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Pitagora

Pitagora

Pitagora (575 a.C. – 495 a.C.)

Narrano che una volta Pitagora passava mentre un cane era bastonato.

Ne ebbe compassione e disse queste parole: “Smetti, non bastonarlo, perché è l’anima di un uomo mio amico, l’ho riconosciuta udendola gemere”

(Senofane, Frammento 7, Diels-Kranz)

La figura di Pitagora è avvolta dalla leggenda; scarse e non verificabili sono le notizie riportate intorno alla sua persona e alla sua dottrina filosofica, tanto che è estremamente arduo distinguere, nel complesso delle testimonianze letterarie pervenute, quali siano i tratti distintivi del pensiero di Pitagora rispetto ai successivi sviluppi elaborati nell’ambito del movimento pitagorico.

Fondatore nella città di Crotone, in Magna Grecia, di una propria scuola, Pitagora propose un insegnamento che molto recepiva dei contenuti della dottrina orfica, in particolare la teoria della metempsicosi, per cui le anime, dopo la morte, sono destinate ad incarnarsi successivamente sino a raggiungere l’espiazione completa delle proprie colpe.

La scuola di Pitagora si contraddistinse, però, anche per apporti decisamente originali: innanzitutto, il ruolo della scienza, della riflessione intellettuale e della contemplazione quale veicolo di purificazione dell’anima, rispetto a quanto sostenuto dagli Orfici, per i quali la liberazione dell’anima dalla pesantezza del corpo poteva essere raggiunta solo mediante riti particolari. Nell’esperienza pitagorica, la conoscenza – e non il rito religioso – è l’unico veicolo che consente di raggiungere la comunione con la divinità.

Altra componente di pensiero specifica ed esclusiva della scuola pitagorica è l’individuazione del principio di tutto nel numero. Come i filosofi di Mileto, sulla base dell’osservazione naturale, avevano elevato alcuni elementi (acqua, aria, fuoco) a principio di ogni realtà vivente, così anche i Pitagorici, in base alla constatazione dei rapporti armonici, ossia matematici, esistenti in natura, in particolare nel complesso delle armonie musicali, pongono il numero quale realtà fondativa di ogni cosa esistente.

Pitagora

Pitagora – al cui nome si lega un celebre teorema – e i suoi discepoli hanno lasciato un importante contributo di riflessione intorno a varie questioni di aritmetica e geometria: si possono citare, ad esempio, l’analisi delle proprietà dei numeri pari e dispari, il rapporto tra i singoli numeri e le figure geometriche ricavabili dal corrispondente insieme di punti, la proposizione geometrica della soluzione di alcune equazioni. Notevole è poi la relazione individuata tra i numeri in quanto coppie di opposti (pari/dispari) e lo sviluppo di una visione della realtà basata sull’opposizione di elementi (i cosiddetti opposti pitagorici).

Il contributo scientifico del movimento pitagorico si estese, inoltre, anche all’astronomia, campo nel quale, per la prima volta, venne teorizzato il concetto di cosmo quale insieme di elementi uniti fra loro da rapporti di carattere armonico-razionale.

2 Commenti su Pitagora

  1. Sì, grazie per la precisazione. Un recente volume di Kitty Ferguson (Longanesi, 2009) dal significativo titolo “La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico” propone un’avvicente ricostruzione dei molteplici aspetti del geniale contributo pitagorico alla storia del pensiero e della scienza.

  2. Ritengo che l’articolo sottaccia il concetto di armonia che gli studi sulle corde vibranti (unicordo) consentirono a Pitagora di elaborare, dando un contributo anche musicale.

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