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Piramide di Pepi I

Piramide di Pepi I

La piramide di Pepi I

La piramide di Pepi I un tempo meraviglia dell’antico Egitto, oggi è ridotta ad un cumulo di rovine alte ben 12 metri. Si trova nell’area della grande necropoli diSaqqara, a una trentina di chilometri a sud del Cairo, accanto ad altre piramidi purtroppo in rovina: quella di Djedkare (V dinastia), di Merenre e di Pepi II (VI dinastia).

Pepi I fu il terzo faraone della VI dinastia (2720-2180 a.C. circa), successore di Teti e di Userkare; regnò secondo alcuni per 50 anni, secondo altri studiosi per 20 anni. Rimangono molte epigrafi che lo citano e ne ricordano la grandezza. La città di Menfi prende il nome dalla piramide che lui chiamò Men-nefer-Pepi (“Lo splendore di Pepi è duraturo”).

Storia degli studi

In epoca moderna la piramide di Pepi I iniziò ad essere oggetto di studio solo negli anni ’30 del 1800 per interesse di John Shae Perring (antropologo e egittologo vissuto nel XIX secolo); successivamente l’egittologo francese Gaston CamilleCharles Maspero (1846-1916) riportò alla luce i Testi delle Piramidi (1).

Dalla metà del XIX secolo l’indagine archeologica francese si dedicò totalmente alla scoperta e allo studio della piramide, i risultati furono notevoli, come testimoniano anche i ritrovamenti di alcune piramidi appartenute alle mogli di Pepi I.

Gli studiosi francesi hanno avuto modo di ammirare e studiare i geroglifici presenti nelle pareti della camera funeraria e di altri vani sotterranei nei quali si narrano le imprese del faraone ma vi sono anche delle preghiere.

La struttura della piramide di Pepi I

Ricostruzione computerizzata del complesso sepolcrale di Pepi I in base alle indagini condotte fino al 1995 (Labrousse e Cornon).

Si tratta di una piramide a sei gradoni realizzata con un misto di malta argillosa e frammenti di calcare. Esternamente il monumento era rivestito di calcare bianco che però si è conservato solo nella parte più bassa. Gli studi hanno permesso di ipotizzare che la parete nord della piramide fosse in parte coperta da una cappella, posta in corrispondenza del corridoio che portava alla camera funeraria; purtroppo non è rimasta alcuna traccia di questa struttura. Un vestibolo fu realizzato al centro del corridoio, quest’ultimo fra l’altro in calcare fu rafforzato con blocchi di granito rosa.

Nella parte sotterranea del monumento funerario si trovavano altri tre ambienti: l’anticamera, il serdab (si tratta di una parola araba che indica una sorta di “cantina”, più esattamente un vano chiuso nel quale veniva posta la statua del defunto) con all’interno tre nicchie, la camera funeraria. Quest’ultima stanza così come l’anticamera disponeva di un soffitto a doppio spiovente in calcare, arricchito dall’immagine di un cielo ricco di stelle bianche su un fondo nero.

Il sarcofago di Pepi I era appoggiato alla parete ovest della camera sepolcrale, in origine doveva essere ornato da iscrizioni dorate. Tuttavia lo studioso Audron Labrousse ipotizzò che non si trattasse del sarcofago originario che forse fu danneggiato durante il trasporto o in occasione della collocazione nella camera funeraria.

Sono stati rinvenuti alcuni resti di una mummia nella parte superiore della piramide, ma non è certo che siano attribuibili a Pepi I. Altrettanto incerta è l’identificazione di alcuni pezzi di bende di lino ritrovati nelle vicinanze.

Nel corso del tempo la piramide fu soggetta ad azioni distruttive per mano di distruttori di pietre, che ne violarono non solo la struttura ma anche la funzione costruendovi dei forni per bruciare il calcare. È stato possibile comunque recuperare alcuni oggetti di notevole interesse archeologico, tra i quali ricordiamo statue in calcare raffiguranti nemici inginocchiati dell’Egitto con le mani legate, queste dovevano trovarsi nell’aula d’ingresso o nella corte aperta. Il significato è chiaro ed è duplice: la vittoria sul male e un ammonimento verso chiunque volesse danneggiare la tomba del faraone.

Le altre strutture del complesso sepolcrale

Gli archeologi francesi nelle indagini della piramide di Pepi I fecero altre sorprendenti scoperte riportando alla luce ben 4 piccole piramidi, appartenute alle regine del faraone, collocate nel lato sud. Tra queste ricordiamo quella di Inenek-Inti, la prediletta moglie di Pepi I, come testimoniano le iscrizioni nei due obelischi all’ingresso la piramide fu eretta dal faraone per onorare la giovane moglie. Tra le epigrafi rinvenute ne citiamo una in particolare che ricorda un processo contro una regina, colpevole di aver congiurato contro il faraone; tutto ciò sicuramente avvenne all’interno di un clima fatto di intrighi di potere in cui ciascuna delle mogli di Pepi I cercava di favorire i propri figli alla successione al trono.

La parte orientale del complesso funerario era occupata da un tempio e da altri vani ad esso correlati: magazzini, nicchie e le stanze più interne; si tratta di un luogo di culto eretto in onore del faraone nel quale i fedeli portavano i doni.

Note

  1. I Testi delle Piramidi sono delle raccolte religiose sull’aldilà e sul passaggio verso l’oltretomba, che venivano incise sulle pareti delle camere funerarie delle piramidi dei faraoni.

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