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Pioltello (Mi). Scoperta una necropoli romana

I primi ritrovamenti (1985)

Poco fuori dall’hinterland milanese, il 29 maggio 1985 nella frazione di Seggiano, in via Pollaiolo n. 24, angolo via Luca della Robbia, nel corso di lavori di scavo per gli allacciamenti delle condutture fognarie di una nuova villa, è stata rinvenuta una tomba tardo-romana risalente al IV secolo d.C.

Coperto da due lastroni in serizzo, poi legati alle pareti della tomba con malta di cocciopesto, il sarcofago lapideo misurava 2 x 0,60 m. All’interno erano deposti 4 scheletri, 3 supini col capo rivolto verso il sud mentre il restante era stato adagiato in un secondo momento e in posizione opposta, col capo a nord.

La datazione del sepolcro è indicata dai reperti facenti parte del corredo:

  • Anforetta con anse rialzate e pizzicate, utile “fossile guida” per i ritrovamenti di IV sec. d.C.
  • Urnetta a ceramica comune con corpo globulare (III-IV sec. d.C.)
  • Balsamario di vetro trasparente con corpo globulare (III-IV d.C.)
  • Coppa emisferica di vetro trasparente (III-IV d.C.)
  • Vasellame acromo (urnetta, coppetta e frammento di coperchio con presa a bottone)
  • 21 monete di bronzo, corrose (databili tra 324 e fine IV secolo d.C.)

Poiché i reperti più tardi (in questo caso le monete di fine IV sec. d.C.) sanciscono la datazione di un contesto archeologico, fungendo quindi da terminus post quem (confine cronologico a partire dal quale si può datare), tutte le sepolture appartengono al IV secolo d.C. (dal 324 d.C. in poi) mentre l’ultima deposizione può essere avvenuta dalla fine del secolo in poi.

La necropoli (2009)

A fine gennaio 2009, durante lavori di sbancamento, per la costruzione di capannoni, sono riemerse sepolture a incinerazione e una sola tomba a inumazione più trincee d’asportazione di strutture murarie già abbattute in epoca antica ed appartenenti forse ad un grande edificio.

  1. Le asportazioni delle strutture murarie

I segni rettilinei di trincee, poi ricoperte da limo, indicano la presenza di un edificio antico, abbattuto e poi spoliato. La difficoltà nella datazione è causata dalla mancanza di materiali datanti (monete, ceramica, vetro ecc…). I muri di questa struttura, probabilmente una villa rustica, sono stati asportati e successivamente le tombe sono state poste sui segni delle trincee: ciò indica che l’edificio doveva essere la presenza più antica del sito e che, in un momento posteriore alla demolizione ed al riutilizzo del materiale da costruzione, il sepolcreto si attestò in fasi più tarde.

  1. La tomba a inumazione

L’unica sepoltura di questo tipo è rappresentata dalla prima tomba scoperta sul sito. Di forma trapezoidale (il lato sud è poco più lungo di quello nord) realizzata con laterizi, al momento del rinvenimento non presentava interrato e quindi doveva essere sigillata da una copertura.

Le 4 pareti presentavano una nicchia per ognuna. Sotto al defunto è stata trovata una moneta (asse), probabilmente tenuta nella mano mentre un secondo asse è stato rinvenuto nella nicchia orientale.

Il reperto più interessante e meglio conservato è un bicchiere in terra sigillata gallica excisa, integro. Di provenienza gallica, è un manufatto datato agli inizi del III secolo d.C.: la decorazioni, di pregevole fattura, presenta un racemo centrale con andamento orizzontale, ondulato. Le volute sinuose annoverano foglie trilobate.

Le due monete invece presentano una l’effigie di Commodo, l’altra quella di Faustina II e datano la tomba a partire dal 175 d.C.

  1. Le altre tombe

Il sepolcreto si estendeva contando altre 13 tombe ad inumazione (in fossa circolare o quadrangolare) ordinate secondo una divisione di tre gruppi, forse di defunti appartenenti a tre famiglie diverse. Solo 3 di esse presentavano monete, coniate alla fine del III secolo; ciò contribuisce a ribaltare la credenza che l’inumazione sostituì la cremazione, in particolare con l’emergere della religione cristiana.

Conclusioni

Gli studi condotti dal LABANOF (Laboratorio di Antropologia ed Odontologia Forense – Università degli Studi di Milano) mostrano che la defunta della tomba a inumazione fosse una donna, più alta della norma, di circa 60 anni che subì, già anni prima del decesso, traumi alla gamba sinistra e allo zigomo sinistro. Probabilmente apparteneva ad una famiglia di ceto agiato, magari di origine gallica.

L’eventuale abitato romano di Pioltello non è ancora venuto alla luce. La necropoli recentemente scoperta e la tomba affiorata nel 1985 fanno ipotizzare l’esistenza di una via lungo la quale si attestassero sepolture. Da notare che negli anni ’90, durante lavori per impianti, sotto alla chiesa di S. Andrea (nel centro storico di Pioltello), emersero colonnine di marmo rosso di Verona, forse appartenute ad una domus romana. Il toponimo della località Seggiano (dal latino Silianus?) riporta l’attenzione sul quartiere della città odierna. È dunque plausibilissimo voler credere all’esistenza di un abitato romano tra III e IV secolo d.C., in connessione alla vicinanza con Mediolanum, allora capitale dell’impero.

Riferimenti bibliografici

A. Ceresa Mori, Pioltello, loc. Seggiano, 1985, in Milano capitale dell’impero: 286-402 d.C.

L. Simone Zopfi, Pioltello romana rivive. Un vaso eccezionale, un volto, una vita. (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia).

L. Simone Zopfi, P. Bordigone, “Una nuova necropoli romana a Pioltello e un raro esempio di sigillata gallica excisa” in Fasti on Line Documents & Research (www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2009-171.pdf).

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