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Papiri storici

Papirologia: papiri allo studio

La scienza papirologica si è sviluppata a partire dal XX secolo, grazie ai contributi di studiosi di rilievo, che hanno delineato termini e contenuti della disciplina, e alla concomitante, intensa pubblicazione di numerose ed importanti collezioni. A partire dagli studi dello storico e papirologo tedesco Ulrich Wilcken (1862-1944), a cavallo tra Ottocento e Novecento, si è, inoltre, delineata una sempre più opportuna definizione della papirologia che, come ben sintetizzato da Orsolina Montevecchi in “Paesaggio Politico” (opera reperibile su Google Books), “si occupa dei documenti greci (e dei pochi latini), e perciò si estende cronologicamente dalla seconda metà del IV secolo a.C. fino alla conquista araba dell’Egitto, non escludendo però i documenti greci, via via meno numerosi, dei secoli seguenti fino al IX, trovati in Egitto”. Uno spazio di assoluto rilievo è accordato allo studio dei papiri che riportano le più antiche attestazioni relative ai testi del Nuovo Testamento (Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere di S. Paolo e degli Apostoli).

Collezioni di papiri

Tra le collezioni papiracee neotestamentarie si possono annoverare:

Papiri Bodmer

si tratta di un gruppo di ventidue esemplari, provenienti dalla località egiziana di Pabau, rinvenuti nell’anno 1952 e acquistati dal bibliofilo svizzero Martin Bodmer, da cui la collezione prende il nome. I papiri, custoditi dall’omonima Fondazione, sul cui sito è possibile reperire interessanti approfondimenti sulla storia della scrittura ( vedi http://www.fondationbodmer.org/fr/histoire.asp/2-0-70-4-4-1/3-0-163-5-3-0/), risalgono ad un’epoca compresa fra il III e il VII secolo d.C. e riportano preziosissime attestazioni della letteratura classica greco-latina e paleo-cristiana, nonché significativi passaggi dei testi dei Vangeli e delle lettere apostoliche. Uno degli esemplari, il Papiro 14-15 (P75), rilegato in forma di codice, è stato di recente donato alla Santa Sede: si tratta della più antica trascrizione, su un unico supporto, del testo dei Vangeli di Luca e di Giovanni. Presso la Biblioteca Apostolica Vaticana è conservato pure il papiro 72 (P72), che riporta le due lettere di S. Pietro e lalettera di Giuda. Altro celebre papiro è il 66, custodito in parte in Germania e in parte a Dublino, che riporta in forma quasi integrale il testo in lingua greca dell’evangelista Giovanni, fatta eccezione per alcuni brani.

Papiri Chester Beatty

così detti dal nome di Alfred Chester Beatty, facoltoso collezionista d’arte e di libri, che li acquisì negli anni ’30 del Novecento e li portò in Irlanda, dove sono custoditi e gestiti dalla Chester Beatty Library presso il Castello di Dublino (http://www.cbl.ie/Collections/Introduction.aspx). I papiri compresi nel gruppo costituiscono 12 codici, di epoca un po’ più ristretta rispetto ai Bodmer, probabilmente risalenti all’arco temporale fra il II e il IV secolo. I più celebri tra di essi sono i papiri 45, 46 e 47 che riportano, rispettivamente, buona parte del testo dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli, molte lettere di S. Paolo e il passo dell’Apocalisse di S. Giovanni compreso tra il cap. 9, versetto 10 e il cap. 17, versetto 2. Sono conservati presso Biblioteche estere, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Papiri di Ossirinco

acquisiti dal British Museum e visionabili sul sito http://www.papyrology.ox.ac.uk/POxy/, che ne propone un database di consultazione e le riproduzioni digitali, i papiri in oggetto formano un consistente repertorio proveniente dagli scavi, avviati sul finire dell’Ottocento da due studiosi britannici presso la località egiziana di Ossirinco, una delle più importanti in epoca ellenistica. I rinvenimenti papiracei presso Ossirinco hanno portato alla luce un eccezionale corpus di testi di varia natura, di epoca classica e paleo-cristiana: si possono citare frammenti degli antichi poeti greci, ma anche buona parte del testo delle cosiddette “Elleniche di Ossirinco”, storia dell’antica Grecia dall’epoca della guerra peloponnesiaca all’impresa dello spartano Agesilao in Asia Minore. I più celebri esemplari di questa collezione sono, però, indubbiamente, i papiri 840 e 1224, detti anche “Vangeli di Ossirinco”, che riportano alcuni brevi passaggi di testi relativi alla vita di Gesù Cristo del tutto originali rispetto alle tradizionali identificazioni di “canonico” o “apocrifo” con cui solitamente vengono caratterizzati i testi dei Vangeli.

Papiri Rylands

custoditi presso la John Rylands University Library di Manchester (http://www.library.manchester.ac.uk/specialcollections/), i papiri di questo gruppo assommano a circa 600 esemplari, tra i quali spicca senz’altro il cosiddetto “Papiro 52” o “Papiro Rylands”, preziosissima attestazione, con ogni probabilità la più antica, di un testo facente parte del novero dei libri del Nuovo Testamento, che riporta alcuni passaggi del Vangelo secondo Giovanni.

Papiri Princeton

si tratta di una fantastica collezione di papiri greci, latini, demotici, copti e arabi, conservata presso la Princeton University Library e consultabile on-line all’indirizzo http://www.princeton.edu/papyrus/

Se ne segnala il Papiro 20, che riporta in frammento un passaggio della Lettera di Giacomo, dal capitolo 2, versetto 19, al capitolo 3, versetto 9. Anche in questo caso l’attestazione è antichissima, probabilmente del III secolo.

Altre collezioni

Non si può dimenticare, inoltre, il Papiro Magdalen, per il quale un prezioso approfondimento è reperibile all’indirizzo http://digilander.libero.it/Hard_Rain/Identif%20frammenti%20P64%20_Magdalen_.pdf. Portato in Europa da Charles B. Huleatt all’inizio del XX secolo e donato al Magdalen College di Oxford, in Inghilterra, il papiro consta, più precisamente, di cinque frammenti riportanti alcuni passaggi del Vangelo di Matteo. Complessa dal punto di vista scientifico la vicenda della datazione dei frammenti in oggetto, che rappresentano, però, la prima attestazione della traduzione in lingua greca del testo evangelico matteano, in origine redatto in aramaico.

Un elenco dei documenti più antichi per ogni libro del Nuovo Testamento, con indicazione delle attribuzioni e del periodo di datazione, è reperibile all’indirizzo http://digilander.libero.it/Hard_Rain/Manoscritti.htm#I_documenti_più_antichi_per_ogni_libro_del_Nuovo_Testamento_

Il link http://digilander.libero.it/Hard_Rain/apocrifi.htm propone, invece, preziosi approfondimenti su testi papiracei appartenenti ai cosiddetti Vangeli apocrifi, ossia a quegli scritti che non sono entrati a far parte del novero dei Vangeli canonici riconosciuti come ispirati dalla Chiesa. Ma non solo il Nuovo Testamento è protagonista della storia papirologica: anche per gli scritti dell’Antico Testamento sono state rinvenute importanti attestazioni papiracee, soprattutto con la scoperta del sito archeologico di Qumran, sul Mar Morto, avvenuta nel 1947, che ha portato alla luce numerosi frammenti di testi di carattere biblico, sia su papiro sia su pergamena. I ritrovamenti di Qumran meriterebbero, ovviamente, una trattazione più ampia: il lettore interessato può utilmente consultare i preziosi contributi offerti dal sito Christianismus http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&new_topic=6 e specificamente dedicati alle grotte e ai manoscritti qumranici.

Risorse web

Il lettore desideroso di approfondire l’argomento può reperire su Internet molteplici risorse dedicate all’affascinante mondo della papirologia, al progresso degli studi in materia, alle istituzioni di ricerca specializzate.

Un repertorio veramente straordinario, autentica miniera di informazioni, è consultabile all’indirizzo http://www.rassegna.unibo.it/papiri.html, sezione della Rassegna degli Strumenti Informatici per lo Studio dell’Antichità Classica, che censisce i cataloghi generali e i corpora virtuali di testi papiracei, le associazioni e I centri di studio, i siti delle collezioni a livello internazionale, siti di orientamento didattico allo studio della disciplina, le principali pubblicazioni (riviste specializzate, monografie etc), la descrizione delle tecniche impiegate per il recupero e il restauro degli esemplari papiracei, i progetti di catalogazione, siti di interesse papirologico con segnalazioni di mostre e convegni dedicati.

Un altro repertorio orientativo di siti, costantemente aggiornato, viene fornito dall’Università degli Studi di Parma all’indirizzo web http://www.papirologia.unipr.it/POL/index.html: come si potrà notare, è possibile reperire utili indicazioni per orientarsi fra istituti, associazioni, bibliografie tematiche, corsi introduttivi alla scienza papirologica e notiziari.

Utili indicazioni web-grafiche sono reperibili, inoltre, anche sul link http://host.uniroma3.it/dipartimenti/mondo_antico/papirologia.html

Per quanto riguarda le raccolte papiracee, molte delle quali visionabili on-line, si segnalano le numerose collezioni italiane ed europee: per l’Italia i papiri di Ercolano (http://www.bnnonline.it/percorsi/perpap.htm), i papiri della Società Italiana (http://www.psi-online.it/), gli esemplari del Centro di Studi Papirologici dell’Università di Lecce (http://siba2.unile.it/images/papiri/papiri.html); a livello europeo, spiccano le collezioni papirologiche spagnole (http://dvctvs.upf.edu/lang/ca/index.php) e tedesche (http://www.papyrusportal.de/),nonché i papiri appartenenti alla collezione polacca, custoditi presso l’Università di Varsavia (http://www.papyrology.uw.edu.pl/index.htm); i papiri custoditi presso l’Istituto di Papirologia della Sorbona di Parigi (http://www.papyrologie.paris4.sorbonne.fr/menu1/collections.htm); gli esemplari della collezione austriaca (http://www.onb.ac.at/papyrusmuseum.htm), i papiri dell’Università di Ginevra (http://www.ville-ge.ch/musinfo/bd/bge/papyrus/index.php), i papiri della collezione Carlsberg presso l’Università di Copenhagen (http://pcarlsberg.ku.dk/). Numerose e di notevole rilievo le collezioni statunitensi, tra cui si possono menzionare quelle di Yale (http://beinecke.library.yale.edu/digitallibrary/papyrus.html), di Washington (http://library.wustl.edu/units/spec/manuscripts/papyri/index.html) e della Pennsylvania (http://ccat.sas.upenn.edu/rak//ppenn.html).

Sul piano istituzionale, numerosi sono i centri attivi in ambito papirologico: dall’Istituto Papirologico Girolamo Vitelli (http://vitelli.ifnet.it/) all’Istituto Internazionale del Papiro a Siracusa (http://flash.237.it/web/www.museodelpapiro.it/), dal Centro Papirologico Medea Norsa (http://mnorsa.altervista.org/), all’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul Mondo Antico (http://www.accademiafiorentina.it/), al Centro di Studi Papirologici dell’Università di Lecce (http://www.museopapirologico.eu/csp.htm); dall’IFAO (Istituto francese di archeologia orientale http://www.ifao.egnet.net/) del Cairo, al Dipartimento di Filologia dell’Università di Creta (http://www.philology.uoc.gr/erpe/), dal CEDOPAL (Centro di Documentazione sulla Papirologia Letteraria http://www2.ulg.ac.be/facphl/services/cedopal/) dell’Università di Liegi al CPEG (Centro di Papirologia e di Epigrafia greca) dell’Università di Bruxelles. Gli studiosi di papirologia fanno riferimento anche a prestigiose associazioni quali l’AIP – Association Internationale de Payrologues (http://www.ulb.ac.be/assoc/aip/index.html), l’American Society of Papirologists (http://www.papyrology.org/), la Società Internazionale per la Papirologia Arabica (http://www.ori.uzh.ch/isap.html), l’Association Egyptologique Reine Elisabeth (http://www.aere-egke.be/aere.htm), l’International Association of Egyptologists (http://www.iae.lmu.de/). Il papirologo può, inoltre, avvalersi di numerose ed utili risorse a livello informatico, come i preziosi databases, generali e specialistici, quali l’APIS – Advanced Papyrological Information System (http://www.columbia.edu/cu/lweb/projects/digital/apis/index.html), il Papyrological Navigator (http://papyri.info/), la banca dati dei papiri documentari copti dell’Università di Bruxelles (http://dev.ulb.ac.be/philo/bad/copte/base.php?page=accueil.php), il Leuven Database of Ancient Books (http://www.trismegistos.org/ldab/), il CMCL – Corpus dei Manoscritti Copti Letterari (http://cmcl.let.uniroma1.it/), il Catalogue of New Testament Papyri & Codices 2nd-10th Centuries (http://www.kchanson.com/papyri.html). Come si può notare, il Web mette a disposizione una vera e propria miniera di informazioni per orientarsi nell’affascinante mondo dei papiri e della loro storia: non solo è possibile accedere alle collezioni grazie alla digitalizzazione offertane in rete, ma anche usufruire di utili strumenti per la ricerca, l’approfondimento, la consultazione: si pensi, ad esempio, alle bibliografie, tra cui quella reperibile sul sito dell’AIP (http://www.ulb.ac.be/assoc/aip/liens.htm), o alle pubblicazioni periodiche, come Aegyptus. Rivista italiana di egittologia e papirologia (http://www.vponline.it/riviste/001217/) o, ancora, ai notiziari, tra cui quello proposto dal sito di Archaeogate. Il portale italiano di archeologia (http://www.archeogate.it/papirologia/). Per chi desidera compiere un viaggio virtuale nello straordinario mondo dell’antico Egizio, nulla di meglio che partire dal portale Eternal Egypt (http://www.eternalegypt.org), vera e propria enciclopedia on-line grazie alla quale è possibile accedere a numerosi canali informativi su ogni aspetto della vita materiale e culturale della terra del papiro.

Chi intende, invece, reperire utili notizie sulla storia della scrittura alla luce dei supporti impiegati può fare riferimento al sito Mnamon http://lila.sns.it/mnamon/index.php?page=Supporti , portale dedicato alle antiche scritture del Mediterraneo, a cura della Scuola Normale Superiore di Pisa. All’indirizzo http://orientx.unizh.ch:8080/aps_test_2/basics/basics2.jsp si possono, invece, visualizzare utili indicazioni, corredate di cartine, sui principali luoghi di ritrovamento degli antichi papiri in terra d’Egitto.

Per un primo orientamento sui manoscritti dell’Antico e del Nuovo Testamento e sulle relative edizioni critiche si veda il link http://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_del_testo_greco_della_Bibbia . Per approfondire le tematiche riguardanti i manoscritti biblici, la tradizione ebraica e cristiana, la definizione del canone biblico, le principali questioni di critica testuale si veda il ricchissimo link http://www.gliscritti.it/approf/mbibbia/cap1.htm#sez1. Una preziosa lista dei papiri che riportano testi o passaggi frammentari del Nuovo Testamento, con l’indicazione precisa del contenuto e del luogo di conservazione, si può consultare al link http://www-user.uni-bremen.de/~wie/texte/Papyri-list.html

Un sito dedicato ai più antichi documenti del Cristianesimo, con sezioni riservate ai codici, alla critica testuale, alla storia della scrittura e dell’evoluzione dei supporti è http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Ulteriori notizie sono offerte, infine, da http://www.perfettaletizia.it/archivio/infomazione/papiri/frame.htm

Bibliografia di riferimento

Senza pretesa di esaustività, vengono di seguito proposti alcuni titoli di testi utili per la conoscenza, lo studio e l’approfondimento degli studi papirologici. Poichè la papirologia è una disciplina professata a livello universitario nei corsi di studio classico-umanistici, storici e archeologici, il lettore potrà reperire ulteriori indicazioni bibliografiche consultando i siti web delle singole Facoltà e dei corsi attivati.

  • Mario Naldini, Il Cristianesimo in Egitto. Lettere private nei papiri dei secoli II-IV, Firenze 1968 (ristampato in nuova edizione nel 1998).
  • L.D.Reynolds – N.G. Wilson, Copisti e filologi. La tradizione dei classici dall’antichità al Rinascimento, trad. ital. di M. Ferrari, Padova 1969.
  • Eric G. Turner, The Papyrologist at work, GRBS (Greek, Roman and Byzantine Monographs) n. 6, 1973.
  • Vincenzo Arangio Ruiz, Studi epigrafici e papirologici (a c. di Lucio Bove), Napoli 1974.
  • Eric G. Turner, I libri nell’Atene del V e del IV secolo, in Gugliemo Cavallo, Libri, editori e pubblico nel mondo antico, Laterza, Bari 1975.
  • Theodor C. Skeat, La produzione libraria cristiana delle origini: papiri e manoscritti, Firenze 1976.
  • Christian Jensen, Wolfgang Schmid, Marcello Gigante, Saggi di Papirologia ercolanense, Morano, Napoli 1979.
  • Giuseppe Tibiletti, Lettere private nei papiri greci dell III e IV secolo d.c. tra paganesimo e cristianesimo, Milano 1979.
  • Orsolina Montevecchi, La Papirologia, Vita e Pensiero, Milano 1982 (1a ed. Torino 1973).
  • Italo Gallo, Avviamento alla papirologia greco-latina, Liguori Editore, Napoli 1984.
  • K. Kleve, Informatica papirologica in Papirologica Fiorentina, vol. XIX, Firenze 1990.
  • Mario Capasso, Manuale di Papirologia Ercolanense, Congedo Editore, Galatina 1991.
  • Eric G. Turner, ‘Recto’ e ‘Verso’. Anatomia del rotolo di papiro, trad. it., Firenze 1994 (ed orig. The Terms Recto and Verso, Pap.Brux. 16, 1978).
  • Roger S. Bagnall, Reading Papyri, Writing Ancient History, Routledge, London and New York 1995 (edizione italiana a cura di Mario Capasso, Papiri e Storia Antica, Bardi Editore, Roma 2007).
  • Mario Capasso, Volumen. Aspetti della tipologia del rotolo librario antico, Procaccini, Napoli 1995.
  • Guglielmo Cavallo, Tra «Volumen» e «Codex». La lettura nel mondo romano, in Storia della lettura, a c. di G. Cavallo e R. Chartier, Laterza, Bari 1995, pp. 37-69.
  • Alan K. Bowman, L’Egitto dopo i faraoni (introd. di Edda Bresciani), Giunti, Firenze 1997.
  • Enzo Puglia, La cura del libro nel mondo antico. Guasti e restauri del rotolo di papiro, Liguori, Napoli 1997.
  • Mario Capasso (a cura di), Ricerche di papirologia letteraria e documentaria, Libreria Universitaria 1998.
  • Hans A. Rupprecht, Introduzione alla Papirologia, ed. it. a c. di L. Migliardi Zingale, G. Giappichelli, Torino 1999.
  • Daniele Foraboschi, Le fonti papirologiche in Lelia Cracco Ruggini (a cura di), Storia antica: come leggere le fonti, Il Mulino, Bologna 2000.
  • Rosa Otranto, Antiche liste di libri su papiro, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2000.
  • Eric G. Turner, Papiri greci, ed. italiana a c. di M. Manfredi, Carocci, Roma 2002.
  • Dieter Hagedorn, Papirologia, in H.-G. Nesselrath (a cura di), Introduzione alla filologia greca, edizione italiana a cura di S. Fornaro, Salerno Editrice, Roma 2004, pp. 82-96.
  • Mario Capasso, Introduzione alla papirologia: dalla pianta di papiro all’informatica papirologica, Il Mulino, Bologna 2005.
  • Roger S. Bagnall, Papiri e storia antica, Bardi Editore, Roma 2007.
  • Tiziano Dorandi, Nell’officina dei classici. Come lavoravano gli autori antichi, Roma, Carocci, 2007.
  • H. Blanck, Il libro nel mondo antico, edizione italiana a cura di Rosa Otranto, Edizioni dedalo, Bari 2008.
  • Guglielmo Cavallo, La scrittura greca e latina dei papiri. Una introduzione, Fabrizio Serra Editore, Roma 2008.
  • Armando Petrucci, Scrivere lettere: una storia plurimillenaria, Bari 2008.
  • Mario Capasso, Che cos’è la papirologia?, Carocci (Le Bussole 351), Roma 2009.
  • Jean Irigoin, Il libro greco dalle origini al Rinascimento, Istituto Papirologico G. Vitelli, Firenze 2009.
  • Joseph G. Manning, The Last Pharahos: Egypt Under the Ptolemies, 305-30 BC, Princeton University Press 2010.
  • Ulrich Wilcken, Fondamenti della papirologia, a c. di Rosario Pintaudi, Dedalo Edizioni, Bari 2010.

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