea lunare ottenendo in cambio i suoi favori. (6) In epoca storica, Plutarco riferisce l’aneddoto sulla voce che ne annunciò la morte, infatti sotto il principato di Augusto, dalla costa dell’Epiro, una voce gridò a un passeggero di una nave, chiamato Thamos:

“Tamo,

quando arriverai a Palodi,

annuncia a tutti che il grande Pan è morto” (7)

Culto

il dio Pan
Statua del dio Pan esposta al Louvre di Parigi

Il culto di Pan nacque in Arcadia e si diffuse in tutta la Grecia. Ad Atene gli fu dedicato un santuario rupestre sull’Acropoli, dopo la battaglia di Maratona (490 a.C.), come ringraziamento per il suo aiuto. Ogni anno infatti si teneva in suo onore una corsa con le fiaccole (8). I vari luoghi del suo culto contribuirono ad attribuirgli altrettanti epiteti come Lycaeus, Tegeaeus, Maenalius. A Roma fu assimilato a Fauno e Silvano.

Iconografia

il dio Pan

L’aspetto di Pan è quello di un uomo dai piedi caprini, barbuto e peloso, con corna di capra (9). Suoi attributi sono la siringa (10) e talvolta un corto mantello. È rappresentato in atteggiamenti fallici, in rapporto con l’orgia dionisiaca e con gli aspetti più istintivi della natura, a metà tra l’umano e l’animale. Molto presente nell’arte greca e romana, è associato spesso a satiri, sileni, e fauni nelle scene erotiche e pastorali.

Riferimenti bibliografici

AA.VV., Dizionario di antichità classica.

Erodoto, Storie, VI.

A. Ferrari, Dizionario di mitologia classica.

R. Graves, I miti greci.

F. Lübker, Lessico ragionato dell’antichità classica.

Ovidio, Metamorfosi, I, III.

Pseudo-Omero, Inno a Pan.

Virgilio, Georgiche, III.

Note

(1) Pseudo-Omero, Inno a Pan, 27-34.

(2) Ibidem, 47.

(3) R. Graves, I miti greci, 89.

(4) Ovidio, Metamorfosi, I, 691.

(5) Ibidem, III, 356-401.

(6) Virgilio, Georgiche, III, 391.

(7) Plutarco, Il tramonto degli oracoli, 17, in Dialoghi delfici.

(8) Erodoto, Storie, VI, 105

(9) Pseudo-Omero, Inno a Pan, 1-2, 37.

(10) Ibidem, 15.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*