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Poli (Rm). Mistero archeologico o illusione ottica?

Abbiamo ricevuto da un nostro lettore, Gian Marco Brugnoli, questa curiosa lettera, anzi, un vero e proprio articolo sotto forma di lettera alla redazione. Lo abbiamo letto con cura e ne siamo rimasti colpiti. Premetto che non siamo dei “sostenitori” della fanta-archeologia, anzi, tuttaltro, però non abbiamo tabù nel parlare delle ipotesi più astratte e fantasiose, trattandole in maniera oggettiva e discreta. Solitamente rifuggiamo poi dal facile entusiasmo e dal piacere innato di credere alle scoperte mirabolanti che avvengono per caso, però siamo comunque dei “possibilisti” e anche per negare vorremo prima indagare. Ecco quindi il motivo per cui abbiamo deciso di pubblicare questa lettera-articolo, perchè vorremmo sottoporla al mondo accademico e scientifico, magari per sentirci dire che è tutto già noto, oppure che è un solo abbaglio ottico, ma comunque per stimolare una piccola discussione su questo suggestivo argomento.

“La meraviglia di Roma antica o follia ?

Mi chiamo Gian Marco Brugnoli e sono un volontario in servizio permanente del 9° Reggimento Alpini L’Aquila, appassionato di archeologia romana da qualche anno a questa parte sto effettuando ricerche su un sito alle porte della capitale, ironicamente proprio nel territorio del comune di Poli dove sono nato.

Fin dall’età adolescenziale mi interessavo alle ricerche archeologiche e alla natura circostante il territorio di Poli, ricco di siti romani interessanti e di bellezze archeologiche medioevali. Particolare interesse nutrivo per la cosi detta GROTTA DEL MORTALE, una cisterna romana posta sulla cresta ovest di Colle Corvia:

 La “Grotta del Mortale” è una cisterna situata sulle pendici settentrionali di Colle Corvia, a quota 575 m., al centro di una vastissima spianata di forma quadrangolare orientata secondo i punti cardinali Nord-Sud, recintata da un moderno muretto a secco. La cisterna ha forma rettangolare estremamente allungata (all’esterno m. 52,37 x 3,70) con due ambienti interni disposti uno di seguito all’altro nel senso della lunghezza, quello a nord delle dimensioni di m. 2,88 x 29,75, quello a sud in gran parte interrato, per cui non è possibile stabilirne la lunghezza. I due ambienti sono coperti da una volta a botte conservata per quasi tutta la lunghezza della cisterna, che inizia a 2,30 dal fondo. La costruzione è in opera cementizia con caementa calcarei e malta biancastra con grossi pezzi di pozzolana per un’altezza massima di m. 2,70. Numerosi frammenti di tegole, mattoni e laterizi rettangolari e un muretto, a circa 40 m. a nord della cisterna, costruito con lo stesso materiale della stessa, indicano l’l’esistenza di una Villa Romana, a cui risale con ogni probabilità la delimitazione così regolare della spianata ricalcata attualmente dal muro a secco.

Nel marzo del 2008, un tg fece vedere un servizio riguardante il ritrovamento di una pittura parietale raffigurante una villa nobile romana posta sulle pendici di una collina. Tale villa (residenza di ozio) era ornata da giardini enormi raffiguranti figure mitologiche che illuminati di notte potevano essere visti sia da Roma che dai vicini castelli. Il servizio concludeva con l’impossibilità di trovare il sito perché ricoperto dalla vegetazione. Come ho visto il servizio sono balzato in piedi…Mia moglie mi ha preso per pazzo e da quel giorno effettuo ricerche .

Malgrado il terremoto, malgrado le problematiche inerenti al sisma ho continuato a cercar di delineare l’imponente bellezza del sito con innumerevoli sopralluoghi e misurazioni.

In risalto i profili sul costone sud della collina di una Quadrigua del Dio Helios delineati sul terreno da massi posti a regola a formare le linee principali della figura.

All’interno del perimetro rettangolare delineato da muretti a secco è evidente la figura di Helios al centro di un planetario espresso dai segni zodiacali dell’epoca.

Particolare interesse una serie di tunnel ritrovati alle pendici del costone sud al di sotto di un campanile del basso medioevo, con ancora evidenti gli incassi nel tufo delle porte. Su tutto il territorio del sito innumerevoli frammenti di laterizio romano.

Tra tutti gli Imperatori romani Nerone veniva rappresentato o raffigurato come ilo Dio Sole:

La Domus Aurea si offriva agli occhi meravigliati o terrorizzati dei Romani. In basso, presso la Via Sacra, c’ era il vestibolo, dove s’ innalzava una statua bronzo-dorato di trentacinque metri: essa rappresentava l’ imperatore come Sole; aveva sul capo una corona di sette immensi raggi e lo sguardo rivolto verso l’ alto, come se Nerone-Sole cercasse ispirazione nel Sole. Nerone incominciò a trasformare la vita di Roma in uno spettacolo ininterrotto, che sfruttava la luce del giorno, le ombre della sera e le fiaccole accese per violare l’ oscurità e l’ intimità della notte.

Era il sovrano dio del destino: il legislatore solare dell’ universo.

Seneca, maestro e consigliere del principe, nel suggerire il modello degli dei, dice “a te non è permesso di stare nascosto, come non lo è al sole; attorno a te vi è molta luce, … tu credi di apparire in pubblico, ma sei un astro che si leva”.

E’ forse possibile che da qui Nerone ammirò l’incendio di Roma, o è solamente un gioco grafico nella natura e della mia mente?

Gian Marco Brugnoli

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