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Penates

Statuetta bronzea di uno dei Penati
Statuetta bronzea di uno dei Penati

Penates

L’etimologia del nome è da cercare nell’sostantivo penus (teca delle provviste). Anche l’avverbio penitus e il verbo penetrare indicano l’interiorità di un luogo nascosto.

I Dii Penates quindi erano divinita romane protettrici del focolare domestico e della famiglia. Correlati a Vesta, gli si attribuivano offerte di sale e farro. Le statuette dei Penati si trovavano nell’armadietto-casetta chiamato penetralia posto nella grande sala dove la famiglia si radunava. Qui il fuoco ardeva sempre ed era il posto più protetto dell’edificio domestico.

Già i greci ricorrevano a culti domestici in onore di divinità protettrici dette ghenèthlioi, patròi e ktèsioi.

I primi Penati erano stati portati in Italia da Enea e posti nel santuario di Lavinium; trasferiti poi ad Alba Longa da Ascanio, secondo la leggenda, ritornarono alla sede originale. Da Alba furono trasferiti definitivamente in un tempio sul colle Velia a Roma.

I Penati privati erano detti appunto privati o minores mentre quelli statali erano chiamati publici o maiores.

Bibliografia

  • LÜBKER F. 1989, Lessico ragionato dell’antichità classica. Bologna

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