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Panama. Forse individuata la tomba di Sir Francis Drake

tomba di Sir Francis Drake

Alcuni “cacciatori di tesori” sostengono di aver scoperto, al largo della costa di Panama, due navi che sarebbero appartenute alla flotta di Sir Francis Drake, ma soprattutto credono che la sua stessa bara potrebbe trovarsi nel fondale marino nell’area sono state individuate le navi.

La sepoltura in mare, con tutta la sua armatura e dentro un sarcofago di piombo, era stata ideata per assicurarsi che nessuno, e in particolar modo gli spagnoli, avrebbe mai potuto ritrovare il suo corpo. Ora, oltre 400 anni dopo la morte di Sir Francis Drake nei Caraibi, la tomba subacquea del grande navigatore e pirata potrebbe essere prossima dall’essere scoperta.

Una squadra di “cacciatori di tesori”, guidata dall’ex proprietario di una squadra di pallacanestro USA, sostiene di aver localizzato i relitti di due navi appartenute alla flotta di Drake in un luogo imprecisato (tenuto segreto per ovvi motivi) del fondale marino al largo della costa panamense.

Si tratta della Elizabeth, 195 tonnellate di stazza, e della Delight, stazzante circa cinquanta, due velieri che erano stati deliberatamente affondati dopo la morte del loro comandante, avvenuta per una dissenteria all’età di circa 55 anni, nel 1596; Drake si era ammalato un paio di settimane dopo il fallito tentativo di conquista del porto di Las Palmas. Collegando i vari eventi e le cronache di pensa quindi che sia altamente probabile che la sua tomba subacquea sia nelle vicinanze.

Pat Croce, ex presidente dei Philadelphia 76ers e dichiaratamente appassionato di pirateria, si è imbarcato alla ricerca delle due navi dopo aver eseguito delle attente ricerche su un libro che narrava delle ultime imprese della carriera “piratesca” di Drake, la cui occupazione principale sembrava essere quella di saccheggiare e depredare le navi spagnole che si trovavano a navigare nel Nuovo Mondo.

Croce, 56 anni, ha raccontato che la scoperta è state un colpo di fortuna dopo giorni e giorni passati a setacciare acque fangose, un vero e proprio miracolo. Croce è sicuro al 98% che si tratti proprio delle due navi di Drake per via del legno carbonizzato, del piombo trovato a bordo e degli utensili di chiara origine inglese che risalivano a quel periodo. In più, sempre secondo Croce nessun equipaggio sano di mente avrebbe mai navigato in quelle acque.

Basandosi su diverse fonti storiografiche risalenti a quel periodo, tra cui anche il diario di Thomas Maynard, un membro dell’entourage di Francis Drake che navigava sulla Defiance, Croce è arrivato a sostenere che la bara dovrebbe essere al massimo una lega (ossia tre circa tre miglia) lontana dai resti delle due navi.

Croce descrive Drake come il suo pirata preferito di tutti i tempi: un uomo del XVI secolo che padroneggiava l’arte nautica e i mari di tutto il mondo, tanto da divenire il peggior “flagello” marino del Nuovo Mondo, e questo in un’epoca in cui le tecniche di navigazione erano ancora piuttosto primitive.

Pare che Drake sia morto quando le navi erano ancorate a largo della costa di Portobelo e le sue due navi, malamente danneggiate dagli scontri di Las Palmas, erano state volutamente affondate per evitare che loro stesse e quello che trasportavano finissero in mano agli spagnoli. Il team di ricerca di Croce, a cui appartengono anche esperti sommozzatori ed esploratori provenienti dall’Inghilterra, dalla Francia, dall’Australia, da Panama e dalla Colombia, hanno usato quello che gli esperti di immersioni hanno descritto come l’equipaggiamento di scandagliamento del fondale marino più moderno e sofisticato che si sia mai visto. Dopo aver localizzato con successo le due navi, ora sperano di trovare il corpo di Drake, che da tempo è l’oggetto delle ricerche di storici, archeologi e cacciatori di tesori.

Secondo Croce trovare il corpo di Drake equivarrebbe a trovare un ago in un pagliaio, ma anche le navi erano considerate difficilissime da individuare, e sono comunque state trovate. In più secondo Croce, che è anche fondatore del Pirate and Treasure Museum di St Augustine, la Elizabeth e la Delight erano state svuotate prima di essere incendiate dopo la morte di Drake, quindi non è stato riportato alla luce nessun tesoro dagli scafi delle navi. E visto che sono di proprietà di Panama, attualmente le navi rimarranno esattamente dove sono, ossia sul fondo del mare.

La comunità internazionale degli archeologi marini è rimasta strabiliata di fronte a questa scoperta, che si può paragonare per la sua importanza e per l’eccitazione che genera alla scoperta della nave spagnola Atocha. Le navi affondate in quella zona del mare, infatti, per via del loro materiale di costruzione (ossia il legno), per via della temperatura dell’acqua piuttosto elevata e dell’abbondanza di microorganismi marini, tendono a non sopravvivere a lungo intatte nel fondo del mare.

Sir Francis Drake, una delle figure di principale importanza nella corte di Elisabetta, è ricordato per la sconfitta dell’Invincible Armada spagnola avvenuta nel 1588. È uno degli avventurieri di maggiore rilievo di tutta la Gran Bretagna, e il secondo navigatore a circumnavigare il mondo intero tra il 1577 e il 1580.