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Pasquale Rotondi, un intellettuale che amava servire la cultura piuttosto che servirsene

Pasquale Rotondi

Riceviamo e pubblichiamo questo ricordo di Pasquale Rotondi scritto da Antonio Capitano con la collaborazione di Marianna Scibetta.

“E’ affascinante e commovente l’opera e la figura di Pasquale Rotondi. Egli appartiene a quei personaggi che, purtroppo, non si studiano a scuola, ma rappresentano l’asse portante della cultura italiana. Salvatore dell’Arte e Salvatore della Patria di cui l’Italia deve un ringraziamento costante per un gesto nobile, disinteressato e di importanza notevole per la memoria storica, sociale e umana.

“Un intellettuale che amava servire la cultura piuttosto che servirsene.”  Così Giulio Carlo Argan lo ha raffigurato con un’immagine lucida e limpida.

Servire e salvare. Due termini per descrivere un personaggio davvero unico nel panorama mondiale e sarebbe riduttivo collocarlo soltanto nell’ambito culturale e che andrebbe considerato un Eroe dell’Arte, della cultura della testimonianza, Fulgido esempio di elette virtù civiche e di coerente testimonianza in difesa dell’arte e della cultura del Paese tale da suscitare il plauso e l’incondizionata ammirazione del Popolo italiano

Viene in mente, se si viaggia con la fantasia, una scena del film Il Nome della Rosa quando Guglielmo da Baskerville vuole salvare, senza riuscirci, disperatamente una biblioteca luogo di custodia del sapere.

Rotondi, nato ad Arpino come Cicerone, invece non solo è riuscito, ma in nome dell’Arte ha messo a repentaglio la propria vita con coraggio, servendo la cultura DNA di questa Nazione che spesso non è cosciente di quello che ha e che preferisce il senso dell’abbandono a quello del decoro.

E’ curioso come la stessa Arpino abbia dato i natali anche Marco Vipsanio Agrippa che ha fatto costruire Il primo Pantheon in cui ancora oggi custodisce « Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata, e quando morì temette di morire con lui. »le spoglie di Raffaello che nel Montefeltro della pace e dei paesaggi trovò la vita e la sua maggiore ispirazione per quei capolavori superiori alla Natura che il coraggioso Rotondi ha salvato. E proprio questi luoghi riconoscono oggi un merito straordinario al Salvatore dell’Arte per la sua non comune professionalità e intenso impegno civile

Oggi Il Premio Rotondi ai salvatori dell’arte è un’iniziativa che vuole gettare un ponte ideale tra passato, presente e futuro, per ricordarci che la salvaguardia dei beni artistici richiede l’impegno di tutti, nessuno escluso. Una consapevolezza del valore del patrimonio artistico può aiutarci a capire questo gesto quale valore rappresenta per l’Italia attuale.

Nella splendida cornice del Palazzo dei Principi di Carpegna, sabato 14 maggio, sono stati annunciati i vincitori della XV edizione del Premio Rotondi ai salvatori dell’Arte. Grande partecipazione da parte del pubblico, che ha assistito alla consegna del premio  alla memoria al principe Francesco Maria di Carpegna, per il suo sostegno a Pasquale 
Rotondi nella missione di salvataggio delle opere d’arte, durante il secondo conflitto  mondiale.

La premiazione, che è avvenuta il 4 giugno alle 16.00 nella Rocca ubaldinesca di  Sassocorvaro, vuole rendere omaggio ancora una volta allo straordinario impegno e al 
coraggio di Pasquale Rotondi. Il Premio internazionale, articolato in quattro sezioni (Marche, Italia, Europa, Mondo) più un Premio speciale della Giuria, è assegnato ogni 
anno ai protagonisti di esemplari azioni di salvataggio del patrimonio artistico in ogni angolo del mondo. Per i nomi dei vincitore si rimanda al ricco sito di Turistarth dove si può leggere anche il programma completo dell’evento che vede nel momento del Premio Rotondi una pietra miliare, un punto di partenza e di riflessione. Per capire che Arte e teconologia convivono e la seconda dovrà “salvare” la prima affinché non rimanga nei pochi scrigni di pochi, ma possa diffondersi per portare il sapere dove il sapere non arriva o non vuole arrivare.

Tutto si svolge nella Rocca, voluta da Ottavio degli Ubaldini nel 1475 per conto di Federico da Montefeltro, ha un primato: è il primo esempio in Italia di baluardo capace di resistere alla bombarda.

La Rocca durante la seconda guerra mondiale è stata trasformata dal soprintendente Pasquale Rotondi in uno speciale scrigno che ha nascosto e salvato oltre 10.000 capolavori d’arte.

Tra le opere salvate dal conflitto: la “Tempesta” di Giorgione, oggi alle Gallerie dell’Accademia di Venezia; e il “Ritratto del duca Federico” di Piero della Francesca custodito presso gli Uffizi di Firenze.

Non per fare retorica, ma oggi ci vorrebbe davvero tanti Rotondi. Per un “operazione salvataggio” che possa scuotere questa nostra Italia che dimentica presto, non conserva e spesso spreca. E questo non è giusto. Soprattutto per onorare davvero un uomo di profonda cultura e rispetto per l’umanità. E per salvare il nostro Paese da una vera “Tempesta”.

Antonio Capitano (con la collaborazione di Marianna Scibetta)

1 Commento su Pasquale Rotondi, un intellettuale che amava servire la cultura piuttosto che servirsene

  1. Ho frequentato un Istituto Statale d’Arte in Calabria negli anni Sessanta, studiando sui testi d’arte scritti da Pasquale Rotondi. Li ho rivisitati ogni volta che dovevo sostenere un esame per accedere all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte e li conservo ancora gelosamente, oggi che sono giunto ad un anno dal pensionamento. Quei testi mi hanno formato veramente, per questo voglio unirmi a quanti stanno rendendo un sincero riconoscimento alla figura e all’opera di Pasquale Rotondi.

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