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Perù, Lambayeque. 1250 anni fa la città avrebbe avuto a capo una sacerdotessa

Perù, Lambayeque. 1250 anni fa la città avrebbe avuto a capo una sacerdotessa

I resti di un’individuo di genere femminile ritrovati nella Huaca Chornancap, a Lambayeque, apparterrebbero a una sacerdotessa che avrebbe regnato circa 1250 anni fa in questa zona settentrionale del Perù. Gli archeologi che stavano scavando la zona, infatti, hanno riportato alla luce una maschera con orecchie alate realizzata in argento che serviva a coprire il vostro della presunta sacerdotessa, e hanno anche affermato in una dichiarazione all’Agenzia Andina che, se si trovasse conferma che i resti appartengono davvero a una persona di sesso femminile, questo potrebbe cambiare radicalmente l’interpretazione della civiltà di Lambayeque.

Gli studiosi hanno anticipato che i prossimi step delle ricerche prevedranno la rimozione delle ossa ritrovate vicino alla presunta figura femminile, scoperte nell’ottobre scorso, insieme a oltre 120 oggetti che comprendono ornamenti ed emblemi di potere realizzati in oro, argento e bronzo, oltre a 116 oggetti realizzati in ceramica.

La prima cosa che si farà sarà disseppellire i resti ossei di cammelli trovati nelle vicinanze, per poi continuare con le ossa di otto individui che hanno accompagnato la presunta sacerdotessa nel suo viaggio nell’oltretomba. Saranno anche realizzati dei contenitori speciali per trasportare i resti fino al laboratorio del museo Brüning per poterli trattare in vista di una futura conservazione. Questo processo dovrebbe durare una quindicina di giorni.

In una sala speciale del museo, appositamente realizzata e attrezzata per poter accogliere i resti ossei e gli artefatti di metallo, saranno realizzate le analisi di approfondimento grazie anche al supporto dello specialista tedesco in antropologia fisica Klauss Haggen. Le analisi che saranno condotte sui resti ossei serviranno a determinare il sesso, l’età, la statura e un’eventuale relazione di parentela tra il personaggio principale e i suoi ‘accompagnanti’. Inizialmente, infatti, furono trovati i resti di altre sei persone, ma successivamente proseguendo con gli scavi fu dissotterrato anche un cranio che proverrebbe da una sepoltura successiva. Dai resti degli ‘accompagnatori’ sono stati ricostruiti quattro scheletri completi, mentre le restanti ossa rappresentano offerte votive provenienti da sepolture successive.

lambayeque

I risultati delle analisi condotte sui resti aiuteranno a determinare se gli ‘accompagnatori’ sono vittime di un sacrificio o se sono deceduti di morte naturale. Solitamente si tratta di sacrifici umani, visto che difficilmente ci si trova di fronte alla morte contemporanea di quattro o cinque persone, a meno che non si tratti di un avvelenamento o di un’intossicazione.

Dal canto suo, l’archeologo Fausto Saldaña ha sottolineato che la maschera di argento ritrovata sul cranio del personaggio principale era parecchio deteriorata nella parte superiore per via dell’umidità, mentre la parte inferiore risulta molto meglio conservata. Una seconda maschera realizzata in argento e bronzo è stata dissotterrata nella parte esterna del tumulo e rappresenta il volto di qualcuno (non identificato) che piange.

Una ventina di giorni dopo il primo ritrovamento sono state riportate alla luce anche le estremità inferiori del personaggio principale, con due cavigliere di piccole sfere di oro del diametro di un centimetro avvolte tre volte intorno alla caviglia, oltre a bracciali di conchiglie e turchesi ad entrambi i polsi.

Saldaña ha anche puntualizzato che l’accompagnante numero sei, che è stati ritrovato in posizione fetale con le estremità inferiori flesse fino a raggiungere il cranio, possiede in entrambi i polsi dei braccialetti di sfere d’oro del diametro di mezzo centimetro. L’archeologo suppone che potrebbe esserci una qualche sorta di vincolo matrimoniale tra i due personaggi, visto che si tratta dell’unico ritrovamento in cui sono stati riportati alla luce monili di questo tipo ai polsi. Secondo Saldaña, se le ricerche confermassero che il personaggio principale scoperto a Chornacap è proprio una donna, ci troveremmo di fronte a un caso molto simile a quello di San José de Moro (La Libertad), dove sono stati ritrovati dei resti poi riconosciuti come appartenenti a una sacerdotessa della civiltà Moche.
Quella particolare civiltà, infatti, si reggeva su basi matriarcali, mentre a Rajada-Sipán si fondava su un sistema patriarcale; da questo deriva anche il fatto che gli archi obituari grossi e prominenti generalmente appartengono a uomini, mentre quelli più piccoli e discreti accolgono resti femminili.

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