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Plotina

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nome: Pompeia Plotina Claudia Febe Pisone (Pompeia Plotina Claudia Phoebe Piso) 55-121
famiglia: moglie dell’imperatore Traiano

Già nota nell’antichità per i suoi interessi culturali e per il suo profilo di donna saggia ed equilibrata, Plotina fu la degna sposa dell’imperatore Marco Ulpio Nerva Traiano, con il quale contrasse matrimonio intorno all’anno 90, prima dell’ascesa del marito al soglio imperiale.

Adottato da Nerva quale successore, Traiano fu imperatore dal 98 al 117. Il nuovo sovrano si distinse per una politica interna all’insegna della conciliazione, senza gli eccessi che avevano caratterizzato taluni suoi predecessori, per l’austerità della condotta che lo rese indisponibile a qualsiasi forma di corruzione, per l’impegno nell’edificazione delle opere pubbliche necessarie ad uno Stato all’apogeo dell’estensione territoriale, per la brillante serie di imprese militari che ne fecero un indiscusso conquistatore.

La fama di optimus princeps di cui Traiano godette sin dai giorni del suo felice regno ha attraversato pressoché indenne l’usura dei secoli ma, forse mai come in questo caso, sarebbe ingiusto dimenticare il celebre adagio per cui “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”! A Plotina e alla sua influenza sulla vita dell’illustre marito si devono molti provvedimenti che contribuirono a migliorare la vita del popolo romano, in particolare di quanti appartenevano alle fasce sociali solitamente escluse dai benefici.

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La mancanza di figli propri – unico punto dolente in una vita coniugale per il resto invidiabile – venne supplita dall’adozione, intorno agli anni 85/86, del futuro imperatore Adriano, rimasto orfano di entrambi i genitori; il defunto padre, Publio Elio Adriano Afro, era imparentato con Traiano: ciò spiega l’interesse del princeps e di sua moglie per la cura, l’educazione e la carriera del giovane rampollo destinato a succedergli. E’ noto, infatti, che Plotina ebbe un ruolo non secondario nell’indirizzare Adriano verso il matrimonio con Vibia Sabina, figlia di Salonina Matidia, una nipote di Traiano; non solo, ma pare che l’augusta, dopo la scomparsa del marito, avesse esercitato forti pressioni affinchè la scelta di Adriano, il quale, formalmente, non era stato adottato da Traiano, venisse al più presto ratificata. La premura di Plotina verso Adriano è stata oggetto di qualche insinuazione: forse che l’imperatrice nutrisse una passione per il futuro sovrano? Sembra, però, che l’ipotesi debba essere scartata in modo radicale: Plotina riversò su Adriano quell’istinto materno rimasto frustrato dal fatto di non essere divenuta madre per vie naturali.

Un profilo di donna sagace e piena di iniziativa è, dunque, quello che si presenta agli occhi di chi consideri la vita della sposa di Traiano, sopravvissuta di qualche anno all’imperatore deceduto nell’anno 117. La riconoscenza e l’affetto che, indubbiamente Adriano nutriva nei suoi confronti, le valsero la divinizzazione e la dedica di un tempio in sua memoria.

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