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Pantelleria. Il mare restituisce il più antico strumento per la raccolta corallo

Importantissima scoperta a Pantelleria: dopo la segnalazione di Francesco Spaggiari, responsabile del Diving Club Cala Levante, la Soprintendenza del Mare, diretta da Sebastiano Tusa, ha rinvenuto nelle acque di Cala Levante, a una profondità di 23 metri, un elemento assolutamente incomprensibile a prima vista, costituito da un trave di legno infilato in una semisfera di piombo con un diametro di 50 centimetri.

Analizzando attentamente il reperto sono stati individuati gli attacchi al trave centrale di due elementi ortogonali in ferro fra loro situati al di sopra e al di sotto della semisfera. Gli esperti pensano che si tratti di uno strumento usato per raccogliere il corallo, simile alle croci di Sant’Andrea usate fino a non molto tempo fa per la disastrosa raccolta del corallo. Questo strumento sembra abbastanza elaborato poiché formato da un elemento in legno su cui sono stati fusi la semisfera che fa da peso per far aderire al fondo i bracci incrociati che fuoriescono dal trave centrale.

Si tratta del più antico congegno per raccogliere il corallo mai scoperto nelle acque siciliane. Scoperte di reperti simili sono avvenute soprattutto sulla costa mediterranea della Francia e su quella sarda. La scoperta avalla l’ipotesi che la croce di Sant’Andrea impiegata sino in tempi recenti abbia avuto origine in epoca romana, se non addirittura ellenistica. L’esemplare venuto alla luce, però, presenta una grande accuratezza nella realizzazione e potrebbe costituire un’evoluzione di epoca tardo antica di un modello precedente.

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